Bologna – Suona come un disco rotto, una melodia stonata che i 27.000 del Dall’Ara speravano di non dover più ascoltare. Il Bologna cade ancora tra le mura amiche, tradito da un blackout improvviso e da una fragilità caratteriale che riemerge nel momento meno opportuno. A festeggiare è un Hellas Verona operaio, affamato e letale, che espugna il campo felsineo per 2-1 in rimonta, ottenendo la prima vittoria della gestione Sammarco e riaccendendo una fiammella di speranza nella sua disperata corsa alla salvezza. Per la squadra di Vincenzo Italiano, invece, è una sconfitta pesantissima che frena bruscamente la rincorsa a un posto in Europa.

Primo tempo: l’azzardo di Italiano non paga, il Verona spreca

Vincenzo Italiano, in vista dell’imminente impegno di Europa League contro la Roma, sceglie di mescolare le carte, rispolverando un 4-2-3-1 con la mossa a sorpresa di Odgaard nel ruolo di trequartista. Una scelta che, col senno di poi, non darà i frutti sperati. Nonostante un avvio aggressivo dei padroni di casa, la prima vera occasione arriva solo all’11’, quando proprio Odgaard innesca Santiago Castro, la cui conclusione però non inquadra lo specchio della porta.

È il preludio a un progressivo spegnimento della luce rossoblù. Il Verona, compatto e organizzatissimo nel suo 3-5-2, prende coraggio e campo, arrivando per primo sulle seconde palle e mettendo a nudo le incertezze della retroguardia bolognese. Le occasioni per gli scaligeri fioccano: prima Orban, lanciato in profondità, impegna Skorupski in una parata decisiva; poi Akpa Akpro, a porta quasi sguarnita, strozza il tiro; infine, l’occasione più clamorosa capita sui piedi di Bowie che, servito da un cross di Oyegoke, spara incredibilmente a lato da due passi dalla porta. L’allenatore del Bologna corre ai ripari, abbassando Odgaard sulla linea delle mezzali, ma la mossa non cambia l’inerzia di una frazione che si chiude a reti inviolate, ma con l’amaro in bocca soprattutto per gli ospiti.

La ripresa: illusione e crollo in quattro minuti

Al rientro dagli spogliatoi, il Bologna sembra scuotersi dal torpore. Al 49′, alla prima vera sortita offensiva, trova il gol del vantaggio: Zortea crossa basso dalla destra per l’accorrente Jonathan Rowe, che con un preciso destro batte Montipò e sigla la sua prima rete in Serie A. Sembra l’episodio in grado di mettere la partita in discesa, l’iniezione di fiducia necessaria per gestire il risultato e portare a casa tre punti fondamentali.

Ma è solo un’illusione. Ciò che accade dopo ha dell’incredibile. Passano appena quattro minuti e il Verona trova il pareggio. Su un cross dalla destra, la difesa rossoblù respinge corto e la palla arriva al limite dell’area a Martin Frese, che si coordina e lascia partire un magnifico sinistro al volo che si insacca alle spalle di un incolpevole Skorupski. Il Dall’Ara è gelato, ma il peggio deve ancora venire. Al 57′, il Bologna perde un pallone sanguinoso a centrocampo, innescando un contropiede fulmineo. Harroui guida la transizione, pesca Orban che con una giocata di qualità serve un assist al bacio per Kieron Bowie. Lo scozzese, tutto solo, non deve far altro che appoggiare in rete il pallone del sorpasso. In appena 240 secondi, il mondo del Bologna si è capovolto.

Un finale confuso e il sigillo sulla sconfitta

Sotto di un gol, Italiano tenta il tutto per tutto inserendo forze fresche come Bernardeschi, Sohm e Dominguez. Il Bologna si riversa in avanti, ma la manovra è confusa, dettata più dalla foga che dalla lucidità. Orsolini non riesce a incidere, Castro lotta ma è impreciso e l’unica vera occasione per il pareggio capita sulla testa di Odgaard, ma Montipò è attento e sventa la minaccia.

Anzi, è il Verona a sfiorare il colpo del k.o. definitivo. All’86’, Sarr deposita in rete al termine dell’ennesima ripartenza, ma l’arbitro Mucera, richiamato dal VAR, annulla per un fallo a inizio azione di Gagliardini su Dominguez. La decisione regala un’ultima speranza al Bologna, concretizzata in una punizione dal limite al minuto 89. Sul pallone va Bernardeschi, ma la sua conclusione si perde alta sopra la traversa. È l’ultima emozione di un match che sancisce una battuta d’arresto dolorosa per i sogni europei del Bologna e regala una boccata d’ossigeno vitale a un Verona mai domo.

Di nike

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