Il sole del deserto californiano illumina i campi dell’Indian Wells Tennis Garden, primo Masters 1000 della stagione, e i big del circuito non tradiscono le attese, seppur con percorsi differenti. Mentre tutti sognano una finale stellare tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, i primi turni hanno già regalato conferme, battaglie e qualche sorpresa amara, soprattutto per i colori azzurri.

Alcaraz, una furia sorridente sul cemento

La marcia di Carlos Alcaraz in questo 2026 continua a essere inarrestabile. Lo spagnolo, numero 1 del mondo e reduce dai trionfi all’Australian Open e a Doha, ha impiegato poco più di un’ora (67 minuti per la precisione) per liquidare un avversario di grande talento come il bulgaro Grigor Dimitrov. Il punteggio, un netto 6-2, 6-3, racconta solo in parte la superiorità di un Alcaraz apparso sereno, centrato e a tratti ingiocabile. Nonostante le condizioni ventose, il suo dritto ha viaggiato con una precisione chirurgica, lasciando poche speranze all’ex numero 3 del ranking.

“Amo così tanto essere qui, penso che sia per questo che gioco rilassato, calmo,” ha dichiarato Alcaraz a fine match, confermando un feeling speciale con il torneo californiano dove cerca il terzo sigillo. Il suo prossimo ostacolo sarà il francese Arthur Rinderknech. E tra un allenamento e l’altro, lo spagnolo non nasconde la sua passione per il golf, lanciando l’idea di una possibile sfida con ex stelle del tennis come Mardy Fish e Andy Roddick.

Djokovic, partenza diesel e rimonta da campione

Decisamente più complessa la serata di Novak Djokovic. Il cinque volte campione di Indian Wells, al rientro nel tour dopo la finale persa proprio contro Alcaraz a Melbourne, ha dovuto faticare per due ore e 12 minuti per superare il polacco Kamil Majchrzak, numero 57 del ranking ATP. Perso il primo set per 4-6, con un Djokovic apparso “arrugginito” e falloso (14 errori non forzati), il serbo ha saputo resettare mentalmente. Dal secondo parziale in poi, la musica è cambiata: Nole ha ritrovato ritmo e profondità, dominando i successivi set con un perentorio 6-1, 6-2.

“Sapevo che il primo match dopo una lunga pausa sarebbe stato impegnativo,” ha ammesso Djokovic. “Kamil ha giocato un primo set fantastico, ma io ho cambiato completamente atteggiamento. Sono contento di aver superato una sfida e di aver ritrovato il mio miglior tennis nei momenti importanti.” Una vittoria importante per la fiducia del serbo, che non raggiunge i quarti di finale a Indian Wells dal suo ultimo trionfo nel 2016 e che ora affronterà lo statunitense Aleksandar Kovacevic.

Delusione Darderi: sconfitta amara con polemica

La nota più dolente della giornata per il tennis italiano è senza dubbio la sconfitta di Luciano Darderi. Il numero 21 del mondo, reduce dalla vittoria a Santiago, è stato sorprendentemente eliminato dall’australiano Rinky Hijikata, proveniente dalle qualificazioni, con il punteggio di 4-6, 6-2, 6-4. Al di là del risultato inatteso, a far discutere è stato il controverso finale. Sul match point per Hijikata, Darderi ha interrotto lo scambio, convinto di essere stato disturbato da una chiamata “out” proveniente dal pubblico. L’arbitro, dopo una revisione video, non ha riscontrato l’evidenza dell’impedimento e ha assegnato il punto, e quindi la vittoria, all’australiano, applicando la regola dell'”hindrance” (disturbo) allo stesso Darderi per aver fermato il gioco. Un epilogo beffardo che lascia l’amaro in bocca all’azzurro.

Le altre storie dal deserto: il ritorno di Draper e l’impresa di Fonseca

Il programma di Indian Wells ha offerto anche altre storie degne di nota, cariche di emozione e significato.

  • Il ritorno del campione: Il britannico Jack Draper, campione in carica, ha iniziato la sua difesa del titolo con una vittoria in rimonta di grande carattere contro l’esperto spagnolo Roberto Bautista Agut (3-6, 6-3, 6-2). Un successo dal sapore speciale per Draper, rientrato da poco nel tour dopo un lungo stop di otto mesi per un infortunio al braccio. “Queste vittorie sono enormi per me, specialmente al rientro. Sento di non essere ancora al top della consistenza, ma sto migliorando ogni giorno,” ha detto un orgoglioso Draper.
  • La favola Fonseca: Il giovanissimo brasiliano Joao Fonseca, classe 2007, ha firmato una delle imprese di giornata. Opposto al russo Karen Khachanov, testa di serie numero 16, il 18enne ha mostrato un tennis esplosivo e una tenuta mentale da veterano, annullando due match point nel tie-break del secondo set prima di imporsi 4-6, 7-6(7), 6-4. Una vittoria che proietta il talentuoso sudamericano sotto i riflettori del tennis mondiale.

Il torneo entra ora nel vivo, con i big che scaldano i motori e le sorprese sempre dietro l’angolo. La strada verso la finale è ancora lunga, ma lo spettacolo nel “Tennis Paradise” è appena iniziato.

Di nike

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