ROMA – Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato. A cento giorni esatti dal via della Coppa del Mondo FIFA 2026, la prima edizione itinerante ospitata da tre nazioni (Stati Uniti, Canada e Messico), una voce autorevole e carica di aspettative si leva per infiammare i cuori di milioni di tifosi: è quella di Carlo Ancelotti, il condottiero italiano a cui è affidato il sogno del Brasile di tornare sul tetto del mondo.
In una serie di dichiarazioni rilasciate attraverso i canali ufficiali della Confederazione Brasiliana di Calcio (CBF), il tecnico di Reggiolo ha espresso un ottimismo vibrante e una profonda consapevolezza della missione. “Sono convinto che disputeremo un Mondiale di altissimo livello,” ha affermato Ancelotti, le cui parole risuonano come una promessa solenne a un’intera nazione che attende il trionfo dal 2002. “C’è grande motivazione e, allo stesso tempo, grande responsabilità nel fare il meglio possibile”.
Da quando ha preso le redini della Seleção, Ancelotti ha lavorato non solo sull’aspetto tecnico-tattico, ma anche sulla costruzione di un gruppo coeso, capace di gestire la pressione monumentale che accompagna da sempre la maglia verdeoro. “L’idea di preparare il Mondiale con il Brasile era incredibile”, aveva confessato in una precedente intervista, sottolineando come l’obiettivo sia uno solo: “Vogliamo vincere il Mondiale dopo 24 anni”.
Logistica pronta, focus sui giocatori
Il percorso di avvicinamento alla rassegna iridata è ormai entrato nella sua fase più calda. Ancelotti ha rassicurato sullo stato dei preparativi, confermando che la macchina organizzativa è già a pieno regime. “Dal punto di vista logistico e organizzativo è tutto pronto”, ha spiegato il CT. Ora, l’attenzione è completamente rivolta al campo e ai suoi protagonisti: i giocatori.
Lo staff tecnico, che recentemente ha visto il ritorno di Davide Ancelotti dopo l’esperienza da allenatore del Botafogo, è impegnato in un meticoloso lavoro di scouting e monitoraggio. “L’attenzione è rivolta all’osservazione e alla valutazione dei giocatori, sia di quelli impegnati regolarmente con i club sia di coloro che stanno recuperando da infortuni”, ha precisato Ancelotti. Una fase cruciale per definire la lista dei convocati che avranno l’onore e l’onere di inseguire la “sesta stella”.
In questo contesto, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile, clamoroso ritorno in nazionale di Neymar. L’attaccante, attualmente al Santos, potrebbe essere convocato per le prossime amichevoli, anche alla luce del serio infortunio che ha chiuso la stagione di Rodrygo.
Test di lusso contro Francia e Croazia
Per saggiare la condizione e oliare i meccanismi in vista del debutto mondiale, il Brasile ha programmato due amichevoli di altissimo profilo, entrambe da disputarsi sul suolo statunitense. La Seleção incrocerà i tacchetti con due delle più forti compagini europee:
- Francia: una sfida che evoca ricordi storici e che metterà di fronte due delle principali favorite per la vittoria finale.
- Croazia: un test probante contro una nazionale solida e ricca di talento, capace di arrivare fino in fondo nelle ultime edizioni del torneo.
Questi due match rappresenteranno l’ultimo, fondamentale banco di prova per Ancelotti, che avrà modo di testare uomini e schemi in un contesto di gara che si preannuncia molto simile a quello che il Brasile troverà al Mondiale.
L’esordio contro il Marocco e un girone da non sottovalutare
Il cammino del Brasile nella Coppa del Mondo 2026 inizierà ufficialmente il 13 giugno. L’esordio è fissato al New York New Jersey Stadium (nome che il MetLife Stadium di East Rutherford assumerà per l’evento) contro il Marocco, una delle grandi rivelazioni dell’ultima edizione in Qatar. Una partita inaugurale che nasconde non poche insidie contro una squadra organizzata e dotata di grande qualità individuale.
Inserita nel Gruppo C, la nazionale verdeoro dovrà vedersela anche con Scozia e Haiti. Un girone che, sulla carta, vede i brasiliani favoriti per il passaggio del turno, ma che richiederà massima concentrazione fin dal primo minuto per evitare pericolose sorprese. L’obiettivo primario sarà quello di conquistare il primo posto per garantirsi un percorso potenzialmente più agevole nella fase a eliminazione diretta, che si preannuncia più competitiva che mai con il nuovo formato a 48 squadre.
La missione di Ancelotti è chiara: riportare il Brasile dove la sua storia e il suo blasone esigono che sia. Con la sua esperienza, la sua calma e la sua impareggiabile capacità di gestione, “Carlinhos” – come è stato affettuosamente soprannominato in Brasile – si prepara a guidare una nazione intera nel lungo viaggio verso la gloria. A cento giorni dal via, la febbre mondiale inizia a salire e il Brasile di Ancelotti è pronto a recitare un ruolo da protagonista assoluto.
