Un gioiello letterario torna a brillare nelle librerie italiane, un tesoro a lungo sommerso nei flutti del tempo che riemerge grazie a un’operazione editoriale di rara raffinatezza. “I gioielli di Madame de…”, il breve ma intenso romanzo che nel 1951 consacrò la penna di Louise de Vilmorin, è il quarto prezioso tassello della collana Dédale, un progetto nato dalla sinergia tra la storica casa editrice Franco Maria Ricci e L’École, School of Jewelry Arts, l’istituzione parigina fondata nel 2012 con il sostegno della maison Van Cleef & Arpels per la diffusione della cultura dell’alta gioielleria. L’opera, considerata un piccolo capolavoro dalla critica coeva, racconta una storia avvincente e vorticosa il cui vero fulcro non è un essere umano, ma un oggetto inanimato: un paio di orecchini di diamanti.

Un dono di nozze di “Monsieur de” alla sua elegante e frivola consorte, “Madame de”, che diventano l’epicentro di una trama fitta di amori, dolori, segreti e fatali transazioni. Travolta dai debiti, la protagonista è costretta a vendere segretamente i gioielli, innescando una catena di eventi imprevedibili che li vedrà passare di mano in mano, diventando testimoni e catalizzatori di passioni e destini incrociati.

Un Progetto Editoriale Che Unisce Arte e Letteratura

La collana Dédale si propone come un labirinto di sentieri inediti, dove la letteratura si intreccia con l’arte orafa, creando un dialogo suggestivo e profondo. Nata dalla collaborazione tra Franco Maria Ricci e L’École, School of Jewelry Arts, la collana si arricchisce ogni anno di due nuovi titoli, uno in primavera e uno in autunno, con l’ambizioso obiettivo di riscoprire testi dimenticati o poco conosciuti. Il nome stesso, Dédale, evoca il mitico architetto Dedalo e il labirinto, richiamando anche l’ultima grande opera di Franco Maria Ricci, il labirinto di bambù a Fontanellato. Fedele a una vocazione internazionale, ogni volume è pubblicato in tre lingue: italiano, francese e inglese, per superare le barriere linguistiche e culturali.

La scelta di riproporre “I gioielli di Madame de…” non è casuale, come spiega Guillaume Glorieux, direttore per l’educazione e la ricerca de L’École, School of Jewelry Arts: “Si tratta di un’opera in cui i sentimenti e il gioiello si intrecciano dall’inizio alla fine della narrazione. Ci è sembrata del tutto coerente e perfettamente in linea con l’identità editoriale di Dédale”. Un’opinione condivisa da Edoardo Pepino, direttore di Franco Maria Ricci, che sottolinea come il romanzo fosse assente dai cataloghi italiani da troppo tempo. “Uno degli obiettivi della collana è proprio quello di far riscoprire al pubblico tesori del passato, trascendendo ogni frontiera e abitudine al fine di creare una comune letteratura”, afferma Pepino.

Un’Edizione Pregiata e Contributi d’Autore

La nuova edizione del romanzo è un vero e proprio scrigno, curato in ogni dettaglio per esaltare la bellezza del testo. Il volume si apre con una prefazione di Patrick Mauriès, scrittore e storico collaboratore di Franco Maria Ricci, profondo conoscitore dell’opera di Louise de Vilmorin. L’introduzione, intitolata “Il gioco dell’amore e della transazione”, è affidata a Emmanuelle Amiot, responsabile della ricerca presso L’École e dottore in storia dell’arte, che offre una lettura critica del ruolo della donna nella società di fine Ottocento.

Ad impreziosire ulteriormente la pubblicazione sono le illustrazioni originali create da Laurent de Commines, artista contemporaneo che con il suo tratto evoca le atmosfere rarefatte ed eleganti dell’alta società, riuscendo a catturare l’essenza della narrazione. Come per gli altri volumi della collana, anche “I gioielli di Madame de…” è disponibile in due versioni: una in brossura per una più larga diffusione e un’edizione “da collezione” a tiratura numerata, rilegata in seta, stampata su pregiata carta vergata e con le illustrazioni applicate a mano, un oggetto da custodire gelosamente.

Dal Romanzo al Cinema: un Classico Intramontabile

Il successo del romanzo di Louise de Vilmorin fu tale da ispirare nel 1953 il regista Max Ophüls, che ne trasse un celebre adattamento cinematografico, “I gioielli di Madame de…”. La pellicola, interpretata da un cast stellare che includeva Danielle Darrieux, Charles Boyer e l’italiano Vittorio De Sica, divenne un classico del cinema francese, capace di tradurre in immagini la sofisticata e crudele eleganza della scrittura della Vilmorin. La ripubblicazione del libro offre oggi l’occasione per riscoprire la fonte letteraria originale di quel capolavoro cinematografico, apprezzandone la prosa affilata e la costruzione narrativa impeccabile, che in poche pagine riesce a tessere una tela di sentimenti complessi e colpi di scena.

Con questa quarta uscita, Dédale si conferma un progetto editoriale di altissimo profilo, un invito a perdersi e ritrovarsi tra le pagine di una letteratura senza tempo, dove le parole sono preziose come gemme e le storie brillano di una luce che non conosce oblio.

Di euterpe

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