Il sole della Florida si è trasformato in una coltre di nubi per il tennis a stelle e strisce. In un martedì che prometteva spettacolo e conferme, il Masters 1000 di Miami ha invece servito un doppio, amarissimo verdetto per i tifosi di casa, costretti ad assistere alle inaspettate eliminazioni di Taylor Fritz e Sebastian Korda. Due sconfitte brucianti agli ottavi di finale che spengono i sogni di gloria dei due maggiori talenti americani e ridisegnano gli equilibri nella parte alta del tabellone.
Fritz si spegne alla distanza, Lehecka non perdona
La prima doccia fredda è arrivata dal campo centrale, dove il numero uno d’America e sesta testa di serie, Taylor Fritz, si è arreso alla solidità e alla maggior aggressività del ceco Jiri Lehecka. Un match lottato, durato due ore e venticinque minuti, che ha visto il 22° giocatore del ranking mondiale imporsi con il punteggio di 6-4, 6-7(4), 6-2. Fritz, che puntava a raggiungere la sua 350ª vittoria nel circuito ATP, non è riuscito a capitalizzare le occasioni avute, cedendo di fronte alla potenza e alla precisione del suo avversario, soprattutto nel parziale decisivo.
Lehecka ha interpretato il match con coraggio, prendendosi dei rischi calcolati che hanno pagato. “Ho pensato che nel secondo set mi fossi un po’ tirato indietro”, ha dichiarato il ceco. “Alla fine, ho capito che nel terzo set, per battere un ragazzo come Taylor, dovevo solo provarci ed essere aggressivo. Dovevo mostrare il coraggio di voler vincere il punto. È quello che ho cercato di fare, e ha funzionato bene”. E così è stato: dopo aver perso un combattuto tie-break nel secondo set, Lehecka ha dominato il terzo, lasciando a Fritz le briciole e conquistando un quarto di finale di prestigio, il suo terzo in un Masters 1000.
- Primo Set: Lehecka si dimostra più cinico nei momenti chiave e chiude 6-4.
- Secondo Set: Fritz reagisce e con l’esperienza trascina il parziale al tie-break, vinto per 7-4.
- Terzo Set: Il ceco riprende il controllo totale del gioco, strappa due volte il servizio all’americano e chiude con un netto 6-2.
L’incredibile crollo di Korda contro la favola Landaluce
Se la sconfitta di Fritz ha sorpreso, quella di Sebastian Korda ha i contorni del dramma sportivo. Reduce dalla straordinaria vittoria contro il numero uno del mondo Carlos Alcaraz, il 32° favorito del seeding sembrava lanciato verso un ruolo da protagonista. Invece, si è sciolto come neve al sole di fronte alla freschezza e all’incoscienza del ventenne spagnolo Martin Landaluce, numero 151 del mondo e proveniente dalle qualificazioni. Lo spagnolo ha vinto in rimonta per 2-6, 7-6(6), 6-4, dopo aver salvato un match point nel tie-break del secondo set.
Korda aveva dominato il primo set, chiuso 6-2, mostrando un tennis scintillante. Sembrava una formalità, ma Landaluce, che nel turno precedente aveva eliminato un altro pezzo da novanta come Karen Khachanov, ha dimostrato una maturità impressionante. Ha tenuto testa all’americano nel secondo parziale e, nel momento di massima pressione, sul match point contro, ha tirato fuori dal cilindro una risposta vincente che ha cambiato l’inerzia della partita. Nel terzo set, Korda, forse condizionato anche da un problema all’adduttore che ha richiesto l’intervento del fisioterapista, ha perso progressivamente certezze, cedendo di fronte all’entusiasmo dell’avversario.
Per Landaluce si tratta di una vittoria epica, la più importante della sua giovane carriera, che lo proietta per la prima volta ai quarti di finale di un Masters 1000 e gli garantisce il suo miglior ranking di sempre. Una favola che continua e che ora lo vedrà opposto proprio a Jiri Lehecka in un quarto di finale tanto inatteso quanto affascinante. Per Korda, invece, resta l’enorme delusione per un’occasione d’oro gettata al vento.
