Una lezione di calcio, una dimostrazione di forza e carattere che vale molto più di tre punti. Il Genoa di Daniele De Rossi asfalta un Torino spento e in piena crisi d’identità con un perentorio 3-0, frutto di una prestazione quasi perfetta. Davanti al pubblico delle grandi occasioni del “Luigi Ferraris”, i rossoblù non solo ritrovano una vittoria che mancava da tre turni, ma agganciano in classifica proprio i granata, risucchiandoli in una lotta per la salvezza che si fa sempre più incandescente. Le firme di Norton-Cuffy ed Ekuban nel primo tempo, e il sigillo finale di Messias, condannano la squadra di Marco Baroni a una sconfitta pesantissima, che apre ufficialmente lo stato di crisi e mette in serissima discussione la posizione del tecnico.
La mossa a sorpresa di De Rossi: Baldanzi titolare e il Genoa vola
La chiave tattica del match porta la firma inconfondibile di Daniele De Rossi. Il tecnico rossoblù sorprende tutti lanciando dal primo minuto Tommaso Baldanzi, il talentuoso trequartista arrivato a gennaio dalla Roma. Una scelta coraggiosa e ripagata appieno: schierato alle spalle del duo d’attacco Colombo-Ekuban in un inedito 3-4-1-2, Baldanzi ha illuminato la scena con giocate di alta scuola, mettendo in costante difficoltà la retroguardia granata e ispirando l’azione del raddoppio. “Sono contento per Baldanzi, che secondo me è un talento sottovalutato qui in Italia”, ha dichiarato De Rossi nel post-partita, sottolineando la qualità e il sacrificio del giovane giocatore. Questa mossa, unita all’impiego degli esterni a piede invertito, ha mandato in tilt i piani di un Torino apparso fin da subito confuso e privo di idee.
Dall’altra parte, Marco Baroni, orfano dello squalificato Che Adams, ha provato a ridisegnare l’attacco con la coppia Simeone-Kulenovic, senza però ottenere le risposte sperate. La manovra del Torino è stata sterile e prevedibile, con i due attaccanti mai realmente in grado di impensierire la solida difesa genoana guidata da un attento Bijlow.
Un primo tempo da incubo per il Torino
Dopo una fase iniziale di studio, il Genoa ha sbloccato il risultato al 21′. Una rapida transizione ha permesso a Colombo di lanciare Ekuban, il cui diagonale è stato respinto da Paleari; sulla palla vagante si è avventato come un falco Brooke Norton-Cuffy, che ha anticipato Lazaro e depositato in rete per l’1-0. Il gol ha dato ulteriore slancio ai padroni di casa, che hanno continuato a premere sull’acceleratore. Al 35′, un sussulto d’orgoglio granata con un potente sinistro di Obrador dal limite, ben respinto da Bijlow. Ma è stato solo un fuoco di paglia.
Al 40′, il capolavoro che ha di fatto chiuso la partita: Baldanzi si è liberato di Maripan con un tunnel, è entrato in area e ha calciato a rete. Ancora una volta Paleari si è opposto, ma non ha potuto nulla sulla ribattuta vincente di Caleb Ekuban, che ha fatto esplodere il Ferraris. A completare il disastro per il Torino, in pieno recupero, è arrivata la follia di Emirhan Ilkhan: un’entrata killer a gamba tesa su Colombo a centrocampo gli è costata il cartellino rosso diretto, lasciando i suoi in inferiorità numerica per l’intera ripresa. Una decisione arbitrale ineccepibile che ha spento ogni residua speranza di rimonta.
Gestione e tris: la ripresa in controllo del Grifone
Con l’uomo in più e il doppio vantaggio, il secondo tempo è stato per il Genoa pura amministrazione. La squadra di De Rossi ha gestito il possesso palla con intelligenza, senza mai rischiare e sfiorando a più riprese il terzo gol. Il Torino, scosso e inerme, non è riuscito a produrre alcuna reazione significativa, se non un tiro da fuori di Gineitis finito lontano dai pali. I cambi di Baroni non hanno sortito effetti, con la squadra che ha continuato a subire l’iniziativa dei rossoblù.
Il gol che ha fissato il punteggio sul definitivo 3-0 è arrivato all’83’, a coronamento di una prestazione dominante. Un ingenuo errore del neo-entrato Pedersen ha spalancato la porta a Junior Messias, che si è involato verso Paleari e lo ha trafitto con un preciso diagonale di sinistro. Una rete che ha dato il via alla festa del popolo genoano e ha sancito l’umiliazione per i colori granata.
Festa Genoa, contestazione Toro: Baroni verso l’esonero?
Il triplice fischio finale ha scatenato due reazioni diametralmente opposte. Da un lato, la gioia incontenibile dei giocatori e dei tifosi del Genoa per una vittoria cruciale. Dall’altro, la rabbia e la frustrazione degli oltre mille tifosi del Torino, che hanno duramente contestato la squadra e il presidente Urbano Cairo. Cori come “andate a lavorare” hanno accompagnato l’uscita dal campo dei giocatori, mentre la dirigenza, con in testa Cairo e il DS Petrachi, ha lasciato lo stadio in fretta e furia. Il tecnico Marco Baroni non si è presentato in sala stampa, un silenzio che sa di preludio a un possibile esonero. Voci insistenti parlano di Roberto D’Aversa come possibile successore. “Siamo entrati in campo molli”, ha ammesso a caldo un deluso Nikola Vlasic, fotografando perfettamente la prestazione della sua squadra.
