Un ritorno atteso e carico di significati quello di Arisa sul palco del Teatro Ariston per il Festival di Sanremo. L’artista lucana, voce tra le più amate e riconoscibili del panorama musicale italiano, si presenta in gara con il brano “Magica Favola”, un pezzo che, come lei stessa racconta, rappresenta la sua parte più infantile e il legame salvifico con la sua terra. Un’autobiografia in musica che segna l’inizio di un nuovo capitolo artistico e personale.

“Magica Favola”: un viaggio nel cuore dell’infanzia e della consapevolezza

“Magica Favola”, scritta dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, è più di una semplice canzone: è un racconto emotivo che ripercorre le tappe della vita di una donna, dall’innocenza dell’infanzia alle prime scoperte amorose, passando per le inevitabili ferite e la ricerca di pace. La melodia, che evoca le operette di inizio Novecento, si fonde con un testo moderno che esplora il desiderio di ritrovare la bambina interiore, quella capace di meravigliarsi e di credere ancora nell’amore. Come sottolinea la stessa artista, è un invito a curare la propria interiorità e a non perdere la capacità di “sentire” la felicità nelle piccole cose.

“Foto Mosse”: il nuovo album e il ritorno dal vivo

Il brano sanremese farà da apripista al nuovo album di inediti, “Foto Mosse”, in uscita nella primavera del 2026, a cinque anni di distanza dal precedente lavoro discografico. Un progetto che segna un’ulteriore evoluzione nella maturità artistica della cantante, che per la prima volta si è cimentata nella scrittura in modo “molto coraggioso”, superando la paura di non essere all’altezza.

L’uscita dell’album sarà seguita da due speciali appuntamenti dal vivo, “ARISA – LIVE PREMIÈRE”, pensati per creare un’atmosfera intima e un contatto diretto con il pubblico:

  • 22 maggio 2026 – Roma, Teatro Brancaccio
  • 29 maggio 2026 – Milano, Teatro Lirico Giorgio Gaber

Queste serate saranno l’occasione per ascoltare dal vivo non solo “Magica Favola” e le nuove canzoni, ma anche i successi iconici che hanno costellato la sua carriera, da “Sincerità” a “La notte”, fino a “Controvento”, brano con cui trionfò a Sanremo nel 2014.

Una femminilità autentica e il duetto con il Coro del Teatro Regio di Parma

Nella serata dedicata ai duetti, Arisa ha scelto di omaggiare la forza femminile interpretando “Quello che le donne non dicono”, capolavoro di Fiorella Mannoia ed Enrico Ruggeri. Ad accompagnarla sul palco, il prestigioso Coro del Teatro Regio di Parma, una scelta voluta per donare al brano “un’aura angelica” e per celebrare una femminilità autentica, “né martire né femminista radicale”, ma semplicemente esistente nella sua complessa e resiliente normalità. Una femminilità che, secondo l’artista, “è fatta della stessa sostanza degli angeli” ed è capace di cambiare il mondo. Arisa ha inoltre precisato che nella sua interpretazione dirà “ancora un altro sì”, non come atto di sottomissione all’uomo, ma come apertura alla vita, un invito all’inclusività e a non porre barriere.

La crescita personale: tra analisi e il valore della solitudine

Dietro la ritrovata felicità e la nuova consapevolezza di Arisa c’è un profondo percorso interiore. “Ho fatto anni di analisi, ho voluto capire chi ero io veramente e per capirlo mi sono concessa un periodo di solitudine”, ha confessato l’artista. Un cammino che l’ha portata a placare la ricerca continua di ciò che non è alla sua portata e a comprendere che le donne “possono bastare a se stesse”, auto-curandosi e amandosi. Questa maturità non è un punto d’arrivo, ma una tappa di un percorso ancora in divenire, con l’obiettivo di lasciare un segno autentico di sé.

Il sogno mai sopito dell’Eurovision e la difesa di Laura Pausini

Arisa non nasconde il suo grande desiderio di partecipare all’Eurovision Song Contest, un conto rimasto in sospeso dal 2014, quando, nonostante la vittoria a Sanremo, fu Emma Marrone a rappresentare l’Italia. “Non ci ho fatto pace assolutamente”, ammette, sottolineando come le piacerebbe esportare la sua musica all’estero, soprattutto considerando il successo internazionale di cover di suoi brani come “La notte”. In caso di vittoria, non avrebbe dubbi a partecipare, considerandolo un’opportunità per dare un respiro internazionale al suo profilo artistico.

Infine, l’artista è intervenuta sulla recente polemica che ha coinvolto Laura Pausini per la sua interpretazione dell’inno nazionale durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Mettendo a tacere i paragoni, Arisa ha difeso la collega con grande eleganza e intelligenza: “Noi non possiamo pensare a Laura Pausini solamente come un’artista italiana. Lei è una grande artista internazionale e le si può concedere di fare le cose a modo suo”. Ha paragonato la sua performance a quelle di icone come Beyoncé o Whitney Houston, che hanno personalizzato gli inni nazionali, sottolineando come lei stessa non avrebbe saputo fare ciò che ha fatto la Pausini, avendo un approccio più “elementare” e rispettoso della versione originale.

Arisa ha anche rivelato una delusione personale legata alle Olimpiadi: un suo brano, scritto con Malika Ayane e vincitore di un contest per l’inno di Milano Cortina 2026, non è stato poi preso in considerazione. Un’amarezza che, tuttavia, non oscura la luce di una nuova fase artistica e personale, vissuta con una sincerità e una profondità che continuano a conquistare il cuore del pubblico.

Di euterpe

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