Come Mnemosine, madre delle Muse, che dalla memoria trae il canto eterno dell’arte, così Valeria Altobelli ha dato vita al suo progetto ‘Women Aid’, un’ode alla potenza creatrice femminile che ora risuona anche sul piccolo schermo. L’iniziativa, un ciclo di concerti-evento che ha toccato luoghi carichi di storia e significato, dai Templi di Paestum a quelli di Metaponto, fino al prestigioso palco del Manatee Performing Arts Center in Florida, è diventata il cuore narrativo di un documentario Rai. La regia è affidata a Daniele Biggiero e l’opera sarà trasmessa in una data altamente simbolica, l’8 marzo, all’interno dello Speciale Tg1, per poi essere disponibile sulla piattaforma streaming RaiPlay.
Presentato in anteprima nella suggestiva cornice del Cinema Barberini di Roma, il film ripercorre l’intenso lavoro della Altobelli degli ultimi anni. Un percorso artistico e umano che affonda le sue radici in una collaborazione di eccezionale prestigio: il riadattamento del brano “I’m standing with you”. Accanto alla sua autrice, il premio Oscar Diane Warren, hanno collaborato la soprano di fama mondiale Sumi Jo e il celebre compositore John Debney. Questa canzone si è trasformata in un potente inno multilingue, un canto corale per la ‘sorellanza’ che ha visto la partecipazione di artiste provenienti da ben 50 nazioni diverse, abbattendo barriere linguistiche e culturali in nome di un messaggio universale.
La nascita delle Muse: un’orchestra globale al femminile
Il documentario non si limita a celebrare il successo di un brano, ma scava in profondità, raccontando la genesi della band ‘The Muses’, fulcro pulsante dell’intero progetto. Valeria Altobelli, nel suo ruolo di Mnemosine contemporanea, ha riunito attorno a sé nove musiciste, nove muse moderne scelte per rappresentare i cinque continenti. “Ho scelto nove muse che rappresentassero i cinque continenti“, ha spiegato l’artista, “ciascuna con un bagaglio di influenze musicali della propria area di origine“. Un ensemble che è metafora vivente di un dialogo possibile, un’armonia che nasce dalla fusione di diversità.
Tra le artiste che hanno prestato il loro talento a questa sinfonia globale troviamo nomi come Ksenia Kostina, Roksana Grobelna, Keira Kenworthy, Tanya Swinton, Nika, Abbie Muvuma, Jasmine Tunac, Christina Kaniclidou e Underdog. Ognuna di loro porta sul palco non solo la propria abilità strumentale, ma anche la ricchezza della propria cultura, creando un tessuto sonoro unico e potente. Il progetto ha ricevuto anche l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, a testimonianza della sua alta valenza culturale e sociale.
Un messaggio di unione che risuona forte e chiaro
Gli spettacoli di ‘Women Aid’ sono concepiti per essere molto più di semplici concerti. Essi sono un faro acceso sulla disparità di genere, una questione ancora dolorosamente presente tanto nel mondo artistico quanto nel tessuto sociale più ampio. Un messaggio che ha trovato eco nelle parole di Luigi Del Plavignano, direttore di Rai Documentari: “Quello della sorellanza è un messaggio forte da mandare in questo momento storico, perché non esistono nazionalità, lingue diverse. Esiste la musica che unisce tutti“.
L’impatto del progetto non si esaurirà con la messa in onda televisiva. È stato annunciato, infatti, un evento speciale che vedrà la proiezione di un estratto del documentario presso l’Hangar44, a cui seguirà un concerto. A confermarlo è stato il responsabile della comunicazione dell’Aeronautica Militare, Urbano Floreani, sottolineando la trasversalità e la forza comunicativa di ‘Women Aid’.
Dalle radici classiche a un futuro di inclusione
La scelta di ambientare i concerti in luoghi come i parchi archeologici di Paestum e Metaponto non è casuale. È un ritorno alle origini, un dialogo con quella Magna Grecia che ha posto le fondamenta della nostra cultura, per trarre ispirazione e lanciare un messaggio di rinnovamento. L’arte, nella visione di Valeria Altobelli, diventa così un ponte tra passato e futuro, uno strumento per costruire una società più equa e inclusiva. Il progetto ‘Women Aid’ si configura come un’opera complessa e stratificata, un viaggio che, attraverso le note e le immagini, celebra la resilienza, il talento e la solidarietà femminile, invitando a una riflessione profonda sul ruolo della donna nell’arte e nel mondo.
