BRUXELLES – Il percorso legislativo dell’AI Act, la prima legge organica al mondo sull’intelligenza artificiale, subisce una ricalibratura strategica. Le commissioni Mercato interno (IMCO) e Libertà civili (LIBE) del Parlamento Europeo hanno dato il loro primo, e ampiamente maggioritario, via libera a una proposta di semplificazione, nota come “omnibus”, che modifica alcuni aspetti cruciali del regolamento. Con 101 voti a favore, 9 contrari e 8 astensioni, gli eurodeputati hanno inviato un segnale chiaro: pragmatismo e tutela dei diritti devono viaggiare in parallelo.

La decisione, che attende ora il voto della plenaria il 26 marzo prima di avviare i negoziati con il Consiglio, introduce un doppio binario: da un lato, concede più tempo alle aziende per adeguarsi alle complesse normative sui sistemi di IA considerati “ad alto rischio”; dall’altro, imprime una forte accelerazione su misure a salvaguardia dei cittadini, come il divieto dei cosiddetti sistemi di “nudificazione” e la trasparenza sui contenuti sintetici.

Più tempo per l’innovazione: le nuove scadenze per l’IA ad alto rischio

Il cuore della proposta di modifica riguarda il calendario di applicazione delle norme per i sistemi di intelligenza artificiale classificati come “ad alto rischio”. Si tratta di quelle tecnologie impiegate in settori critici dove un malfunzionamento potrebbe avere conseguenze gravi sulla sicurezza e sui diritti fondamentali delle persone.

Riconoscendo che gli standard tecnici chiave, necessari per garantire una corretta e uniforme applicazione della legge, potrebbero non essere pronti entro la scadenza originariamente fissata al 2 agosto 2026, le commissioni parlamentari hanno approvato un rinvio. Questa mossa è stata dettata dalla necessità di evitare incertezza giuridica e di fornire alle imprese, in particolare alle Piccole e Medie Imprese (PMI), un quadro normativo stabile e chiaro per l’adeguamento.

Le nuove scadenze proposte sono state così definite:

  • 2 dicembre 2027: per i sistemi di IA ad alto rischio elencati esplicitamente nel regolamento. Questi includono sistemi legati alla biometria, alle infrastrutture critiche (come trasporti ed energia), all’istruzione, alla gestione del lavoro, all’accesso a servizi essenziali, alle attività di contrasto, alla giustizia e alla gestione delle frontiere.
  • 2 agosto 2028: per i sistemi di IA che fungono da componenti di sicurezza in prodotti già coperti da altre normative europee sulla sicurezza e la sorveglianza del mercato, come ad esempio dispositivi medici, giocattoli o apparecchiature radio.

Questa proroga, come sottolineato dalla correlatrice della commissione Mercato interno, l’eurodeputata svedese Arba Kokalari (PPE), mira a creare norme “prevedibili, immediate e semplificate”. “Se l’Europa vuole essere competitiva,” ha commentato, “dobbiamo aumentare gli investimenti e semplificare l’utilizzo dell’IA, non penalizzare le aziende che introducono funzionalità innovative di IA in prodotti sicuri”.

Una stretta sui diritti: il divieto dei “nudifier” e le regole sul watermarking

Se da un lato il Parlamento concede più tempo sul fronte industriale, dall’altro mostra i muscoli sulla protezione dei diritti fondamentali. La novità più dirompente è l’introduzione di un divieto esplicito sui sistemi di “nudificazione”. Si tratta di applicazioni basate sull’IA che permettono di creare o manipolare immagini per “spogliare” virtualmente le persone, generando contenuti sessualmente espliciti senza il loro consenso. Questa misura, ha spiegato il correlatore della commissione Libertà civili, l’irlandese Michael McNamara (Renew Europe), è qualcosa che “i cittadini si aspettano dai colegislatori”.

Il divieto non sarà assoluto: resteranno lecite le applicazioni che integrano misure di sicurezza efficaci per impedire la creazione di tali immagini senza consenso, ma la stretta è un segnale forte contro l’abuso della tecnologia per creare deepfake a sfondo sessuale.

Un altro capitolo fondamentale riguarda la trasparenza. Per contrastare la disinformazione e garantire che i cittadini siano consapevoli quando interagiscono con contenuti non autentici, gli eurodeputati hanno confermato e precisato le norme sul watermarking. Tutti i contenuti audio, video, immagini e testi generati o manipolati in modo significativo da un’IA dovranno essere chiaramente etichettati come tali.

Interessante notare come, su questo punto, il Parlamento abbia proposto una scadenza più stringente rispetto a quella della Commissione, fissando il termine per l’adeguamento al 2 novembre 2026, anziché al 2 febbraio 2027. Una decisione che sottolinea l’urgenza di dotare l’ecosistema digitale di strumenti per riconoscere i contenuti sintetici.

Sostegno alle imprese e semplificazione normativa

La proposta “omnibus” non si limita a posticipare scadenze e a introdurre divieti. Un’attenzione particolare è rivolta a snellire la burocrazia e a sostenere la crescita delle imprese europee. Le misure di supporto originariamente previste per le PMI sono state estese anche a quelle aziende che, crescendo, superano tale status, come le piccole imprese a media capitalizzazione.

Inoltre, si è lavorato per ridurre gli oneri normativi per i prodotti che sono già soggetti a regolamentazione settoriale. L’obiettivo è evitare sovrapposizioni e duplicazioni di obblighi tra l’AI Act e le leggi specifiche di settore, ad esempio per i dispositivi medici o i giocattoli, garantendo che le aziende debbano conformarsi a un unico e chiaro quadro normativo.

I prossimi passi verso l’attuazione

Con l’approvazione nelle commissioni congiunte, il testo passa ora all’esame della plenaria del Parlamento Europeo, con un voto atteso per il 26 marzo. Un esito positivo darà il via ai cosiddetti “triloghi”, i negoziati finali con il Consiglio dell’UE e la Commissione Europea per definire il testo legislativo definitivo. L’AI Act entra così in una fase di rifinitura cruciale, alla ricerca di un delicato ma fondamentale equilibrio tra la spinta all’innovazione tecnologica, la competitività del mercato unico digitale e la tutela intransigente dei diritti e dei valori europei.

Di davinci

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