Un’eco sonora, composta da 89 voci diverse, si è levata dal mondo della cultura e dello spettacolo italiano e internazionale. Tante sono le candidature pervenute alla chiusura del bando per la selezione del nuovo direttore artistico della Fondazione Teatro Trianon Viviani di Napoli, un numero che risuona come un applauso scrosciante all’indirizzo di un’istituzione che si conferma cuore pulsante della tradizione musicale e teatrale partenopea. Alla mezzanotte di ieri, si è concluso un capitolo e se ne sta per aprire un altro per il “teatro della Canzone napoletana”, che si prepara a un nuovo triennio di sfide e successi.
L’avviso pubblico, presentato congiuntamente il 27 gennaio a Palazzo Santa Lucia dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e dall’assessore alla Cultura, Ninni Cutaia, ha delineato il profilo di una figura professionale di ampio respiro, chiamata a custodire e al contempo a rinnovare un patrimonio inestimabile. Non si tratta semplicemente di una successione, ma di un passaggio di testimone cruciale, che avverrà dopo i sei anni di direzione artistica di Marisa Laurito, un periodo che ha lasciato un’impronta profonda e indelebile.
Un’eredità preziosa e un futuro da scrivere
Marisa Laurito, con la sua energia vulcanica e la sua profonda sensibilità artistica, ha saputo trasformare il Trianon Viviani in molto più di un semplice palcoscenico. Sotto la sua guida, il teatro di Forcella è diventato un presidio culturale e sociale, un luogo di dialogo con il territorio e di impegno civile. Indimenticabili le iniziative che hanno visto il teatro aprirsi alla città, come le marce per la pace e le battaglie contro il femminicidio, che hanno testimoniato un’urgenza di connessione con la realtà e con le istanze più profonde della comunità. Oltre 400 spettacoli ospitati e più di 20 produzioni realizzate in sei anni sono la testimonianza tangibile di un lavoro instancabile, che ha portato il nome del Trianon Viviani a risuonare su palcoscenici nazionali e internazionali. Ora, la sfida per il successore sarà quella di raccogliere questa eredità e proiettarla nel futuro, coniugando la valorizzazione della tradizione con la sperimentazione di nuovi linguaggi e la capacità di intercettare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.
La selezione: merito, trasparenza e visione progettuale
Il processo di selezione, come sottolineato sia dal presidente Fico che dall’assessore Cutaia, si fonderà su principi di merito, trasparenza e partecipazione. Non sarà una mera valutazione di curricula, ma un’analisi approfondita delle proposte progettuali presentate da ciascun candidato. L’indirizzo artistico, le linee di programmazione e la pianificazione degli eventi saranno gli elementi chiave per delineare la visione del Trianon Viviani del domani. L’elevato numero di candidature, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, è stato accolto come un segnale estremamente positivo, una conferma della bontà del percorso intrapreso dalla Regione Campania nel promuovere procedure aperte e competitive per la gestione del suo patrimonio culturale. “Ricevere quasi novanta candidature significa che la scelta della Regione di promuovere una procedura aperta, trasparente e basata sul merito è stata apprezzata dal mondo della cultura”, ha dichiarato l’assessore Cutaia.
Nei prossimi giorni, una commissione si insedierà per avviare l’iter di valutazione, con l’obiettivo di individuare in tempi brevi la figura più idonea a guidare il teatro per i prossimi tre anni. L’incarico, secondo indiscrezioni, potrebbe prevedere un contratto triennale da 90mila euro. Tra i nomi che circolano, si vocifera di personalità di spicco del mondo del giornalismo, del teatro e della musica, ma le sorprese potrebbero essere molte. Ciò che è certo è che la scelta finale sarà determinante per il futuro di un’istituzione che non è solo un teatro, ma un simbolo della cultura napoletana nel mondo.
Il Trianon Viviani: un faro nel cuore di Forcella
Situato nel cuore di Forcella, un quartiere ricco di storia e di complessità, il Teatro Trianon Viviani rappresenta un avamposto di bellezza e di speranza. La sua missione, come recita lo statuto della Fondazione, è quella di sviluppare, qualificare e divulgare l’arte e la cultura napoletana, con un’attenzione particolare alla canzone tradizionale e contemporanea. Ma il suo ruolo va oltre la mera programmazione artistica. Il Trianon è un luogo di aggregazione, di formazione e di inclusione sociale, un punto di riferimento per i giovani e per l’intera comunità. La collaborazione con associazioni come “L’Altra Napoli” e l’impegno per la riqualificazione del quartiere testimoniano una visione del teatro come motore di sviluppo e di cambiamento. Il nuovo direttore artistico avrà il compito di rafforzare ulteriormente questo legame con la città, consolidando il dialogo con le comunità e con il sistema della produzione artistica. Un compito arduo ma affascinante, per un teatro che ha dimostrato di non avere paura di sognare in grande.
