Il panorama letterario italiano si arricchisce di una nuova, attesa opera firmata da uno dei suoi più amati cantori: Maurizio De Giovanni. Lo scrittore napoletano, maestro del noir mediterraneo e penna capace di scandagliare con rara sensibilità l’animo umano, torna in libreria con ‘Figli’ (Einaudi Stile Libero). Questo romanzo non è solo il tredicesimo, vibrante capitolo della fortunata serie de “I Bastardi di Pizzofalcone”, ma si configura come un’indagine a tutto tondo su uno dei pilastri della nostra società: il rapporto tra genitori e figli, oggi in piena e radicale trasformazione.

Presentato con calore durante la giornata conclusiva di “Libri Come”, la Festa del Libro e della Lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il romanzo promette di affiancare alla consueta suspense del giallo una riflessione acuta e necessaria sulla contemporaneità. E non è tutto: De Giovanni, sempre prolifico e inarrestabile, ha colto l’occasione per annunciare un nuovo, entusiasmante progetto: una serie inedita, descritta come “una storia contemporanea molto napoletana, abbastanza divertente”, che vedrà la luce per Rizzoli alla fine del 2026 e avrà al centro “uno strano cuoco” e, naturalmente, una vicenda criminale.

Un delitto come specchio dei legami familiari

La trama di ‘Figli’ prende le mosse da un evento tanto drammatico quanto enigmatico. In una calda notte di luglio, in via Egiziaca a Pizzofalcone, un rispettato medico patologo, Francesco Cascetta, viene investito da un’auto che poi scompare nel buio. Quello che inizialmente potrebbe sembrare un tragico incidente causato da un pirata della strada, si rivela ben presto un omicidio premeditato. La vittima non avrebbe dovuto trovarsi in quel luogo, a quell’ora, e i dettagli della sua morte suggeriscono una volontà precisa di uccidere.

Sarà compito della squadra più sgangherata e geniale della polizia napoletana, i Bastardi di Pizzofalcone, far luce sul mistero. Ma, come è tipico della scrittura di De Giovanni, il caso criminale diventa il pretesto, il reagente chimico per far emergere le complessità, le crepe e le verità nascoste nelle vite dei protagonisti. Il titolo, ‘Figli’, è una vera e propria dichiarazione d’intenti. Come spiega lo stesso autore, “Sono partito da una parola, come faccio sempre, e la ho declinata su tutti i personaggi e sulla storia principale”.

La “rivoluzione” della famiglia al centro del racconto

De Giovanni, con la sua prosa avvolgente e la sua profonda capacità di immedesimazione, esplora il concetto di “figlio” e “genitore” in tutte le sue sfaccettature. Si interroga su cosa significhi oggi ricoprire questi ruoli in un’istituzione, la famiglia, che definisce in “profonda rivoluzione”. Non una crisi, sottolinea, ma un cambiamento radicale.

“Il senso della parola va cambiando”, afferma lo scrittore, “cambia per esempio nelle unioni civili, nella velocità con cui i ragazzi si allontanano dalla famiglia. Nella mia generazione eri praticamente figlio fino a 14-15 anni, adesso i ragazzi già a 8-10 anni sono estroflessi dalla famiglia”. Una riflessione che tocca corde universali, dipingendo un quadro sociale in cui i “mestieri” di figlio e di genitore sono stati riscritti dalle nuove dinamiche culturali e sociali. De Giovanni si spinge oltre, toccando anche il tema della “filiazione collettiva”, come nel caso mediatico del bambino morto dopo un trapianto di cuore, diventato “figlio di tutti”.

Lo scrittore si sofferma anche sulle preoccupazioni per il futuro, in un’Italia che, dopo il Giappone, è il paese più vecchio del mondo. “Che spazio c’è per i figli?” si chiede, evidenziando come una crisi energetica imminente e un’età media nazionale di 49,1 anni impongano una riflessione profonda sul futuro che stiamo costruendo per le nuove generazioni.

Un universo narrativo in continua espansione

La creatività di Maurizio De Giovanni non conosce sosta. Oltre al nuovo capitolo dei Bastardi e alla serie inedita in cantiere, lo scrittore è impegnato su più fronti, confermando il suo status di autore tra i più amati e produttivi del panorama italiano.

  • Serie TV: I fan delle trasposizioni televisive possono gioire. È in preparazione la quinta serie de “I Bastardi di Pizzofalcone” e la quarta del “Commissario Ricciardi”. De Giovanni, invece, non è direttamente coinvolto nella preparazione di un’eventuale nuova stagione di “Mina Settembre”.
  • Sara: Prosegue anche la scrittura del nuovo capitolo dedicato a Sara Morozzi, la “donna invisibile” dei servizi segreti, un personaggio che ha conquistato un vasto pubblico con la sua complessità e il suo dolore trasformato in metodo investigativo.
  • L’Orologiaio di Brest: È previsto per maggio, edito da Feltrinelli, il secondo e conclusivo romanzo della serie “L’orologiaio di Brest”.

Il segreto di questo successo poliedrico? Per De Giovanni risiede in una sola parola: “L’immedesimazione. Se riesci a diventare solo un punto di vista ti diverti”. Una filosofia che traspare in ogni pagina, in ogni personaggio, e che continua a tessere un legame indissolubile tra l’autore e i suoi lettori.

Di euterpe

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