Un vento di novità soffia sulla scena poetica italiana con l’arrivo di una delle voci più interessanti e acclamate del panorama britannico contemporaneo. Hannah Sullivan, definita dal Times “il bardo dei Millennial e della Generazione Z”, fa il suo esordio nel nostro paese con la raccolta “Tre Poesie”, pubblicata da Crocetti Editore. Quest’opera, che ha già conquistato la critica internazionale aggiudicandosi il prestigioso T.S. Eliot Prize for Poetry nel 2018, si presenta come un evento letterario di prim’ordine, capace di dialogare con la sensibilità moderna attraverso un linguaggio che intreccia mirabilmente la tradizione più alta e gli aspetti più crudi della nostra epoca.
L’attesa per conoscere da vicino questa autrice è quasi finita: Hannah Sullivan sarà ospite in Italia il 10 aprile per l’edizione 2026 di “Ritratti di Poesia”, il celebre festival che si terrà presso l’Auditorium Conciliazione a Roma. Un’occasione unica per immergersi nel suo universo poetico, guidati dalla sua stessa voce in un incontro curato da Carmen Gallo, che firma anche l’introduzione all’edizione italiana del libro.
Un esordio che sfida i confini della poesia
“Tre Poesie” (“Three Poems”, il titolo originale) non è una semplice raccolta di versi, ma un’opera ambiziosa e strutturata in tre lunghi poemi che, pur mantenendo una propria autonomia, dialogano tra loro creando un’unità tematica e stilistica di grande impatto. La giuria del T.S. Eliot Prize ha definito il suo debutto “sbalorditivo”, sottolineando la capacità della Sullivan di “sfidare i parametri di ciò che la poesia può fare”. La presidente di giuria, Sinéad Morrissey, ha elogiato la raccolta come “un debutto magnifico… sicuro, freddo e antropologico nella sua attenzione a una vita vissuta per tappe distinte e in contesti discreti”.
Il libro si apre con “Tu, giovanissima a New York”, un affresco vivido e disincantato delle avventure sentimentali e delle disillusioni di una giovane donna nella metropoli americana. Si prosegue con “Ripeti finché è ora. La poesia di Eraclito”, una riflessione filosofica e personale sul concetto di tempo, sulla ripetizione e sul ritorno. La raccolta si chiude con la toccante e potente sezione “La sabbiera dopo la pioggia”, in cui l’esperienza della maternità e la nascita di un figlio si intrecciano in modo struggente con la perdita del padre, John O’Sullivan, scomparso nel 2014. È qui che la poetessa scrive versi di una rara intensità emotiva: “che non c’è per forza una stagione per le cose/e la nascita e la morte accadono in reparti adiacenti,/che entrambe sono un travaglio, che si ferma e riparte;/che le donne sono sempre gli intermediari/ che trovano le monete…”.
Tra Auden, Bowie e la vita ordinaria
La poesia di Hannah Sullivan si nutre di un ricco humus culturale, guardando a maestri come W.H. Auden e T.S. Eliot, ma senza disdegnare incursioni nella cultura pop, come dimostrano i riferimenti a David Bowie. La sua scrittura è un amalgama originale in cui il registro alto e quello basso convivono, dove la riflessione filosofica si alterna a descrizioni umoristiche e a squarci di cruda realtà, come il racconto del Trinity Test, la prima detonazione di una bomba atomica.
Come sottolinea Carmen Gallo nell’introduzione, il libro è “uno dei libri di poesia forse più originali sulle luci e le ombre della vita ordinaria”. Sullivan riesce a trasformare il quotidiano in materia poetica, a cogliere il miracolo nell’ordinario: “Così quando qualcosa di singolare/arriva, è un miracolo:/grandine balla il tip tap sull’asfalto,/veloce nelle sue scarpe d’argento”.
Un profilo accademico e letterario di eccellenza
Nata a Londra nel 1979, Hannah Sullivan non è solo una poetessa. È anche un’affermata accademica, docente di Letteratura inglese presso il New College dell’Università di Oxford. La sua formazione è di altissimo livello, con una laurea in Lettere Classiche a Cambridge e un dottorato in Letteratura inglese e americana ad Harvard. Prima di “Tre Poesie”, ha pubblicato l’importante saggio “The Work of Revision” (Harvard University Press, 2013), uno studio sul processo di revisione nel modernismo che le è valso il Rose Mary Crawshay Prize. Nel 2023 ha dato alle stampe la sua seconda raccolta di poesie, “Was It for This”, consolidando ulteriormente la sua posizione nel panorama letterario internazionale.
L’edizione italiana di “Tre Poesie”, con testo originale a fronte e la pregevole traduzione di Riccardo Frolloni, arriva a ridosso della Giornata Mondiale della Poesia, celebrata il 21 marzo, offrendo ai lettori italiani l’opportunità di scoprire una voce poetica potente, lucida e profondamente contemporanea, capace di raccontare il caotico e universale passaggio dalla giovinezza all’età adulta.
