Roma, Auditorium Parco della Musica – Un’analisi tagliente e profonda della contemporaneità, avvolta nelle spire di una paura diffusa che diventa essa stessa strumento di potere. Così si potrebbe riassumere l’intervento di Stefano Massini, acclamato scrittore e drammaturgo, che ha inaugurato la XVII edizione di Libri Come, la Festa del Libro e della Lettura. In un dialogo serrato con il giornalista Massimo Giannini, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Massini ha presentato il suo ultimo lavoro, “Zar” (Einaudi), un monologo che scava nell’ascesa al potere di Vladimir Putin per riflettere sulle dinamiche che governano il nostro tempo.
La Paura come Paradigma del Terzo Millennio
“Il terzo millennio e la fine del Novecento si reggono su una grande paura”, ha esordito Massini, catturando immediatamente l’attenzione del pubblico che gremiva la sala. “L’Occidente è impaurito dalla crescita esponenziale della tecnologia, dalla crisi del lavoro che deriva dalla prima, dalla totale mancanza di punti di riferimento”. Secondo lo scrittore, questa condizione di smarrimento collettivo può essere affrontata in due modi: o attraverso un appello al senso critico, a una consapevolezza che richiede sforzo e discernimento, oppure, ed è questa la via che sembra prevalere, attraverso “una totale inversione: sarai tu a fare più paura”.
Questa tesi, tanto semplice quanto potente, è diventata la chiave di lettura per interpretare le recenti mosse sullo scacchiere geopolitico. “La Russia ha sentito il bisogno di invadere l’Ucraina per fare di nuovo paura”, ha continuato Massini. “Per gli Usa è la stessa identica cosa. Adesso l’America fa paura. In questo sbando dell’Occidente l”adesso faccio paura io agli altri’ è diventato un collante di motivazione collettiva”. La violenza e la minaccia, un tempo considerate fattori da nascondere, sono oggi esibite come tratti qualificanti, quasi un vanto per ottenere consenso.
“Zar”: Dentro la Mente di Putin
Il libro “Zar” funge da catalizzatore per queste riflessioni. Pubblicato da Einaudi, è un monologo definito “ipnotico e implacabile” che ricostruisce l’ascesa di Vladimir Putin, dall’infanzia a Leningrado fino alla conquista del Cremlino. Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria, mostrando come traumi infantili, umiliazioni e una ferrea autodisciplina abbiano forgiato un individuo che agisce secondo logiche di forza, strategia e manipolazione. Durante la serata, un’attenzione particolare è stata dedicata alla tragica vicenda della giornalista Anna Politkovskaja, simbolo di un giornalismo coraggioso che ha pagato con la vita la ricerca della verità in un contesto di potere autoritario.
Il Futuro Incerto dell’Ucraina e il Disinteresse per l’Europa
Alla domanda diretta di Massimo Giannini su una possibile fine della guerra in Ucraina, la risposta di Massini è stata netta e priva di illusioni. “La guerra può finire solo con un accordo tacito, non detto, tra Putin e Trump in cui chiudono gli occhi uno rispetto all’imperialismo dell’altro”. Una visione pessimistica che vede l’Europa come una pedina marginale, se non del tutto irrilevante, nelle strategie dei due leader. “Dell’Europa e delle sue sorti a Trump proprio non interessa. C’è una partenza genetica antieuropea”, ha affermato con amarezza lo scrittore.
Questa analisi si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra i due leader, apparentemente così distanti per origini – uno cresciuto nella miseria, l’altro nella ricchezza – ma accomunati da un linguaggio basato sulla violenza e sulla necessità di incutere terrore.
Raccontare il Presente: “Stiamo con i piedi dentro il fango”
Provocato da una domanda su un possibile futuro libro dedicato alla premier italiana Giorgia Meloni, dopo quelli su Trump e Putin, Massini ha rivelato di aver considerato il presidente cinese Xi Jinping, per poi concludere con una metafora potente della condizione attuale dello scrittore e dell’intellettuale: “ma ora sto con i piedi nella realtà. Mi piace pensare che ci sia un modo raccontare il presente con le parole. Stiamo con i piedi dentro il fango”. Una frase accolta da un lungo applauso, che sottolinea l’urgenza e la difficoltà di narrare un presente complesso e drammatico, senza cedere a semplificazioni.
L’intervento di Stefano Massini a Libri Come, la cui XVII edizione è dedicata al tema della “Democrazia”, ha offerto al pubblico non solo la presentazione di un libro, ma un vero e proprio strumento per decifrare la realtà, un invito a coltivare il pensiero critico come unico, fragile antidoto alla politica della paura.
