Cortina d’Ampezzo – Pronti, via, e il cuore dell’Italia paralimpica batte già fortissimo. Sulle nevi assolate e generose di Cortina, la prima giornata dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 regala subito due emozioni indelebili, due medaglie che pesano come un macigno e che proiettano la spedizione azzurra nel migliore dei modi possibili. In pochi, intensissimi minuti, lo sci alpino ha acceso l’entusiasmo del pubblico e di un’intera nazione, grazie all’argento di Chiara Mazzel e al bronzo di Giacomo Bertagnolli, entrambi protagonisti nella discesa libera per atleti con disabilità visiva.

Una partenza da sogno, celebrata anche dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha affidato a X il suo entusiasmo: “Pronti, via e siamo già a 2. Iniziano le medaglie paralimpiche azzurre con lo sci alpino sulle nevi generose di Cortina… Grazie ragazzi”. Un messaggio che racchiude l’orgoglio di un Paese che si stringe attorno ai suoi campioni.

L’argento vivo di Chiara Mazzel, l’onore della portabandiera

La prima a far vibrare le corde dell’orgoglio tricolore è stata lei, la portabandiera della cerimonia d’apertura, Chiara Mazzel. Un’investitura che le ha dato ali e una carica agonistica straordinaria. Sulla mitica pista delle Tofane, ‘incendiata’ da un sole quasi primaverile, l’atleta trentina ha disegnato una discesa magistrale nella categoria ipovedenti (low vision). In perfetta simbiosi con la sua guida, Nicola Cotti Cottini, Chiara ha fermato il cronometro con un tempo che le è valso un meritatissimo secondo posto.

Un argento che brilla come l’oro, conquistato con coraggio e una tecnica impeccabile. La voce di Cotti Cottini nelle cuffie, le sue indicazioni precise come un bisturi, hanno permesso a Chiara di tracciare la linea perfetta, di aggredire ogni porta e di lasciarsi andare alla massima velocità. Un binomio che si è dimostrato ancora una volta vincente, un’intesa che va oltre lo sport e che si trasforma in pura poesia tra i pali. Questa medaglia non è solo il coronamento di anni di sacrifici, ma anche il simbolo della responsabilità e dell’onore di rappresentare l’Italia con il tricolore in mano.

Il bronzo di Giacomo Bertagnolli: la certezza del campione

Pochi minuti dopo l’esultanza per Chiara Mazzel, l’adrenalina è tornata a scorrere potente. È toccato a Giacomo Bertagnolli, uno dei veterani e plurimedagliati della nazionale azzurra, scendere in pista nella categoria visually impaired. E il campione non ha tradito le attese. Accompagnato dalla sua guida fidata, Andrea Ravelli, Bertagnolli ha sfoderato una prestazione di carattere, grinta e immensa classe.

La sua discesa è stata un saggio di potenza e controllo. Nonostante una visibilità complessa a causa dei giochi di luce e ombra sul tracciato, il dialogo tra Giacomo e Andrea è stato impeccabile. Ravelli ha dettato il ritmo, ha “letto” la pista per lui, e Bertagnolli ha risposto con la forza e la sensibilità che solo i grandi campioni possiedono. Il risultato è un bronzo pesantissimo, che arricchisce un palmarès già straordinario e che conferma Giacomo come uno dei pilastri dello sci paralimpico mondiale. La sua capacità di essere sempre competitivo ai massimi livelli è una garanzia per l’intera squadra.

Il segreto del successo: la simbiosi atleta-guida

Le medaglie di Mazzel e Bertagnolli mettono in luce uno degli aspetti più affascinanti e cruciali dello sci alpino per atleti con disabilità visiva: il rapporto con la guida. Non si tratta semplicemente di un aiuto, ma di una vera e propria fusione di intenti, abilità e fiducia. La guida, che scia pochi metri davanti all’atleta, ha il compito di descrivere ogni dettaglio del percorso attraverso un sistema di comunicazione via radio:

  • Descrizione del tracciato: pendenza, tipo di neve, presenza di dossi o avvallamenti.
  • Indicazioni ritmiche: la distanza tra le porte, il ritmo da impostare.
  • Scelte tattiche: la linea ideale da seguire per massimizzare la velocità.

La fiducia dell’atleta nella propria guida deve essere totale, assoluta. È un patto cieco, un legame che si costruisce con ore e ore di allenamento, fino a diventare un unico organismo che si muove all’unisono. Le performance di Nicola Cotti Cottini e Andrea Ravelli sono state, a tutti gli effetti, da medaglia tanto quanto quelle dei loro atleti. Hanno saputo infondere sicurezza, dettare i tempi perfetti e permettere a Chiara e Giacomo di esprimere tutto il loro potenziale. Come sottolineato dallo stesso ministro Abodi, è la “forza fondamentale del binomio” a fare la differenza, a trasformare una buona discesa in una da podio.

Queste prime due medaglie non sono solo un inizio folgorante per l’Italia ai Giochi di casa, ma rappresentano un’iniezione di fiducia per tutto il team e un messaggio potente di inclusione e talento che, dalle Tofane di Cortina, risuona in tutto il mondo.

Di nike

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