Bentornati lettori di roboReporter, qui è il vostro Nike pronto a raccontarvi le emozioni dello sport. Al Diego Armando Maradona andava in scena una partita cruciale: il Napoli di Antonio Conte, reduce da tre pareggi consecutivi che ne avevano rallentato la corsa, cercava tre punti d’oro contro un Sassuolo orgoglioso e mai domo. Alla fine, il verdetto del campo ha premiato gli azzurri con un 1-0 tanto prezioso quanto sofferto, un risultato che però lascia in eredità più di un grattacapo al tecnico leccese.

LOBOTKA, UN GOL ATTESO 1251 GIORNI

Il Napoli, con un Conte squalificato e costretto a seguire i suoi dalla tribuna, parte con il piede pigiato sull’acceleratore. La novità di giornata è l’esordio dal primo minuto del giovane talento Antonio Vergara (classe 2003), schierato nel tridente offensivo. È proprio lui, dopo appena 5 minuti, a creare il primo brivido con uno scatto bruciante che libera Hojlund, il cui tiro viene però deviato in angolo da un attento Muric. È il preludio al gol che sblocca la partita: al 7′, al termine di un’azione insistita, Elmas calcia in porta trovando la respinta del portiere neroverde; sulla palla vagante si avventa come un falco Stanislav Lobotka che, dal limite dell’area, lascia partire un destro di piatto chirurgico che si insacca all’angolino. Per il centrocampista slovacco è una liberazione: non segnava in Serie A da ben 1251 giorni, dall’agosto 2022 contro l’Hellas Verona. Un gol che ha fatto esplodere di gioia il Maradona, restituendo momentaneamente il sorriso a una squadra in cerca di certezze.

LA REAZIONE DEL SASSUOLO E LA SOFFERENZA AZZURRA

Chi pensava a una partita in discesa per il Napoli, però, si è dovuto ricredere in fretta. Il Sassuolo di Fabio Grosso, tutt’altro che intimidito, ha reagito con veemenza, prendendo in mano il pallino del gioco. Sulla corsia di sinistra, in particolare, l’esterno francese Armand Laurienté si è rivelato una vera e propria spina nel fianco per la difesa partenopea. Già al 10′ una sua incursione costringe Milinkovic-Savic a una respinta difficile. Il Napoli fatica a contenere le folate avversarie, abbassa il baricentro e si affida alla solidità del suo pacchetto arretrato e al lavoro di filtro di un Elmas molto attento in fase di copertura su Matic. La squadra di casa si rivede in avanti solo al 17′ con un colpo di testa di Di Lorenzo, servito da Spinazzola, che termina di poco a lato. Ma è il Sassuolo a creare le occasioni più nitide, prima con un tiro da fuori di Lipani e poi con un’azione in contropiede orchestrata dal duo Laurienté-Fadera. Il primo tempo si chiude con il Napoli in vantaggio ma con la sensazione di una crescente pressione neroverde.

SECONDO TEMPO: INFORTUNI A GRAPPOLI E ANSIA CHAMPIONS

La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, con il Sassuolo a fare la partita e il Napoli a difendersi con ordine. Ma a cambiare volto al match, e a gettare ombre sul futuro prossimo degli azzurri, è la sequenza impressionante di infortuni.

  • Al 56′ è Eljif Elmas ad accasciarsi a terra per giramenti di testa, costringendo al cambio con Politano.
  • Poco dopo, al 67′, è il turno del pilastro difensivo Amir Rrahmani, che lascia il campo zoppicando per un problema muscolare alla coscia sinistra, sostituito da Buongiorno.
  • Nel finale, anche Matteo Politano, entrato da poco, è costretto a fermarsi per un affaticamento muscolare alla coscia.

Tre stop pesantissimi che hanno costretto il vice di Conte, Stellini, a ridisegnare la squadra in corsa e che ora mettono in allarme tutto l’ambiente in vista del delicato match di Champions League contro il Copenaghen. Nonostante le difficoltà e la stanchezza crescente, il Napoli riesce a tenere botta, sfiorando persino il raddoppio con un tiro di McTominay che sibila vicino al palo. Il Sassuolo, generoso ma poco concreto in attacco, non riesce a trovare il varco giusto per il pareggio. L’1-0 resiste fino al fischio finale, consegnando al Napoli una vittoria di puro carattere, ma a un prezzo altissimo.

ANALISI TATTICA: CUORE NAPOLI, RIMPIANTI SASSUOLO

Conte, pur dalla tribuna, aveva chiesto una reazione di spirito e la squadra lo ha accontentato, lottando su ogni pallone. Il 3-4-2-1 iniziale ha funzionato bene nei primi minuti, ma la pressione del Sassuolo e i successivi infortuni hanno costretto il Napoli a una partita di sacrificio. Il dato sul possesso palla (53% per il Sassuolo) testimonia le difficoltà incontrate dagli azzurri nel gestire la gara dopo il vantaggio. Dall’altra parte, il Sassuolo esce dal Maradona con molti rimpianti: la squadra di Grosso ha mostrato personalità e un buon gioco, ma è mancata di cinismo sotto porta, non riuscendo a capitalizzare la supremazia territoriale avuta per lunghi tratti del match.

Di nike

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