Un filo dorato, intessuto di immagini e visioni, unisce le sponde del Tevere a quelle della Senna. È il filo della fotografia di Guido Guidi (Cesena, 1941), uno dei più influenti maestri italiani dell’obiettivo, la cui opera è ora celebrata a Parigi con la mostra monografica ‘Col tempo, 1956-2024’. Dopo l’acclamata tappa al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma lo scorso anno, la più estesa retrospettiva mai realizzata sul suo lavoro trova casa negli spazi espositivi di Le BAL, nel cuore pulsante di Montmartre, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 24 maggio 2026.

L’evento assume un significato ancora più profondo poiché si inserisce nelle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio esclusivo tra Parigi e Roma, sottoscritto il 30 gennaio 1956 e suggellato dal celebre motto: «Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi». Un ponte culturale, questo, che si rinnova e si rafforza attraverso l’arte, testimoniando un legame indissolubile tra le due capitali europee.

Un Viaggio Attraverso Sette Decenni di Sguardi

Curata da Simona Antonacci, Antonello Frongia e Pippo Ciorra, la mostra è il frutto di una prestigiosa collaborazione tra il MAXXI e Le BAL, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Parigi. Il percorso espositivo, concepito in stretta sinergia con l’artista stesso, si snoda attraverso oltre 200 immagini, suddivise in diciotto sequenze fotografiche che ripercorrono quasi settant’anni di carriera. Dalle prime, seminali sperimentazioni in bianco e nero degli anni Sessanta e Settanta, che già rivelavano un’attenzione non convenzionale per il linguaggio fotografico, si passa alle mature ricerche sul paesaggio e sull’architettura dei decenni successivi, fino a giungere ai progetti più recenti.

Il visitatore è invitato a un’immersione totale nel pensiero “fotografico” di Guidi, un viaggio che esplora la sua densità artistica e la bellezza del suo peculiare cheminement. Ad arricchire l’esperienza, sono esposti anche quaderni, manoscritti, maquette e documenti inediti che gettano luce sul suo rigoroso metodo di lavoro e sulla sua poetica.

La Poetica del Marginale e la Ridefinizione del Paesaggio

Guido Guidi appartiene a quella generazione di autori che, a partire dagli anni Settanta, ha radicalmente trasformato il rapporto tra la fotografia e la percezione del territorio. Influenzato dal cinema neorealista e dall’arte concettuale, ha rivolto il suo obiettivo verso ciò che è apparentemente marginale, antispettacolare, quotidiano. Il suo sguardo si posa con la medesima intensità sui frammenti di paesaggi ordinari della sua Romagna, dove ha sempre vissuto, e sulle creazioni emblematiche di grandi maestri dell’architettura come Carlo Scarpa, Mies van der Rohe e Le Corbusier.

Questa assenza di gerarchia tra il banale e il monumentale è uno dei tratti distintivi della sua ricerca. Per Guidi, come egli stesso afferma, “la relazione con ce que l’on regarde, la performance de la rencontre, est essentielle” (“la relazione con ciò che si guarda, la performance dell’incontro, è essenziale”). La fotografia non è la ricerca dell’immagine unica e perfetta, ma un processo di conoscenza, un umile “griffonnage”, un “tentativo”. Le sue opere, spesso organizzate in sequenze e serie, costruiscono nel tempo un’archivio poetico del territorio, fatto di accumulazioni, varianti, ripetizioni e scoperte casuali, lontano da ogni artificio.

Le BAL: Un Faro sull’Immagine Contemporanea

Ad ospitare questo importante omaggio è Le BAL, uno spazio indipendente fondato nel 2010 dal celebre fotografo Raymond Depardon insieme a Diane Dufour e Christine Vidal. Situato sulle pendici di Montmartre, in un’ex sala da ballo degli anni Venti, Le BAL si è affermato come un punto di riferimento per la ricerca e la pedagogia dedicate all’immagine contemporanea in tutte le sue forme: fotografia, video, cinema e nuovi media. La sua missione è quella di esplorare le complesse articolazioni tra il documento e l’estetica, tra gli enjeux politici e quelli formali, un approccio che si sposa perfettamente con la profondità intellettuale del lavoro di Guido Guidi.

Un Ponte Culturale che si Rinnova

La mostra ‘Guido Guidi. Col tempo, 1956-2024’ non è solo un evento espositivo di prim’ordine, ma un atto culturale che rafforza il dialogo tra Italia e Francia. La collaborazione tra il MAXXI, istituzione italiana per eccellenza dedicata al contemporaneo, e Le BAL, centro nevralgico della cultura visiva parigina, è un esempio virtuoso di come le istituzioni possano lavorare insieme per valorizzare il patrimonio artistico europeo. In un anno così simbolico per le relazioni tra Roma e Parigi, l’opera di Guido Guidi diventa metafora di uno sguardo condiviso, capace di trovare la bellezza e il significato profondo nel tessuto connettivo dei nostri paesaggi, siano essi urbani, rurali o umani.

Di euterpe

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