Il panorama letterario italiano si illumina con il ritorno di una delle sue penne più amate e prolifiche. Maurizio De Giovanni, scrittore capace di tessere trame avvincenti e di dare vita a personaggi indimenticabili, consegna ai suoi lettori ‘Figli’ (Einaudi Stile Libero), il nuovo, tredicesimo capitolo della saga de I Bastardi di Pizzofalcone. Presentato con grande attesa durante la giornata conclusiva di ‘Libri Come’ a Roma, il romanzo è un’opera che trascende i confini del giallo per trasformarsi in un’acuta indagine sui legami familiari e sulle trasformazioni della società contemporanea.
La storia si apre in una calda notte di luglio a Napoli, quando un noto medico patologo, Francesco Cascetta, viene investito da un’auto in via Egiziaca a Pizzofalcone. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un tragico incidente stradale si rivela ben presto un omicidio premeditato. Qualcuno voleva Cascetta morto, e toccherà alla squadra più sgangherata e abile della città, i Bastardi appunto, scoprire la verità, muovendosi come sempre tra le pressioni dei superiori e le complicazioni delle loro vite private.
La famiglia in rivoluzione: il cuore tematico di ‘Figli’
Come rivelato dallo stesso De Giovanni, il romanzo nasce e si sviluppa attorno a una parola chiave: “figli”. “Sono partito da una parola, come faccio sempre, e la ho declinata su tutti i personaggi e sulla storia principale, sulla storia dei criminali“, ha spiegato l’autore. Questa scelta tematica lo conduce a un’esplorazione profonda e sfaccettata del rapporto tra genitori e figli, un legame che oggi, secondo lo scrittore, sta vivendo una vera e propria “rivoluzione”. Non una crisi, precisa, ma una radicale trasformazione.
De Giovanni osserva come l’istituzione familiare, primo mattone della società, stia cambiando pelle, influenzata da nuove dinamiche sociali e da un’accelerazione nei processi di crescita dei giovani. “È cambiato anche il mestiere di figlio in realtà, oltre che quello di genitori“, afferma, sottolineando come i ragazzi oggi siano proiettati fuori dal nucleo familiare molto prima rispetto alle generazioni passate. Questa riflessione si intreccia magistralmente con la trama poliziesca, arricchendola di spessore e di una forte componente emotiva. Ciascun personaggio, dal vicequestore Palma all’ispettore Lojacono, è costretto a confrontarsi con il proprio ruolo di genitore o di figlio, in un gioco di specchi che coinvolge anche le vittime e i carnefici.
Il futuro dei Bastardi e i nuovi orizzonti narrativi
Nonostante la lunga serialità, Maurizio De Giovanni non avverte stanchezza. Il segreto, a suo dire, risiede nella natura corale della serie: un racconto di un luogo e di un gruppo di lavoro dove a cambiare sono le sfumature dei sentimenti. E il futuro si preannuncia ricco di novità per i fan dello scrittore napoletano. Sono infatti in preparazione la quinta stagione televisiva dei Bastardi di Pizzofalcone e la quarta del Commissario Ricciardi.
Ma le sorprese non finiscono qui. De Giovanni ha annunciato l’arrivo di una nuova serie a fine 2026, che sarà pubblicata da Rizzoli. “È una storia contemporanea molto napoletana, abbastanza divertente. Il tema è sempre criminale e c’è uno strano cuoco“, ha anticipato, accendendo la curiosità dei lettori. Prosegue inoltre il lavoro sulla serie di Sara, con l’uscita recente di “Sara, le origini”, e sulla chiusura del ciclo de “L’orologiaio di Brest”.
Uno sguardo sulla contemporaneità
Attraverso le sue storie, De Giovanni si conferma non solo un maestro del giallo, ma anche un attento osservatore della realtà. La sua analisi si estende a una visione più ampia e a tratti preoccupata del futuro, in un’Italia che è il secondo paese più vecchio del mondo. “Che spazio c’è per i figli?“, si chiede, riflettendo su come le crisi globali, da quella energetica a quella sociale, possano impattare sull’educazione delle nuove generazioni.
Il successo di De Giovanni, autore prolifico e amato, risiede nella sua straordinaria capacità di “immedesimazione”, come lui stesso la definisce. Riesce a creare universi narrativi in cui il lettore si immerge completamente, riconoscendo le proprie fragilità e le proprie emozioni nei personaggi che popolano una Napoli vivida, pulsante e mai banale. Con ‘Figli’, ci regala un altro tassello di questo affascinante mosaico, un romanzo che intrattiene e, soprattutto, fa riflettere.
