Un applauso scrosciante ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo ingresso nel palco reale del Teatro alla Scala di Milano. Un omaggio che ha dato il via a una mattinata densa di emozioni e ricordi, dedicata a celebrare i 150 anni del Corriere della Sera. L’evento, intitolato “Corriere 150 anni. La libertà delle idee”, ha rappresentato non solo il compleanno di un giornale, ma un momento di riflessione collettiva sulla storia d’Italia, di cui il quotidiano di Via Solferino è stato testimone e narratore fedele fin da quel lontano 5 marzo 1876.
La platea del Piermarini ha visto riunita l’intera società italiana: dalle più alte cariche istituzionali, come il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana, ai leader politici come la segretaria del Pd Elly Schlein e il segretario della Cgil Maurizio Landini. E ancora, esponenti di spicco dell’economia, della finanza, del sindacato, delle forze dell’ordine e del mondo accademico. Una menzione speciale merita la presenza della senatrice a vita Liliana Segre, che ha condiviso un ricordo personale: “Sono affezionata al Corriere da quando sono bambina, ora che sono vecchietta sono ancora affezionata”.
Una Cerimonia tra Musica e Memoria
Dopo l’esecuzione solenne dell’Inno di Mameli da parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta dal Maestro Alexander Soddy, la cerimonia è entrata nel vivo. Gli interventi istituzionali hanno aperto la mattinata, con i saluti del sindaco di Milano Giuseppe Sala, del sovrintendente del Teatro Fortunato Ortombina, del direttore del Corriere Luciano Fontana e dell’editore e presidente di RCS MediaGroup, Urbano Cairo. Quest’ultimo ha rievocato con emozione il legame personale e familiare con il giornale, imparando a leggerlo grazie al nonno, e ha ricordato la determinazione che lo ha portato ad acquisire il controllo del gruppo editoriale.
Il cuore della celebrazione è stato un viaggio a ritroso nel tempo, un percorso narrativo affidato alle voci delle attrici Cristiana Capotondi e Serena Rossi. Attraverso la lettura di articoli storici, hanno fatto rivivere le firme prestigiose che hanno popolato le pagine del Corriere: da Pier Paolo Pasolini a Oriana Fallaci. Un lungo e commosso applauso ha omaggiato la memoria dei giornalisti caduti nell’esercizio della loro professione, come Walter Tobagi, vittima del terrorismo, e l’inviata Maria Grazia Cutuli, uccisa in Afghanistan.
La musica ha fatto da contrappunto alle parole, con l’orchestra che ha eseguito magistralmente brani tratti dalla Norma di Vincenzo Bellini e dal Crepuscolo degli dei (Götterdämmerung) di Richard Wagner, sottolineando la solennità e la profondità culturale dell’evento.
Uno Sguardo al Futuro, Radicato nella Storia
Il direttore Luciano Fontana ha sottolineato come il Corriere, pur evolvendosi in un moderno sistema media multipiattaforma, non abbia mai tradito la sua missione originaria: “la ricerca di fatti verificati, di racconti oggettivi, di opinioni indipendenti e mai faziose”. Un impegno, ha aggiunto, che oggi si confronta con le sfide dell’intelligenza artificiale, da affrontare cogliendone le opportunità senza sottovalutarne i rischi. Fontana ha definito il giornale come “la casa di tutti”, un luogo di accoglienza e rispetto per ogni opinione.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare in anteprima il docufilm “150 anni Corriere della Sera. Il racconto dell’Italia”, a cura della Fondazione Corriere della Sera presieduta da Ferruccio de Bortoli e con la voce narrante di Neri Marcorè. Un’opera che, insieme a numerose altre iniziative editoriali come la pubblicazione di volumi speciali, copie anastatiche e una serie tv, accompagnerà i lettori per tutto l’anno delle celebrazioni.
Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto contribuire con un messaggio personale, ricordando un episodio intimo e toccante legato a due giornalisti del Corriere, Paola Di Caro e Luca Valdiserri, nel giorno della tragica scomparsa del loro figlio Francesco. Un modo per sottolineare il lato umano del giornalismo e il profondo intreccio tra le vicende personali e la cronaca di un Paese.
Le celebrazioni per i 150 anni del Corriere della Sera non sono state solo una rievocazione nostalgica, ma un’affermazione potente del valore del giornalismo di qualità come pilastro della democrazia e specchio della società. Un’eredità che, come ha sottolineato il direttore Fontana, deve essere una “leva per progettare il futuro”. Un futuro in cui, nonostante le trasformazioni digitali, la credibilità e l’autorevolezza rimangono i fari che guidano il racconto quotidiano della nostra storia.
