La cultura come baluardo, la fotografia come strumento di memoria e resilienza. In un’epoca segnata da conflitti che minacciano di cancellare non solo vite umane ma anche l’identità storica dei popoli, un’iniziativa di straordinario valore simbolico prende vita a Bergamo. Dal 19 al 28 marzo, la prestigiosa Biblioteca Civica Antonio Tiraboschi ospita una mostra fotografica che getta un ponte di solidarietà e conoscenza tra l’Italia e l’Ucraina, un paese la cui bellezza e la cui anima vengono raccontate attraverso l’obiettivo di migliaia di volontari.
L’evento, nato dalla sinergia tra Wikimedia Italia e Wikimedia Ucraina e patrocinato dal Consolato Generale d’Ucraina, rappresenta molto più di una semplice esposizione. È un viaggio visivo ed emozionale nel cuore di una nazione ferita, che attraverso i suoi monumenti, i suoi paesaggi mozzafiato e le sue tradizioni secolari, dimostra una straordinaria capacità di custodire la propria identità nonostante la devastazione della guerra.
La Conoscenza Libera come Atto di Resistenza
Il cuore pulsante del progetto risiede nella filosofia di Wikimedia, il movimento globale per la conoscenza libera che alimenta progetti come Wikipedia. Le immagini esposte non sono opera di fotografi professionisti inviati al fronte, ma sono il frutto prezioso dei concorsi fotografici internazionali promossi dalla community di Wikimedia nel corso degli anni:
- Wiki Loves Monuments: un’iniziativa che in 14 anni ha permesso di raccogliere oltre 447.450 immagini del patrimonio culturale mondiale, con un contributo significativo dalla comunità ucraina.
- Wiki Loves Earth: dedicato alle bellezze naturali, in 12 anni ha generato un archivio di 132.773 fotografie di aree protette e paesaggi.
- Wiki Loves Folklore: un concorso più recente che in 3 anni ha già raccolto 3.389 scatti, immortalando le tradizioni e il patrimonio immateriale.
Questi numeri non sono solo statistiche, ma rappresentano un immenso archivio digitale, un “backup” della memoria collettiva ucraina, reso liberamente accessibile a chiunque. Un archivio che assume oggi un’importanza cruciale. Secondo dati recenti, dall’inizio del conflitto su larga scala, oltre 2.000 beni culturali ucraini – tra cui edifici storici di valore inestimabile, musei, collezioni d’arte, chiese antiche, teatri e monumenti – sono stati danneggiati o completamente distrutti. Una perdita incalcolabile, aggravata dal fatto che circa il 30% delle aree naturali protette del paese è stato colpito da operazioni militari o si trova sotto occupazione.
Le Voci dei Presidenti: Un Ponte di Collaborazione
Le parole dei protagonisti di questa iniziativa sottolineano il profondo significato della collaborazione. “È per noi un onore collaborare con una comunità così attiva e resiliente che nonostante le varie difficoltà continua a produrre contenuti di qualità e a impegnarsi per la conoscenza libera”, ha dichiarato Ferdinando Traversa, presidente di Wikimedia Italia. “Con questa mostra diffondiamo la testimonianza del lavoro di Wikimedia Ucraina, un lavoro che oggi non è solo divulgazione, ma un vero e proprio atto di salvaguardia.”
A fargli eco è Ilya Korniyko, presidente del Consiglio dell’Ong Wikimedia Ucraina, che ha espresso profonda gratitudine: “Questa iniziativa è un segno di come la comunità di Wikimedia Ucraina continui a vivere e lavorare nonostante le sfide della guerra. Siamo grati a Wikimedia Italia per questa idea, per la loro disponibilità e per aver reso tutto questo possibile. Speriamo che la collaborazione abbia successo e contribuisca a far ascoltare la nostra voce anche all’interno della comunità italiana.”
Bergamo: Capitale di Cultura e Solidarietà
La scelta di Bergamo come sede della mostra non è casuale. Città profondamente legata alla cultura e simbolo di resilienza, si apre ancora una volta al mondo, diventando cassa di risonanza per un messaggio di pace e di tutela del patrimonio universale. Il percorso espositivo si snoda attraverso scatti che immortalano la magnificenza di antiche fortezze, la solennità di chiese secolari, la vitalità di feste popolari e la quiete di parchi naturali oggi minacciati. Ogni fotografia è una tessera di un mosaico che restituisce la ricchezza e la complessità dell’Ucraina, invitando il visitatore a guardare oltre la cronaca bellica per scoprire l’anima di un popolo.
In un mondo digitale dove le immagini scorrono veloci e spesso superficiali, questa mostra ci invita a fermarci. Ci chiede di osservare, di comprendere e di ricordare. Ci insegna che preservare la cultura, anche solo attraverso una fotografia “libera”, è un gesto politico e umano di fondamentale importanza, un modo per garantire che la bellezza e la storia possano sopravvivere alle bombe e essere tramandate alle generazioni future.
