Un fulmine a ciel sereno squarcia l’elettrica attesa dei fan argentini. Stevie Young, nipote dell’iconico Angus Young e solida chitarra ritmica degli AC/DC, è stato ricoverato in una clinica di Buenos Aires. La notizia, diffusa dalla società di produzione locale che organizza gli eventi della band in Argentina, è arrivata come un tuono, a pochi giorni dalla prima delle tre date sold-out previste nel monumentale Estadio River Plate.

La band australiana, attualmente nel pieno della tappa latinoamericana del suo acclamato “Power Up Tour”, era appena atterrata nella capitale argentina, proveniente da un’esibizione a Santiago del Cile, quando il musicista ha accusato un malore. Sebbene la natura specifica del problema di salute non sia stata resa nota, il comunicato ufficiale ha cercato di placare gli animi dei numerosissimi fan.

Il comunicato ufficiale: “Sta bene e non vede l’ora di tornare sul palco”

La dichiarazione rilasciata alla stampa recita: “Stevie Young non si sentiva bene. Per precauzione, è stato ricoverato in un ospedale locale dove si sta sottoponendo a tutti gli accertamenti necessari”. Il messaggio prosegue con una nota di ottimismo, fondamentale per tranquillizzare un pubblico che attende il ritorno della band in Argentina dal 2009: “Stevie sta bene ed è di buon umore. Non vede l’ora di tornare sul palco lunedì“. Un portavoce del gruppo ha ribadito all’agenzia di stampa Reuters che il ricovero è avvenuto “per eccesso di cautela” e che il chitarrista, 69 anni, è sottoposto a una “serie completa di esami”.

Un tour monumentale e l’eredità degli Young

Il “Power Up Tour”, che prende il nome dall’ultimo album in studio della band pubblicato nel 2020 come tributo al compianto Malcolm Young, sta riscuotendo un successo planetario, a testimonianza di come la fiamma del rock degli AC/DC arda ancora intensamente. La tappa argentina, con tre concerti previsti per il 23, 27 e 31 marzo, rappresenta uno dei momenti culminanti del tour sudamericano, che proseguirà poi con tre date a Città del Messico in aprile. L’attesa a Buenos Aires è febbrile, con tutti i biglietti andati esauriti in pochissimo tempo, un copione già visto nel 2009 quando la band registrò un’affluenza di quasi 200.000 fan.

La figura di Stevie Young è cruciale nell’attuale incarnazione della band. Nipote dei fondatori Angus e Malcolm Young, ha raccolto il testimone dello zio Malcolm nel 2014, quando a quest’ultimo fu diagnosticata la demenza che lo portò alla scomparsa nel 2017. Stevie non è un volto nuovo per i fan più attenti: aveva già sostituito lo zio durante un tour negli Stati Uniti nel 1988, quando Malcolm era alle prese con problemi di alcolismo. Il suo ingresso ufficiale nella line-up ha garantito la continuità di quel sound granitico e inconfondibile che è il marchio di fabbrica degli AC/DC, contribuendo agli album “Rock or Bust” (2014) e “Power Up” (2020).

Il futuro immediato: concerti confermati?

Nonostante l’inevitabile preoccupazione, al momento non ci sono state comunicazioni riguardo a possibili cancellazioni o posticipi dei concerti. L’ottimismo che traspare dalle dichiarazioni ufficiali lascia ben sperare che Stevie Young possa essere regolarmente sul palco per la prima data di lunedì 23 marzo. La band, nella sua lunga e gloriosa storia, ha sempre dimostrato una resilienza straordinaria di fronte alle avversità, forgiata da decenni di rock ‘n’ roll senza compromessi. La formazione attuale, oltre ai fratelli Young, vede Brian Johnson alla voce, Matt Laug alla batteria e Chris Chaney al basso.

I fan di tutto il mondo, e in particolare quelli argentini, restano con il fiato sospeso, inviando messaggi di supporto al chitarrista e sperando che il fulmine che ha colpito Buenos Aires si trasformi presto nell’energia travolgente di un riff di chitarra, quello inconfondibile degli AC/DC.

Di euterpe

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