Cala il sipario sulla XVII edizione di Libri Come – Festa del Libro e della Lettura, e le luci dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si spengono su un bilancio che sa di trionfo. Oltre 15.000 anime hanno attraversato i suoi spazi dal 20 al 22 marzo, un fiume in piena di lettori, curiosi e appassionati che hanno risposto con entusiasmo a un richiamo potente e quanto mai necessario: Democrazia. Questa non è stata una semplice parola chiave, ma il cuore pulsante di una manifestazione che ha saputo trasformare un concetto complesso in un dialogo vivo, partecipato e multiforme.

Prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e magistralmente curata dal trio composto da Michele De Mieri, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi, l’edizione 2026 si è distinta per un’onorificenza di eccezionale prestigio: la Medaglia del Presidente della Repubblica. Un riconoscimento che, come sottolineato dagli organizzatori, attesta l’alto valore culturale della rassegna e il suo ruolo cruciale nel panorama nazionale della promozione della lettura. Un sigillo che nobilita un lavoro lungo diciassette edizioni, un percorso che ha visto “Libri Come” affermarsi come un imprescindibile laboratorio di cittadinanza culturale.

Un Parterre de Roi per un Tema Cruciale

In un mondo scosso da venti di incertezza, dove i fondamenti della convivenza civile sono messi in discussione, “Libri Come” ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Ha affrontato la Democrazia esplorandone le radici, le sfide e le prospettive future attraverso le voci più autorevoli del nostro tempo. Oltre 100 ospiti, tra cui scrittori, studiosi e giornalisti di fama italiana e internazionale, hanno animato più di tre giorni di incontri, lezioni, dialoghi e reading.

Tra i nomi che hanno calcato il palco, spiccano figure del calibro dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun e del giornalista e scrittore Roberto Saviano, le cui riflessioni hanno offerto al pubblico preziose chiavi di lettura della contemporaneità. Ma il parterre era vasto e variegato, includendo personalità come Anne Applebaum, Niccolò Ammaniti, Daria Bignardi, Stefano Massini, Massimo Recalcati e Zerocalcare, solo per citarne alcuni. Un mosaico di prospettive che ha permesso di sviscerare il tema della democrazia non solo come principio politico, ma come tessuto culturale che unisce persone, idee e generazioni.

Il Libro come Strumento di Analisi e Concentrazione

Le parole dell’amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, Raffaele Ranucci, risuonano come un manifesto programmatico dell’intera manifestazione: “Libri Come si conferma uno spazio aperto di incontro e di scambio“. In una sua dichiarazione, Ranucci ha evidenziato come i libri rappresentino “uno strumento fondamentale per comprendere la realtà, alimentare il pensiero critico e quella qualità che stiamo progressivamente perdendo: la capacità di analisi di ciò che ci circonda e la capacità di concentrazione in ciò che facciamo ogni giorno”. Un’analisi lucida che coglie una delle sfide più urgenti della nostra epoca, quella della frammentazione dell’attenzione e della superficialità del giudizio.

Anche il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presente all’inaugurazione, ha ribadito l’importanza della lettura come dimensione fondamentale della vita culturale di una capitale che ambisce ad essere sempre più ricca e stimolante. “Libri Come”, in questo senso, non è solo un festival, ma un tassello essenziale di un progetto collettivo volto a rafforzare il tessuto civile e culturale della città.

Oltre gli Incontri: Un’Esperienza Culturale a 360 Gradi

La ricchezza di “Libri Come” non si è esaurita nel pur prestigioso programma di incontri. La manifestazione, come da tradizione, ha proposto anche eventi speciali e mostre. Per l’edizione 2026, l’arte ha dialogato con il tema della Democrazia attraverso lo sguardo della street artist Alice Pasquini, a cui è stata affidata la mostra tematica. Una scelta che testimonia la volontà del festival di contaminare i linguaggi e di aprirsi a forme espressive diverse, capaci di intercettare un pubblico ampio e trasversale.

Una delle novità più apprezzate di quest’anno è stata l’introduzione del primo Silent Book Party nella Cavea dell’Auditorium. Un momento di lettura collettiva e silenziosa, un invito a riscoprire il piacere intimo e condiviso della pagina scritta, lontano dal frastuono quotidiano.

In conclusione, l’edizione 2026 di “Libri Come” lascia un’eredità importante. Ha dimostrato che la cultura, e in particolare il libro, non è un lusso per pochi, ma una necessità per tutti. È lo spazio dove una comunità si interroga, si confronta e cresce. In un’epoca che ha un disperato bisogno di bussole, Roma, grazie a “Libri Come”, ha riaffermato con forza che le pagine di un libro possono ancora essere le mappe più affidabili per orientarsi verso un futuro di maggiore consapevolezza e partecipazione democratica.

Di euterpe

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