LUBLINO, POLONIA – Un urlo di gioia, un boato che scuote l’Aquatic Centre di Lublino. L’Italia del nuoto si prende la scena e chiude con un acuto d’oro la seconda, intensa giornata dei Campionati Europei in vasca corta. A far risuonare l’inno di Mameli è la staffetta 4×50 mista mixed, un quartetto magistrale che ha saputo unire esperienza, talento emergente e una feroce voglia di vincere, confermandosi sul tetto d’Europa due anni dopo il trionfo di Otopeni 2023. Una vittoria che è l’emblema dello stato di salute del nostro nuoto, capace di rinnovarsi e mantenere altissima la competitività.
UNA VITTORIA DI SQUADRA, UN RECORD PER LA STORIA
La medaglia più preziosa arriva al termine di una gara mozzafiato, un testa a testa emozionante che ha visto gli azzurri prevalere sulla fortissima Olanda per soli nove centesimi. Il cronometro si è fermato su un eccezionale 1’36″09, tempo che non solo vale l’oro ma stabilisce anche il nuovo record dei campionati, a un soffio dal primato italiano. Un successo costruito bracciata dopo bracciata da quattro atleti straordinari: Francesco Lazzari, Simone Cerasuolo, Silvia Di Pietro e Sara Curtis.
A lanciare la staffetta è stato il debuttante Francesco Lazzari, ventenne di Angera, che ha dimostrato freddezza e carattere gestendo la pressione dell’esordio. La sua frazione a dorso, chiusa in un solido 22″88, ha messo subito l’Italia in prima posizione, consegnando il testimone virtuale a un Simone Cerasuolo affamato di riscatto. Il ranista, reduce dal quarto posto individuale nei 100, ha sfogato tutta la sua rabbia agonistica in acqua, mantenendo la vetta con una frazione da 25″67.
Nella terza frazione a farfalla, la capitana Silvia Di Pietro (24″62) ha lottato strenuamente contro il ritorno dell’Olanda, che era riuscita a operare un momentaneo sorpasso. Ma l’ultima parola è spettata a Sara Curtis. La giovane velocista si è tuffata con la determinazione di chi vuole solo vincere: ha annullato lo svantaggio già in virata e, con una progressione irresistibile, ha toccato la piastra per prima con una frazione da 22″92, scatenando la festa azzurra. “Mi sono detta che avrei ripreso l’olandese e così è stato. Alla fine ce l’ho fatta. Io adoro le staffette: mi piace l’atmosfera che si vive quando si gareggia tutti insieme“, ha dichiarato una raggiante Curtis nel post-gara. Sul terzo gradino del podio si è piazzata la Polonia, padrona di casa.
LE ALTRE FINALI: TRA RIMPIANTI E CONFERME
La giornata azzurra, tuttavia, non è stata solo rose e fiori. Le finali individuali hanno lasciato un po’ di amaro in bocca, con diversi atleti che hanno sfiorato il podio. Grande delusione per Simone Cerasuolo, che prima dell’oro in staffetta aveva chiuso al quarto posto la finale dei 100 rana, una “medaglia di legno” che brucia. Stessa sorte per Simone Stefanì nei 50 farfalla, anche lui ai piedi del podio.
Non è andata meglio al campione olimpico Nicolò Martinenghi, apparso lontano dalla forma migliore e solo settimo nella finale dei 100 rana. “Ho provato a dare tutto, pur sapendo di non essere al meglio. Ho commesso vari errori e li ho pagati. Cerasuolo meritava il podio“, ha commentato con grande onestà Martinenghi. Quinto posto, invece, per Lorenzo Mora nei 200 dorso, gara in cui aveva trionfato nel 2023. “Voglio recuperare in vista dei 100, perché penso di poter dire la mia“, ha affermato l’azzurro, già proiettato ai prossimi impegni.
In campo femminile, la capitana Silvia Di Pietro, prima di trascinare la staffetta all’oro, ha dovuto accontentarsi dell’ottavo posto nella finale dei 50 farfalla, una controprestazione che ha saputo riscattare con gli interessi. “Volevo riscattarmi, dopo l’ottavo posto nei 50 farfalla. Direi che ci sono riuscita. È una bella conferma dopo Otopeni“, ha dichiarato la veterana del gruppo.
IL MEDAGLIERE E IL BILANCIO
Con l’oro della staffetta mista, il bottino dell’Italia in questi Europei sale a quattro medaglie totali: due ori e due argenti. Un risultato che, al termine della seconda giornata, pone l’Italia in testa al medagliere. I primi podi erano arrivati nella giornata inaugurale, con l’oro della 4×50 stile libero maschile e gli argenti di Simona Quadarella nei 400 stile libero (con record italiano) e della 4×50 stile libero femminile. Un bilancio che conferma la solidità di un movimento capace di esprimersi ai massimi livelli, soprattutto quando si tratta di unire le forze per un obiettivo comune. La vittoria della staffetta mixed, con il suo mix di veterani e giovani promesse, è la fotografia perfetta di un’Italnuoto che sa guardare al futuro con fiducia e ambizione.
