Prosegue con rigore visionario il viaggio di Lenz Fondazione nell’esplorazione della violenza, tema centrale del suo progetto triennale ‘Atlante sulla Violenza 2025-2027. Per un mondo rivelato dal teatro’. Il programma del 2026, secondo capitolo di questa ambiziosa indagine, è stato svelato dai direttori artistici Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, confermando l’impegno della compagnia parmigiana in una ricerca che fonde drammaturgia, filosofia e arti visive per interrogare il presente. Il percorso si snoda attraverso una complessa rete di riferimenti che partono dall’Iliade, identificata come mappatura originaria della sopraffazione, per dialogare con le riflessioni di pensatrici come Simone Weil e Hannah Arendt e aprirsi alle prospettive post-umaniste ed ecofemministe di Donna Haraway.

Un doppio debutto per inaugurare la stagione

La stagione 2026 di Lenz Teatro prenderà il via l’11 marzo con un doppio appuntamento che incarna la poliedricità della ricerca della Fondazione. Alle 20.30 andrà in scena La scimmia di Dio, una nuova creazione firmata da Pititto e Maestri. Tratta da Shakespears Geist (Il fantasma di Shakespeare) del drammaturgo romantico tedesco Jakob Michael Reinhold Lenz, l’opera vedrà in scena gli attori Fabrizio Croci e Barbara Voghera. Questa composizione performativa si inserisce nel progetto pluriennale Lenz di Lenz, che esplora la sorprendente attualità delle visioni di un autore la cui vita, segnata dalla follia, ha ispirato l’identità stessa della compagnia fin dai suoi esordi nel 1986. La pièce mette in scena un dialogo speculare tra i due interpreti, immersi in un campo di “onde elettromagnetiche corporee” dove parole, memorie e gesti si fondono in epifanie visive.

A seguire, alle 21.30, il palco sarà per Teste_Over Marisa Merz, un omaggio alla grande artista dell’Arte Povera nel centenario della sua nascita. Questo lavoro è parte del più ampio progetto Over Beloved Female Artists, che ogni anno dedica un’indagine performativa a figure femminili fondamentali dell’arte contemporanea, come Gina Pane nel 2024 e Leonora Carrington nel 2025. La performance si presenta come una trasfigurazione simbolica dell’opera “delicata e antimonumentale” di Marisa Merz, con una partitura sonora avvolta dallo Stabat Mater di Vivaldi e arricchita dalle scritture della filosofa post-umanista Orsola Rignani. La composizione performativa e l’installazione sono curate da Maria Federica Maestri.

Le repliche dei due spettacoli sono previste per il 12, 13 e 14 marzo. Al termine dell’ultima replica di Teste_Over Marisa Merz, il 14 marzo, si terrà un incontro aperto al pubblico con la filosofa Orsola Rignani e la critica d’arte Luciana Rogozinski, profonda conoscitrice dell’opera dell’artista.

L’Iliade e la violenza contemporanea: il progetto Ginocchia

Il cuore pulsante dell’Atlante sulla Violenza per il 2026 sarà il debutto, previsto a giugno, di Iliade#2 Ginocchia. Questa installazione site-specific, che sarà ospitata nell’Aula Canuto dell’Università di Parma, rappresenta la seconda tappa del progetto ispirato all’epos omerico. Dopo aver esplorato la sofferenza animale nel capitolo Cavalli (2025), l’indagine si concentra ora sul dolore umano. L’opera crea un ponte ardito e potente tra l’antico e il contemporaneo, mettendo in relazione la supplica di Priamo in ginocchio ai piedi di Achille per riavere il corpo del figlio Ettore con le immagini sconvolgenti della violenza odierna, come la morte di George Floyd, soffocato dalla pressione di un ginocchio sul collo. Un modo per riaffermare la tragica universalità di certi gesti e la persistenza della sopraffazione nella storia umana.

Altri appuntamenti e l’impegno sul territorio

Il programma di Lenz Fondazione si estende oltre i confini del proprio teatro, con appuntamenti che dialogano con il territorio e le ricorrenze culturali:

  • Il 21 marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, la compagnia sarà a Savona con la performance site-specific Haiku_Dove prima era roccia.
  • Il 26 marzo, a Fidenza, Barbara Voghera porterà in scena Altro Stato, una creazione tratta da La vita è sogno di Calderón de la Barca.

Queste attività si inseriscono in una struttura progettuale che poggia su cinque azioni fondamentali: creazioni contemporanee, anatomie del paesaggio, Habitat pubblico, Natura dèi Teatri 2.0 per giovani autori, e pratiche di ricerca sui linguaggi inclusivi. Un impegno che si concretizza anche nella storica collaborazione con l’Azienda Usl e l’Università di Parma in progetti di salutogenesi e nella scuola di Pratiche di Teatro Sociale, rivolta a persone con fragilità e vulnerabilità. Come sottolineato dal sindaco di Parma, Michele Guerra, l’esperienza di Lenz è “profondamente condivisa con il corpo reale della città, in tutte le sue dimensioni, non soltanto quelle artistiche ma anche quelle sociali”.

La stagione 2026 di Lenz Fondazione si preannuncia dunque come un’immersione profonda e senza sconti nelle pieghe della condizione umana, un teatro che non teme di affrontare le questioni più urgenti e dolorose del nostro tempo, attingendo alla potenza evocativa dei classici e alla lucidità del pensiero filosofico per costruire un “mondo rivelato dal teatro”.

Di euterpe

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