Un sigillo istituzionale di altissimo valore ha illuminato l’apertura della XVII edizione di Libri Come – Festa del Libro e della Lettura. La Medaglia del Presidente della Repubblica, prestigioso riconoscimento al merito culturale della manifestazione, è stata mostrata oggi durante l’inaugurazione presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. A fare gli onori di casa, l’amministratore delegato di Musica per Roma, Raffaele Ranucci, alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e dei curatori che da anni animano la rassegna: Marino Sinibaldi, Rosa Polacco e Michele De Mieri. Un gesto che non solo nobilita il festival, ma ne sancisce il ruolo cruciale nel panorama culturale italiano come presidio di dialogo e pensiero critico.
“Democrazia”: una parola per decifrare il presente
Nel cuore pulsante della kermesse, una parola-manifesto, scelta per la sua urgenza e complessità: Democrazia. Dopo aver esplorato negli anni concetti come Felicità, Libertà e Potere, i curatori hanno orientato la bussola del festival verso un termine che, come hanno sottolineato, “pensavamo caro a tutti e che invece abbiamo riscoperto come divisivo”. Una scelta coraggiosa e necessaria, in un’epoca storica segnata da profonde tensioni che minano le fondamenta dei sistemi rappresentativi a livello globale. Libri Come 2026 si propone dunque come un laboratorio civile, uno spazio di riflessione collettiva per difendere e ricomprendere la democrazia, offrendo al pubblico strumenti di conoscenza per interpretare la complessità del nostro tempo. Il festival, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, trasforma per tre giorni, dal 20 al 22 marzo, l’Auditorium in un’agorà moderna dove le pagine dei libri diventano catalizzatori di dibattito pubblico.
L’apertura con Massini: indagare le radici del potere
L’inaugurazione ha visto un momento di straordinaria intensità culturale con il dialogo tra lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini e il giornalista Massimo Giannini. Il confronto ha preso le mosse dal nuovo libro di Massini, ‘Lo zar’ (Einaudi), un monologo definito “ipnotico e implacabile” che ricostruisce l’ascesa al potere di Vladimir Putin. Attraverso una sorta di autobiografia immaginaria, l’opera esplora come traumi infantili, disciplina ferrea e l’ossessione per il controllo abbiano forgiato la figura di un leader capace di agire secondo logiche di forza e manipolazione. La scelta di aprire un festival sulla democrazia con un’analisi così lucida sull’autoritarismo contemporaneo è una dichiarazione d’intenti: per comprendere e difendere la democrazia, è fondamentale conoscerne a fondo i nemici e le dinamiche che ne minano la credibilità.
Un programma polifonico per un dibattito plurale
Il programma di Libri Come 2026 si preannuncia ricco e polifonico, con un fitto calendario di dialoghi, lezioni magistrali, reading e mostre. Accanto ai grandi nomi italiani, la rassegna conferma la sua vocazione internazionale ospitando intellettuali di calibro mondiale. Tra gli ospiti più attesi figurano la saggista statunitense Anne Applebaum, che interverrà sul rapporto tra democrazia e autocrazie, il politologo Yascha Mounk, in dialogo con Ezio Mauro sul futuro delle democrazie in Europa e USA, e la scrittrice turca Ece Temelkuran. Il parterre italiano non è da meno, con personalità come Roberto Saviano, Massimo Recalcati, Antonio Scurati, Paolo Mieli e Zerocalcare.
La manifestazione non si limita ai soli incontri, ma si arricchisce di altri linguaggi artistici. La street artist Alice Pasquini firma la mostra di questa edizione, mentre torna anche AUTORItratti, l’esposizione fotografica di Riccardo Musacchio e Flavio Ianniello. Un’attenzione particolare è, come sempre, riservata ai giovani e alle scuole, con incontri dedicati a rafforzare il ruolo del festival come spazio di educazione culturale e civile. La collaborazione con la RAI, media partner dell’evento, garantirà inoltre una copertura capillare con dirette radiofoniche e presentazioni di podcast, amplificando ulteriormente la portata del dibattito.
In un momento in cui la capacità di analisi e di concentrazione sembra progressivamente erodersi, come ha sottolineato l’AD Raffaele Ranucci, “Libri Come si conferma uno spazio aperto di incontro e di scambio”, dove i libri restano uno strumento fondamentale per alimentare il pensiero critico. Con la medaglia del Presidente appuntata sul petto, la XVII edizione si è aperta sotto i migliori auspici, promettendo di essere non solo una festa della lettura, ma un potente esercizio di cittadinanza attiva.
