Il sipario del Teatro Comunale di Modena si è alzato il 18 marzo su una delle fiabe più amate di sempre, Cenerentola, presentata in una veste nuova e audace dal Balletto del Teatro nazionale croato di Rijeka. La storica compagnia, fondata nel 1946, ha portato in scena una creazione del coreografo serbo Leo Mujić, allievo del leggendario Maurice Béjart, che ha saputo infondere nuova linfa vitale a un classico del repertorio ballettistico, sulle immortali note di Sergej Prokof’ev.

Una Cenerentola per il nostro tempo: tra sogno e realtà

Lontana dalle tradizionali rappresentazioni sfarzose, la versione di Mujić si distingue per una messinscena essenziale e minimalista, dove il racconto si dispiega principalmente attraverso la potenza espressiva del gesto e del movimento. In collaborazione con il drammaturgo e assistente coreografo Balint Rauscher, Mujić ha condensato la narrazione in circa sessanta minuti, offrendo una lettura quasi psicanalitica e profondamente moderna della storia.

In questa interpretazione, l’incontro fatidico tra Cenerentola, qui chiamata Ella e interpretata dalla talentuosa Yurika Kimura, e il suo principe, il domestico John interpretato da Leonard Cela, non avviene in un sfarzoso salone da ballo, ma nella dimensione onirica del sogno. È nel mondo interiore della protagonista che l’amore sboccia come via di fuga e di riscatto da una realtà opprimente, segnata dalla crudeltà della matrigna Milosija (Ksenija Duran Krutova) e delle sorellastre Zorica e Ljubica. Questa dualità tra sogno e realtà diventa il fulcro di un percorso di scoperta di sé che coinvolge tutti i personaggi, esplorando temi universali come l’identità, il valore personale e la resilienza.

La Cenerentola di Mujić non è una vittima passiva, ma una giovane donna capace di plasmare attivamente il proprio destino, una figura che riflette le complessità e le aspirazioni del mondo contemporaneo. La coreografia, che fonde con maestria codici neoclassici a una fisicità ricca di sfumature emotive, abbandona carrozze e topolini per concentrarsi sulla grammatica del corpo, in un equilibrio perfetto tra virtuosismo e vulnerabilità.

La musica immortale di Prokof’ev e la sua genesi

La potente partitura di Sergej Prokof’ev, composta tra il 1940 e il 1944, funge da colonna sonora a questa rilettura. Il compositore russo desiderava creare un balletto “ricco di varietà e fortemente danzabile”, capace di offrire ai ballerini ampie possibilità espressive. La sua musica, che ha debuttato al Teatro Bol’šoj di Mosca il 22 novembre 1945 con la coreografia di Rostislav Zakharov, ha contribuito a rendere immortale la fiaba resa celebre da Charles Perrault nel XVII secolo. Prokof’ev stesso affermò di voler esprimere “l’amore poetico tra lei ed il principe, la nascita ed il fiorire del sentimento, gli ostacoli sul suo cammino e alla fine la realizzazione del sogno”. La composizione fu un processo complesso, interrotto dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, un periodo di grandi turbolenze personali e globali per l’artista.

Il Balletto di Rijeka: un ponte tra tradizione e innovazione

Protagonista di questa acclamata produzione è il Balletto del Teatro nazionale croato di Rijeka (Fiume). Fondato nel 1946, l’ensemble si è distinto nel panorama internazionale per la sua notevole versatilità, spaziando con agilità dal grande repertorio classico alle più audaci sperimentazioni contemporanee. Divenuto un’istituzione indipendente nel 1990, il balletto ha saputo costruire una solida reputazione grazie a produzioni che uniscono tradizione e ricerca artistica. Sotto la guida di direttori illuminati, la compagnia, sebbene di dimensioni contenute, ha conquistato i palcoscenici di prestigiosi teatri e festival, proponendosi come un vivace centro di scambio culturale e artistico. La loro Cenerentola rappresenta pienamente questa visione, dove il patrimonio classico incontra l’espressione contemporanea, trasformando la danza in uno spazio di riflessione, immaginazione ed emancipazione.

Un cast di talento per una fiaba universale

A dare corpo e anima ai personaggi di questa fiaba senza tempo un cast di grande talento. Oltre ai già citati protagonisti Yurika Kimura e Leonard Cela, e all’antagonista Ksenija Duran Krutova, la produzione vede in scena:

  • Marta Kanazir nel doppio ruolo di Cindy (la madre) e della Fata Madrina
  • Marta Voinea Čavrak e Tea Rušin nei panni delle sorellastre Zorica e Ljubica
  • Ali Tabbouch come Dr. Vanja, il padre di Cenerentola
  • Isabelle Zabot come Maestro di Cerimonie
  • Giovanni Liverani nel ruolo del Bambino con le arance

Insieme a loro, l’intero ensemble del balletto ha contribuito a creare una serata di pura magia, confermando come la storia di Cenerentola, con i suoi temi di trasformazione e trionfo del bene, continui ad affascinare e commuovere il pubblico di ogni età.

Di euterpe

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