ROMA – “Oggi l’abbiamo costruita la vittoria”. Bastano queste poche, pesantissime parole pronunciate da Gonzalo Quesada ai microfoni di Sky Sport per racchiudere l’essenza di una giornata destinata a rimanere impressa nella storia del rugby italiano. Un pomeriggio di marzo allo Stadio Olimpico di Roma, dove l’Italrugby ha compiuto un’autentica impresa, superando la Scozia per 31 a 29 in un match valido per la quarta giornata del Guinness Sei Nazioni 2024. Una vittoria che va ben oltre il semplice risultato, rappresentando, come sottolineato dal CT argentino, “un grande passo avanti nel nostro percorso”.
La fine di un lungo digiuno e la crescita mentale degli Azzurri
Per comprendere la portata di questo successo, è necessario fare un passo indietro. L’Olimpico non festeggiava una vittoria degli Azzurri nel Torneo da ben 11 anni, un’eternità per un pubblico che non ha mai smesso di sostenere la squadra. La vittoria contro la Scozia non è stata figlia del caso, ma di una maturità e di una consapevolezza tattica e mentale che sono il vero marchio di fabbrica della gestione Quesada. “Due anni fa in questa partita entravamo a pochi punti all’intervallo e non ci credevamo tanto”, ha ammesso con onestà il Commissario Tecnico. “Oggi invece troviamo e sfruttiamo le opportunità che ci sono state, per questo dico che è uno step in avanti importante”.
È proprio questa la chiave di volta: la capacità di rimanere aggrappati al match anche nei momenti di difficoltà, di non crollare sotto la pressione e, anzi, di trasformarla in energia positiva. L’Italia ha saputo soffrire quando la Scozia, squadra di altissimo livello e sempre ostica, ha provato a imporre il proprio gioco, spesso “giocando sempre al limite”, come evidenziato da Quesada. Ma gli Azzurri non si sono scomposti.
Cronaca di una vittoria costruita con intelligenza e cuore
La partita è stata un’altalena di emozioni. La Scozia è partita forte, mettendo a segno tre mete nel primo tempo con Zander Fagerson, Kyle Steyn e Pierre Schoeman. L’Italia, però, non è mai uscita dalla partita, rispondendo colpo su colpo grazie alla precisione al piede di Paolo Garbisi e a una meta spettacolare di Juan Ignacio Brex, che ha tenuto gli Azzurri in scia sul 16-22 all’intervallo. Nel secondo tempo, la musica è cambiata. L’Italia è salita in cattedra, mostrando un gioco organizzato e una difesa feroce. La meta del subentrato Louis Lynagh, al suo esordio in maglia azzurra, ha riacceso le speranze dell’Olimpico, prima che Stephen Varney, servito magistralmente da un calcetto di Garbisi, marcasse i punti del sorpasso. Il finale è stato pura apnea, con la Scozia all’assalto e l’Italia a difendere con le unghie e con i denti un vantaggio preziosissimo, sigillato da un ultimo calcio di punizione di Garbisi.
- Punteggio Finale: Italia 31 – Scozia 29
- Marcatori Italia:
- Mete: J. I. Brex, L. Lynagh, S. Varney
- Trasformazioni: P. Garbisi (2)
- Calci di Punizione: P. Garbisi (3), M. Page-Relo (1)
- Player of the Match: Juan Ignacio Brex
La forza del gruppo e l’impatto della panchina
Un altro aspetto fondamentale, messo in luce da Quesada, è stato il contributo dei giocatori entrati a partita in corso. “Sapevamo che questa panchina poteva fare la differenza, per questo sono entrati velocemente”, ha dichiarato il CT. L’impatto di uomini come Lynagh, Varney e Page-Relo è stato devastante, un segnale chiaro di come il gruppo sia coeso e ogni singolo elemento si senta parte integrante del progetto. Questa vittoria non è di quindici uomini, ma di un’intera rosa che ha lavorato duramente per raggiungere questo traguardo, dimostrando che la profondità del roster è finalmente una realtà consolidata.
Ora la sfida al Galles: godersi il momento, ma con la testa al futuro
Con l’euforia che ancora pervade l’ambiente, Quesada ha subito riportato tutti con i piedi per terra. “Ora dobbiamo godere di questa vittoria, ma poi dobbiamo prepararci tranquillamente per una gigantesca partita contro il Galles”. L’ultimo atto del Sei Nazioni 2024 vedrà gli Azzurri impegnati al Principality Stadium di Cardiff, in una sfida che si preannuncia infuocata. L’obiettivo è chiudere il torneo nel migliore dei modi, confermando i progressi visti e magari conquistare un altro risultato di prestigio. La vittoria sulla Scozia ha dato certezze e fiducia, ma la strada per diventare una potenza consolidata del rugby europeo è ancora lunga. Questo successo, però, ha dimostrato che la direzione intrapresa è quella giusta. L’Italia del rugby ha ritrovato il suo sorriso e ora non vuole più smettere di sognare.
