Un fulmine a ciel sereno, o forse la cronaca di un addio annunciato. A tre giorni dalla partita che vale una fetta di futuro, la semifinale playoff per l’accesso ai Mondiali 2026 contro l’Irlanda del Nord, la Nazionale italiana perde uno dei suoi talenti più attesi. Federico Chiesa ha lasciato il ritiro di Coverciano, una “toccata e fuga” come l’ha definita qualcuno, senza nemmeno disfare le valigie. Un forfait pesante, che priva il Commissario Tecnico Gennaro Gattuso di un’arma tattica fondamentale e riapre vecchie ferite legate alla fragilità fisica di un campione tanto cristallino quanto sfortunato.
LA RICOSTRUZIONE: DALLA CONVOCAZIONE AL FORFAIT
La notizia è piombata sul raduno azzurro nella mattinata di lunedì, confermata da una nota stringata ma inequivocabile della FIGC: “Il calciatore Federico Chiesa, verificate le sue condizioni fisiche una volta giunto presso il Centro Tecnico Federale, è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite e, in accordo con il club, ha lasciato il ritiro della Nazionale”. Parole che certificano l’impossibilità per l’attaccante del Liverpool di prendere parte non solo alla sfida di giovedì sera a Bergamo, ma anche all’eventuale finale del 31 marzo in trasferta contro la vincente di Galles-Bosnia.
Gattuso, che aveva puntato forte sul suo ritorno dopo quasi due anni di assenza (l’ultima apparizione risaliva all’eliminazione da Euro 2024 contro la Svizzera), ha dovuto prendere atto della situazione. Il CT aveva corteggiato a lungo il giocatore, con telefonate e tentativi ripetuti nei mesi scorsi, sperando di poter contare sulla sua esperienza e sulla sua capacità di spaccare le partite. Ma le sensazioni non erano positive fin da subito. “Se uno non si sente al 100% non posso insistere”, ha dichiarato Gattuso in conferenza stampa. “Federico si è presentato alla convocazione ma aveva dei piccoli problemi e abbiamo deciso assieme che non rimanesse. Se vedi che uno è titubante e dice che non sta bene non si può insistere troppo”. Una decisione condivisa, dunque, ma che lascia l’amaro in bocca e alimenta i dubbi sulla reale condizione di un giocatore tormentato dagli infortuni.
UN CALVARIO FISICO E UN RITORNO RIMANDATO
La stagione di Chiesa al Liverpool è stata tutt’altro che semplice. Complice una serie di contrattempi fisici e scelte tecniche che lo hanno visto partire titolare solo una volta in Premier League, il figlio d’arte ha accumulato meno di 700 minuti in campo. Un rendimento altalenante che ha le sue radici nei continui problemi fisici che ne hanno limitato la continuità fin dall’inizio di marzo. Nonostante la voglia di tornare a vestire l’azzurro in un momento così cruciale, il suo corpo ha detto no. Un copione già visto, un calvario che sembra non avere fine per l’eroe di Euro 2020.
L’Italia, che non può permettersi di fallire l’accesso al Mondiale per la terza volta consecutiva dopo le delusioni del 2018 e 2022, si trova così a dover fare a meno di una delle sue stelle più luminose. Un’assenza che si aggiunge a quelle di altri giocatori importanti e che costringe Gattuso a ridisegnare i suoi piani offensivi.
LA SCELTA A SORPRESA: ECCO NICOLÒ CAMBIAGHI
Per sostituire Chiesa, la scelta del CT è ricaduta su Nicolò Cambiaghi. L’esterno offensivo del Bologna, classe 2000, era già stato convocato da Gattuso in passato, esordendo in Nazionale il 14 ottobre 2025 contro Israele. La sua chiamata, annunciata anche dal club felsineo, premia un ottimo momento di forma, con 4 gol e 6 assist in stagione. Tuttavia, la decisione ha fatto discutere, con molti tifosi e addetti ai lavori che avrebbero preferito profili più esperti come Federico Bernardeschi, escluso eccellente dalla lista dei convocati.
Gattuso ha difeso la sua scelta, sottolineando di voler puntare sul gruppo costruito in questi mesi e sulla coesione dello spogliatoio. Cambiaghi rappresenta una soluzione di freschezza e imprevedibilità, un giocatore in crescita che ora ha la grande occasione di dimostrare il suo valore sul palcoscenico più importante.
MISSIONE MONDIALE: ORA PIÙ CHE MAI
L’appuntamento è per giovedì 26 marzo, ore 20:45, alla New Balance Arena di Bergamo. L’Italia affronterà l’Irlanda del Nord in una gara secca, da dentro o fuori. In caso di parità al 90′, si andrà ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore. L’obiettivo è uno solo: vincere per guadagnarsi la finale e continuare a sognare il Mondiale in Canada, Messico e USA. Gattuso confida nel recupero degli altri acciaccati, come Bastoni, e sulla forza di un gruppo che ora deve dimostrare di essere più forte anche delle avversità. L’assenza di Chiesa è una tegola pesante, ma la causa azzurra, come ha sottolineato il CT, non può e non deve avere limiti. L’Italia intera si stringe attorno alla Nazionale, sperando di non rivivere gli incubi del passato.
