Roma – Lo sport italiano vive una stagione d’oro, non solo per i trionfi agonistici ma anche per il suo crescente peso economico e sociale. Un’istantanea potente e incoraggiante emerge dal ‘Rapporto Sport 2025‘, la terza edizione dello studio voluto dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e curato con meticolosa precisione dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) e da Sport e Salute. I dati, presentati nella prestigiosa cornice del Foro Italico, disegnano i contorni di un’Italia sempre più attiva e consapevole del valore dello sport, un vero e proprio motore per la crescita del Paese.
Un Impatto Economico Straordinario: lo Sport Vale l’1,5% del PIL
I numeri parlano chiaro e testimoniano un comparto in piena e vigorosa espansione. Nel corso del 2023, il settore sportivo ha generato un valore aggiunto di ben 32 miliardi di euro, segnando un balzo impressionante del +30,1% rispetto ai 24,7 miliardi dell’anno precedente. Questo exploit si traduce in un contributo significativo al Prodotto Interno Lordo nazionale, attestandosi all’1,5%. Una cifra che, come sottolineato dal ministro Abodi, dimostra come lo sport non sia più un “settore accessorio, ma parte integrante, qualificato e quotidiano dell’impegno di Governo”.
La crescita economica è sostenuta da una filiera sempre più solida e proiettata a livello internazionale. L’export di beni sportivi ha raggiunto la cifra record di 4,7 miliardi di euro, con mercati di riferimento come Stati Uniti, Francia e Germania. Anche sul fronte occupazionale i segnali sono estremamente positivi: il settore dà lavoro a 421mila persone, con un incremento del 2% rispetto al 2022. L’analisi del valore aggiunto rivela la complessità del sistema sport:
- Le attività ‘strettamente connesse’ (come produzione e vendita di abbigliamento e attrezzature) valgono 14,7 miliardi.
- Le attività ‘connesse in senso lato’ (media, scommesse, turismo sportivo) contribuiscono con 12,03 miliardi.
- Le attività sportive dirette (gestione impianti, club, palestre) pesano per 5,3 miliardi.
La Rivoluzione Culturale: Addio Divano, Italiani Sempre Più Attivi
Ma la vera, grande vittoria che il Rapporto celebra è quella contro la sedentarietà. Nel 2024, ben due italiani su tre conducono una vita attiva, per un totale di 38 milioni di persone. Un dato epocale, che vede il tasso di sedentarietà crollare al suo minimo storico: 33,2%. Rispetto all’anno precedente, un milione di cittadini ha scelto di abbandonare il divano per abbracciare uno stile di vita più sano e dinamico.
Cresce in particolare la pratica sportiva continuativa, che coinvolge il 28,6% della popolazione, pari a 16,4 milioni di persone, con aumenti significativi registrati tra i bambini e gli over 65. Sono 12,3 milioni, inoltre, gli italiani tesserati per uno dei 107.804 enti sportivi dilettantistici presenti sul territorio. Questa trasformazione culturale, come evidenziato da Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, dimostra come “lo sport è sempre più percepito come investimento personale e collettivo sul benessere”.
Il Nodo delle Infrastrutture: un Patrimonio da Riqualificare
A fronte di una domanda di sport in costante crescita, l’offerta infrastrutturale rappresenta una sfida cruciale. Il Censimento Nazionale dell’Impiantistica Sportiva conta in Italia 78mila impianti e 114mila spazi sportivi. Il 70% di questo patrimonio è di proprietà pubblica, con i Comuni che svolgono un ruolo da protagonisti.
Tuttavia, emerge un’urgenza non più procrastinabile: la necessità di rigenerazione e riqualificazione. Oltre il 40% degli impianti risale infatti agli anni ’70 e ’80, un’eredità che richiede interventi strutturali per garantire sicurezza, efficienza energetica e accessibilità. Il Governo, attraverso iniziative come il bando “Sport e periferie”, sta investendo risorse significative per ammodernare le strutture e ridurre il divario territoriale, ancora marcato soprattutto nel Mezzogiorno.
Il Valore Sociale dello Sport: un Moltiplicatore di Benessere
Il Rapporto Sport 2025 non si limita all’analisi economica, ma illumina anche l’enorme valore sociale dello sport. Gli investimenti in infrastrutture e progetti sociali generano un ritorno straordinario per la comunità. Secondo lo studio, ogni euro investito in progetti infrastrutturali finanziati dall’ICSC produce un ritorno sociale sull’investimento (SROI) superiore a 4,8. Questo valore sale addirittura a 8,42 per gli investimenti in progetti sociali, a conferma del ruolo dello sport come potente leva di coesione, salute e inclusione.
Una delle novità di questa edizione del rapporto sono le Schede Regionali, uno strumento inedito che fornisce una fotografia dettagliata e comparabile della pratica sportiva e delle infrastrutture su base territoriale, pensato per orientare in modo più efficace le politiche pubbliche e gli investimenti futuri.
