Viareggio – Un’attesa lunga 34 anni è finalmente terminata. In una serata carica di emozioni e di storia, la Fiorentina si è laureata campione della 76ª Viareggio Cup, battendo in una finale epica e combattuta i croati del Rijeka per 4-1. Il verdetto è arrivato solo dopo 120 minuti di battaglia sportiva allo stadio “Torquato Bresciani” (noto anche come dei Pini), un trionfo che riporta il prestigioso trofeo Burlamacco a Firenze, un’impresa che mancava dal lontano 1992. Con questa vittoria, la nona nella sua storia, la Fiorentina aggancia Milan e Juventus in vetta all’albo d’oro della competizione.
La cronaca di una finale indimenticabile
La partita, diretta dal Sig. V. Crezzini di Siena, si è rivelata un’altalena di emozioni. I ragazzi di mister Marco Capparella hanno approcciato la gara con determinazione, imponendo il proprio gioco fin dalle prime battute. La superiorità tecnica e caratteriale dei viola si è concretizzata al 17′ del primo tempo: è stato Federico Croci, attaccante classe 2010 e uomo partita, a sbloccare il risultato con un preciso rasoterra dopo una pregevole azione personale, portando in vantaggio i suoi. La Fiorentina ha continuato a spingere, sfiorando il raddoppio in più occasioni, in particolare con Bianchini che ha colpito un palo clamoroso al 35′.
Nella ripresa, il Rijeka, alla sua prima storica finale nel torneo, ha mostrato grande carattere e organizzazione. I croati, guidati dal tecnico Goran Gajzler, hanno alzato il baricentro e, dopo aver resistito agli assalti viola, hanno trovato la rete del pareggio al 18′ (minuto 63′ complessivo) con un guizzo di Grulovic, che ha riequilibrato le sorti dell’incontro. Il risultato di 1-1 ha resistito fino al 90′, portando la sfida ai tempi supplementari.
I supplementari: dominio Viola e apoteosi finale
È nell’extra time che la Fiorentina ha definitivamente preso il largo, dimostrando una condizione fisica e mentale superiore. Al 3′ del primo tempo supplementare (93′), è stato Mataran a riportare avanti i viola, finalizzando un assist dello stesso Croci. Pochi minuti dopo, al 10′ (100′), ancora Federico Croci ha siglato la sua doppietta personale, chiudendo di fatto la partita. L’apoteosi finale è arrivata al 15′ del secondo tempo supplementare (120′), quando Cianciulli ha trasformato con freddezza un calcio di rigore, fissando il punteggio sul definitivo 4-1. L’azione che ha portato al penalty è costata anche l’espulsione al giocatore del Rijeka Jaiteh.
Un cammino trionfale e la fine di un’era
Il trionfo della Fiorentina è il culmine di un percorso netto. In semifinale, i viola avevano superato per 2-0 i nigeriani del One Touch. Dall’altra parte, il Rijeka si era guadagnato l’accesso alla finale compiendo una vera e propria impresa, eliminando per 3-0 il Sassuolo, dominatore delle ultime edizioni del torneo. La vittoria dei croati ha interrotto un’egemonia neroverde che durava da anni, rendendo ancora più significativo il loro approdo in finale.
Per la Fiorentina, questa vittoria rappresenta una rivincita dopo la delusione dell’anno precedente, quando perse la finale per 1-0 contro il Genoa. È un successo che ha un sapore speciale, perché interrompe un digiuno di 34 anni. L’ultimo trionfo risaliva al 1992, quando la squadra allenata da Domenico Caso superò la Roma per 3-2; quello fu anche l’unico trofeo vinto sotto la presidenza del compianto Mario Cecchi Gori.
Il valore storico della Viareggio Cup
Conosciuta anche come Coppa Carnevale, la Viareggio Cup è una delle più prestigiose competizioni calcistiche giovanili a livello mondiale. Nata nel 1949, ha visto sbocciare innumerevoli talenti che hanno poi scritto la storia del calcio. La vittoria della Fiorentina non solo arricchisce la bacheca del club, ma riafferma la grande tradizione del settore giovanile viola, da sempre fucina di campioni. Un successo celebrato con merito sotto gli occhi del dg Alessandro Ferrari e di tutto lo staff del settore giovanile gigliato.
