COVERCIANO – Un messaggio chiaro, diretto, quasi un mantra per scacciare i fantasmi del passato e guardare con fiducia a un futuro che vale un pass per i Mondiali del 2026. Dal cuore pulsante del calcio italiano, il Centro Tecnico Federale di Coverciano, il Commissario Tecnico Gennaro Gattuso ha presentato la sfida che attende l’Italia: la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, in programma giovedì sera a Bergamo. Una gara da dentro o fuori, il primo di due ostacoli da superare per non mancare l’appuntamento con la Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva, un’ipotesi che nessuno vuole nemmeno considerare.

Le parole del CT azzurro, pronunciate con la consueta grinta ma intrise di una lucida consapevolezza psicologica, delineano una strategia che va oltre il semplice aspetto tattico. “Il messaggio per i ragazzi è semplice, serenità: non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e dieci sedute video al giorno. E io per primo devo essere bravo a trasmettere serenità”, ha esordito Gattuso, sottolineando l’importanza di un approccio mentale equilibrato in un momento di massima tensione.

Fiducia nei campioni d’Europa: “Gente che ha vinto tutto”

La fiducia del tecnico calabrese nel suo gruppo è totale e poggia su basi solide: l’esperienza e il palmarès di un nucleo di giocatori che ha già conosciuto il sapore del trionfo. “Bisogna approcciarsi alla partita sapendo ciò che occorre fare e ho massima fiducia. Anche perché i miei giocatori non sono degli scappati di casa, qui c’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha conquistato un Europeo”, ha rimarcato con orgoglio Gattuso. Un richiamo forte al trionfo di Euro 2020, un’iniezione di autostima per ricordare a tutti, giocatori e ambiente, il valore di questa squadra. La pressione, secondo il CT, è una compagna di viaggio inevitabile per chi pratica sport a questi livelli: “È normale che ci sia pressione, solo chi è senza sangue non la sente”.

Lavoro certosino: Oltre 380 partite visionate per preparare la sfida

La serenità richiesta da Gattuso non è però sinonimo di superficialità. Anzi, è il frutto di un lavoro di preparazione meticoloso, quasi ossessivo, che lo staff azzurro porta avanti da mesi. Il Commissario Tecnico ha snocciolato dati impressionanti per testimoniare l’impegno profuso nella selezione e nello studio degli avversari, un segnale tangibile della dedizione alla causa azzurra.

Nel dettaglio, il lavoro di scouting da agosto a oggi comprende:

  • 259 gare di Serie A visionate (su 300 totali)
  • 15 partite di Coppa Italia
  • 3 incontri di Supercoppa Italiana in Arabia Saudita
  • 32 match di campionati esteri, con un focus sulla Premier League (25 partite)
  • 62 sfide tra Champions, Europa e Conference League, seguite sia in Italia che all’estero
  • 9 partite internazionali delle Nazionali avversarie dirette

Un totale di 380 partite analizzate, un database enorme di informazioni per non lasciare nulla al caso in vista dell’appuntamento di giovedì a Bergamo, sede scelta dallo stesso Gattuso per il calore del pubblico. L’eventuale finale, contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina, si giocherebbe invece in trasferta.

La situazione infortunati e le scelte del CT

Il raduno a Coverciano è iniziato con la notizia del forfait di Federico Chiesa, non al meglio della condizione. Al suo posto è stato aggregato al gruppo Nicolò Cambiaghi. Gattuso ha spiegato la sua filosofia nella gestione di queste situazioni: “Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo”. Verranno valutate anche le condizioni di altri giocatori arrivati acciaccati, come Bastoni e Scamacca, ma il tecnico non cerca alibi. La concentrazione è massima sull’obiettivo: battere l’Irlanda del Nord e compiere il primo passo verso il Mondiale.

Di nike

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