Dalle profondità inesauribili del celebre baule di Fernando Pessoa, scrigno di un universo letterario frammentato e geniale, emerge una nuova, preziosa gemma. Si tratta di “The Duke of Parma”, una tragedia in cinque atti scritta in inglese, un’opera che ha ossessionato il poeta portoghese per quasi trent’anni e che ora, grazie a un meticoloso progetto di ricerca internazionale guidato dall’Università di Parma, sta per essere svelata al mondo in un’edizione digitale. La presentazione ufficiale avverrà durante il convegno internazionale “Unveiling The Duke of Parma”, in programma nell’ateneo emiliano il 23 e 24 febbraio prossimi.
Un’ossessione lunga una vita
Lungi dall’essere un semplice esercizio giovanile, “The Duke of Parma” rappresenta una delle imprese letterarie più estese e complesse di Pessoa. Iniziata nel lontano 1908, l’opera non fu mai portata a termine, ma neppure abbandonata. Fino al 1935, anno della sua morte, Pessoa continuò a lavorare a questo dramma, lasciando dietro di sé una scia di 170 documenti manoscritti. Questo lungo e tormentato processo creativo testimonia l’importanza che il testo rivestiva per l’autore, un “punto di riferimento fondamentale che lo tenne occupato tutta la vita”, come sottolinea il professor Enrico Martines, docente di Letterature portoghese, brasiliana e di espressione lusofona presso l’Università di Parma e coordinatore del progetto.
Il progetto di ricerca, intitolato “Fernando Pessoa’s Duke of Parma: An Unpublished Shakespearean Tragedy”, ha visto una proficua collaborazione internazionale. Per due anni, il professor Martines ha lavorato fianco a fianco con i colleghi João Dionísio, dell’Università di Lisbona, e Jerónimo Pizarro, dell’Università di Bogotá, per decifrare, ordinare e interpretare la complessa mole di frammenti. Un lavoro filologico e critico imponente che permetterà finalmente di leggere un testo già noto agli specialisti, ma mai pubblicato nella sua interezza.
Nell’Italia Rinascimentale, tra Shakespeare, follia e misoginia
“The Duke of Parma” è ambientato in un’Italia rinascimentale cupa e affascinante, un’ambientazione che funge da palcoscenico per un’esplorazione audace di temi come la pazzia e il sesso. L’influenza di William Shakespeare è palpabile, non solo nella struttura della tragedia ma anche nella complessità psicologica del suo protagonista. Secondo Martines, il Duca è una figura problematica, in cui si può ravvisare un certo “atteggiamento misogino”. Questo aspetto, come evidenziato anche nella recente biografia di Richard Zenith, aggiunge un ulteriore livello di complessità all’analisi dell’opera e del pensiero di Pessoa, offrendo nuovi spunti di riflessione sulla sua visione della sessualità e della figura femminile.
L’opera, per la sua lingua e per i suoi temi, si colloca in una posizione unica all’interno del corpus pessoano. Scritta in inglese, lingua che Pessoa padroneggiava perfettamente grazie agli studi giovanili in Sudafrica, la tragedia dialoga più con la letteratura anglofona che con quella portoghese. La sua natura frammentaria, inoltre, sfida i concetti tradizionali di “opera” ed “edizione”, costringendo i curatori a un lavoro di ricostruzione che è anche, inevitabilmente, interpretazione.
Il Convegno e il Futuro Digitale
Il convegno “Unveiling The Duke of Parma”, che si terrà nell’Aula Filosofi della sede centrale dell’Ateneo parmense, sarà il momento culminante di questo percorso di ricerca. Studiosi ed esperti presenteranno i risultati delle loro analisi da una prospettiva interdisciplinare, discutendoli con specialisti esterni invitati per l’occasione. Sarà l’occasione per svelare non solo il testo, ma anche il complesso processo creativo che vi si cela dietro, un processo che, come molte delle opere di Pessoa, si sviluppa in una rete di connessioni con altri suoi scritti, come il celebre “Libro dell’Inquietudine”.
La scelta di un’edizione digitale non è casuale. Questa modalità permetterà di rappresentare la natura fluida e frammentaria del testo, offrendo ai lettori e agli studiosi la possibilità di navigare tra le varianti d’autore e di esplorare le diverse fasi compositive. Un progetto innovativo che si propone come modello per future edizioni di opere complesse e non finite, rispettando la volontà di un autore che ha fatto della frammentazione e della molteplicità la sua cifra stilistica più riconoscibile.
Con la pubblicazione di “The Duke of Parma”, un altro tassello fondamentale dell’universo di Fernando Pessoa viene restituito al pubblico, confermando come il suo baule sia una fonte ancora lontana dall’esaurirsi, capace di sorprenderci e interrogarci ancora oggi, a quasi un secolo dalla sua scomparsa.
