SANREMO – In una giornata che sembrava nata sotto una cattiva stella, segnata da una brutta caduta, Tadej Pogacar ha dimostrato ancora una volta di essere un fuoriclasse assoluto, un campione capace di trasformare le avversità in un’epica vittoria. Lo sloveno della UAE Team Emirates ha conquistato la sua prima Milano-Sanremo, l’undicesima Classica Monumento di una carriera stratosferica, al termine di una volata al cardiopalma sul traguardo di Via Roma, battendo per una questione di centimetri il britannico Tom Pidcock. Una vittoria che sa di impresa, di resilienza e di talento purissimo.

Una corsa contro il destino: la caduta e la rimonta

La 117ª edizione della “Classicissima” sembrava aver voltato le spalle a Pogacar a circa 32 chilometri dall’arrivo. Poco prima di imboccare la Cipressa, una delle due salite cruciali del finale, il campione del mondo è rimasto coinvolto in una maxi caduta che ha coinvolto anche altri big come Mathieu van der Poel e Wout van Aert. Con la maglia iridata strappata e il corpo ferito, il sogno di conquistare finalmente la Sanremo sembrava svanire. “Quando sono caduto, per un secondo ho pensato che fosse tutto finito”, ha ammesso lo stesso Pogacar dopo la gara. Ma è proprio in questi momenti che emerge la stoffa dei campioni. Sostenuto da una squadra eccezionale, lo sloveno non si è perso d’animo, ha ripreso la bici e ha iniziato una furiosa rimonta, rientrando sul gruppo dei migliori proprio sulle prime rampe della Cipressa.

L’attacco sul Poggio e il duello con Pidcock

Sulla Cipressa e poi sul Poggio, Pogacar ha fatto quello che sa fare meglio: attaccare. Con una serie di scatti potenti ha messo alla frusta i suoi avversari. Solo un coriaceo Tom Pidcock e il vincitore uscente Mathieu van der Poel sono riusciti inizialmente a tenere la sua ruota. Tuttavia, sull’ultima ascesa, Van der Poel ha dovuto cedere, lasciando via libera al duello tra lo sloveno e il britannico. I due si sono lanciati in una discesa tecnica e velocissima, mantenendo un piccolo ma decisivo vantaggio sul gruppo degli inseguitori, regolato da un ottimo Wout Van Aert che ha conquistato il terzo gradino del podio.

L’epilogo, come da tradizione per la Milano-Sanremo, si è deciso negli ultimi metri di Via Roma. Pogacar, nonostante la stanchezza e le ferite, ha lanciato la volata, resistendo al ritorno di Pidcock e tagliando il traguardo per primo al fotofinish. “Non ho molta esperienza negli sprint uno contro uno, ma sono felice che sia andata bene”, ha dichiarato a caldo, con un misto di sollievo e incredulità. “Tom è un corridore velocissimo, oggi era in grande forma, complimenti anche a lui”.

Nella storia del ciclismo: i record di un fuoriclasse

Con questo successo, Tadej Pogacar non solo sfata il tabù della Sanremo, ma continua a scrivere record su record. Si tratta della sua undicesima vittoria in una Classica Monumento, un traguardo che lo proietta al secondo posto nella classifica di tutti i tempi, al fianco di una leggenda come Roger De Vlaeminck. Davanti a lui ora c’è solo l’inarrivabile Eddy Merckx con 19 successi. Inoltre, Pogacar è diventato il quinto corridore nella storia a vincere la “Classicissima” indossando la maglia di campione del mondo, un’impresa che non riusciva dal 1983 con Giuseppe Saronni.

Questa vittoria rappresenta la quarta Monumento diversa nel suo palmarès, che ora include:

  • Giro di Lombardia (cinque volte)
  • Liegi-Bastogne-Liegi (tre volte)
  • Giro delle Fiandre (due volte)
  • Milano-Sanremo (una volta)

Per completare l’en plein e vincere tutte e cinque le Classiche Monumento, ora gli manca solo la Parigi-Roubaix. Un obiettivo che, vista la sua fame di vittorie e il suo talento sconfinato, non sembra affatto irraggiungibile.

Le reazioni e il futuro

La vittoria di Pogacar ha suscitato l’ammirazione di tutto il mondo del ciclismo. I rivali, a partire da Pidcock e Van Aert, sono stati i primi a congratularsi con lui dopo il traguardo, riconoscendone la superiorità. Anche Mathieu van der Poel, ottavo al traguardo, ha ammesso la forza dello sloveno nonostante la delusione per non aver potuto difendere il titolo. Per l’Italia, il migliore al traguardo è stato Andrea Vendrame, sesto, mentre Filippo Ganna non è riuscito a replicare il secondo posto dell’anno precedente. Il digiuno di vittorie italiane alla Sanremo sale così a otto edizioni consecutive, l’ultima firmata da Vincenzo Nibali nel 2018.

Dopo aver domato la “Classicissima”, lo sguardo di Pogacar è già rivolto ai prossimi obiettivi: il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix. Con la condizione attuale e una determinazione incrollabile, il cannibale sloveno sembra pronto a continuare la sua marcia trionfale nel pantheon dei più grandi di sempre.

Di nike

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