Monte Carlo – Un epilogo amarissimo, una sconfitta che brucia come sale su una ferita aperta e che rischia di scrivere la parola “fine” sulle ambizioni europee dell’EA7 Emporio Armani Milano. Nella trasferta cruciale del Principato, l’Olimpia getta al vento una partita che sembrava avere in pugno, crollando nel finale contro un cinico AS Monaco e uscendo sconfitta per 90-85. Un vero e proprio suicidio sportivo, materializzatosi in un ultimo quarto da incubo (27-12 il parziale) che ha vanificato una prestazione per lunghi tratti dominante.

UN AVVIO DA SOGNO, POI IL BLACKOUT

La serata alla Salle Gaston Médecin era iniziata sotto i migliori auspici per la squadra guidata in panchina da Peppe Poeta. Un primo quarto praticamente perfetto, orchestrato da uno Shavon Shields in versione lusso e da una solida presenza sotto le plance, aveva permesso a Milano di scavare un solco importante, chiudendo la frazione inaugurale avanti di 12 punti (13-25). Un vantaggio costruito con una difesa aggressiva e un attacco fluido, che lasciava presagire una serata di controllo.

Tuttavia, come già accaduto troppe volte in questa stagione, l’Olimpia ha mostrato la sua cronica incapacità di mantenere la concentrazione e l’intensità. Nel secondo quarto, la reazione del Monaco è stata veemente, guidata dal talento offensivo di Elie Okobo. La guardia francese ha letteralmente seminato il panico nella difesa biancorossa, riportando i suoi a contatto e firmando il momentaneo sorpasso. Nonostante ciò, Milano ha avuto la forza di reagire, chiudendo il primo tempo ancora in vantaggio, seppur di misura (45-48).

L’ILLUSIONE DEL TERZO QUARTO E IL CROLLO FINALE

Al rientro dagli spogliatoi, l’EA7 sembrava aver ritrovato la bussola. Con una ritrovata solidità e un’ottima circolazione di palla, i biancorossi hanno nuovamente allungato, toccando il massimo vantaggio di +12 a inizio dell’ultimo periodo (63-75) grazie a una giocata di rapina di Pippo Ricci. A sette minuti dalla sirena, sul 68-78, la partita sembrava saldamente nelle mani degli uomini di Poeta.

È stato in quel momento che si è consumato il dramma sportivo. Un blackout totale, inspiegabile e fatale. L’attacco milanese si è inceppato, schiantandosi contro la fisicità della difesa monegasca, mentre in difesa non è più riuscita ad arginare le folate avversarie. Il Monaco, spinto da un Diallo top scorer con 17 punti e da un Okobo decisivo con 16 punti e ben 13 assist, ha piazzato un parziale mortifero di 27-12 che ha ribaltato completamente l’inerzia del match. Le giocate di Theis e Strazel nel finale hanno messo il sigillo su una rimonta incredibile, condannando Milano a una sconfitta atroce.

CONSEGUENZE PESANTI E UN FUTURO APPESO A UN FILO

Questa sconfitta ha il sapore di una sentenza. A cinque giornate dal termine della regular season di Eurolega, la zona play-in, che garantisce l’accesso alla post-season, si allontana forse in modo definitivo. Con questo risultato, il Monaco scappa a tre vittorie di distanza, mentre il decimo posto, l’ultimo utile per la qualificazione, resta distante almeno due vittorie, in attesa degli altri risultati. A nulla sono servite le ottime prestazioni individuali di Shavon Shields (18 punti) e Zach LeDay (16 punti), rese ininfluenti dal crollo collettivo finale.

Per l’Olimpia si tratta dell’ennesima occasione mancata in una stagione europea travagliata, caratterizzata da alti e bassi e da una preoccupante mancanza di continuità. Un ko che fa male per come è maturato e che potrebbe segnare in modo indelebile il cammino della squadra in questa competizione.

Di nike

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