Un’ondata di energia pura, un inno alla gioia che risuona con urgenza nel presente. Si potrebbe descrivere così l’atmosfera che ha pervaso l’Auditorium di Milano in occasione del tradizionale Concerto di Capodanno, un appuntamento che dal 1999 suggella il passaggio al nuovo anno con le note immortali della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Quest’anno, a raccogliere il testimone di una così sentita tradizione, è stato il giovane e carismatico Emmanuel Tjeknavorian, al suo primo Capodanno come Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Un debutto che ha lasciato il segno, trasformando un rito consolidato in un evento dirompente e profondamente attuale.
Un Direttore, una Visione: L’Energia Romantica di Tjeknavorian
Con la sua presenza scenica che evoca le figure romantiche di un dipinto di Caspar David Friedrich, i lunghi capelli ricci e la barba folta, Emmanuel Tjeknavorian non è passato inosservato. Ma è stata la sua gestualità, il suo completo abbandono alla musica, a catturare l’essenza di una direzione che è stata definita “giovane”, “energica” e persino “rock”. Il trentenne maestro di origini armene, nato e cresciuto a Vienna, ha letteralmente danzato sul podio, cantando e mimando ogni passaggio della monumentale partitura beethoveniana, in un dialogo febbrile e appassionato con l’orchestra, il coro e i solisti. Un approccio totalizzante e contagioso che ha trascinato gli esecutori e il pubblico in un vortice sonoro, dove la precisione tecnica si è fusa con una carica emotiva travolgente. Come sottolineato da alcuni critici, la sua non è stata una semplice esecuzione, ma una vera e propria rilettura, capace di rivelare dettagli nascosti e di infondere nuova linfa vitale a un capolavoro senza tempo.
La sua interpretazione ha privilegiato dinamiche esaltanti e tempi serrati, mantenendo un impeccabile rigore ritmico anche nei passaggi più vertiginosi. Un’energia che, come ha dichiarato lo stesso Tjeknavorian, scaturisce dalla profonda convinzione nel messaggio beethoveniano: “La Nona di Beethoven resta una delle più straordinarie conquiste dell’umanità. La sua visione di fratellanza universale è oggi più urgente che mai”. Parole che trovano un’eco potente nel contesto storico attuale, rendendo l’Inno alla Gioia non solo un augurio per il nuovo anno, ma un “profondamente necessario” appello alla concordia.
Una Tradizione che si Rinnova: La Sinfonica di Milano e il suo Pubblico
L’Orchestra Sinfonica di Milano, erede de laVerdi, ha risposto con entusiasmo e duttilità alla visione del suo nuovo direttore. L’intesa tra Tjeknavorian e l’orchestra, già evidente dai primi concerti insieme, si è consolidata in questa occasione, producendo un suono splendente, pieno e ricco di sfumature. Al fianco dell’orchestra, il Coro Sinfonico di Milano, preparato da Massimo Fiocchi Malaspina, ha offerto una prova di grande solidità e impatto emotivo.
Il successo di questi concerti, con l’Auditorium in Largo Mahler che ha registrato il tutto esaurito per le quattro date consecutive (dal 29 dicembre al 1° gennaio), testimonia il profondo legame tra la città e questa tradizione. Un rito che unisce generazioni di milanesi e che, grazie alla guida di Tjeknavorian, sta attraendo anche un pubblico più giovane, solitamente meno avvezzo alle sale da concerto. A impreziosire ulteriormente una delle serate, è stata la lettura del Testamento di Heiligenstadt da parte dell’attore Massimiliano Finazzer Flory, un toccante preludio che ha permesso di entrare nell’animo tormentato e visionario di Beethoven.
Un Cast di Voci per l’Inno alla Gioia
A dare voce al sublime finale corale della sinfonia, un quartetto di solisti di caratura internazionale. A seconda delle serate, si sono alternati artisti di grande talento. Per le date di fine 2024 e inizio 2025, il cast prevedeva il soprano Elisabeth Breuer, il mezzosoprano Caterina Piva, il tenore Katleho Mokhoabane e il basso Jusung Gabriel Park. In altre esecuzioni, il pubblico ha potuto apprezzare le voci di Benedetta Torre, Dorottya Láng, Davide Tuscano e Günter Haumer, che hanno offerto prove convincenti e ben integrate nel tessuto sonoro creato dal direttore.
Oltre Milano: La Nona a Lucerna e in Diretta Radiofonica
Il successo di questa produzione non si è limitato ai confini milanesi. L’Orchestra Sinfonica di Milano, sotto la guida di Tjeknavorian, ha portato la sua acclamata Nona anche al prestigioso KKL di Lucerna, in Svizzera, il 2 gennaio, confermando la sua vocazione internazionale. Inoltre, per permettere a un pubblico ancora più vasto di partecipare a questo momento di grande musica, il concerto del 30 dicembre è stato trasmesso in diretta su Radio Tre, un’importante vetrina nazionale per l’eccellenza musicale milanese.
L’arrivo di Emmanuel Tjeknavorian ha segnato l’inizio di un nuovo, entusiasmante capitolo per l’Orchestra Sinfonica di Milano. La sua Nona di Beethoven non è stata solo un concerto, ma una dichiarazione d’intenti: una musica che sa essere profonda e accessibile, radicata nella tradizione ma capace di parlare con forza alla contemporaneità. Un augurio di speranza e fratellanza che, attraverso la genialità di Beethoven e la passione di un giovane direttore, ha risuonato potente e chiaro, per Milano e per il mondo.
