Parigi si veste di luce e colore per celebrare uno dei suoi figli più illustri, Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), l’artista che ha saputo imprimere sulla tela l’essenza stessa della felicità. In un’occasione di festa, il Musée d’Orsay festeggia il suo 40° anniversario con un grandioso omaggio al maestro impressionista, attraverso due mostre gemelle, vicine e profondamente complementari: ‘Renoir et l’amour. La modernité heureuse (1865-1885)’ e ‘Renoir dessinateur’. Un evento culturale di portata internazionale che trasforma la magnifica ex stazione ferroviaria, magistralmente riconvertita dall’architetta italiana Gae Aulenti, nel cuore pulsante della Parigi di fine Ottocento.

Un inno all’amore e alla modernità felice

La prima esposizione, ‘Renoir et l’amour. La modernité heureuse (1865-1885)’, visitabile fino al 19 luglio, rappresenta la più importante retrospettiva dedicata all’artista in Francia degli ultimi quarant’anni. Curata da Anne Distel e Paul Perrin, la mostra è un viaggio immersivo nei primi vent’anni della carriera di Renoir, un periodo di straordinaria fecondità in cui il pittore definisce il suo linguaggio unico, intriso di una luminosità vibrante e di una sensualità delicata. Attraverso circa cinquanta capolavori provenienti da prestigiose collezioni internazionali, si esplora il tema dell’amore in tutte le sue declinazioni: romantico, amicale, filiale, ma soprattutto come forza propulsiva delle relazioni umane e della nuova socialità urbana.

Lontano dalle cupe rappresentazioni della rivoluzione industriale di alcuni suoi contemporanei, Renoir sceglie di posare il suo sguardo su una “modernità felice”. Le sue tele sono popolate da figure colte in momenti di spensierata convivialità: dai balli popolari alle gite in campagna, dalle conversazioni nei caffè parigini ai pomeriggi trascorsi lungo le rive della Senna. Opere iconiche come il ‘Bal du Moulin de la Galette’, gioiello della collezione permanente del museo, e ‘La colazione dei canottieri’, eccezionalmente prestato dalla Philips Collection di Washington D.C., tornano a dialogare, restituendo l’atmosfera vivace e complice della Parigi dell’epoca. Altri prestiti illustri, come ‘La Danse à Bougival’ dal Museum of Fine Arts di Boston, arricchiscono un percorso che celebra la pittura come “qualcosa di amorevole, gioioso e bello”, secondo le parole dello stesso artista.

La mostra, realizzata in partenariato con la National Gallery di Londra e il Museum of Fine Arts di Boston, dove approderà dopo la tappa parigina, svela come dietro l’apparente leggerezza si celi una profonda riflessione sulla trasformazione dei rapporti sociali e sulla nascente libertà di costumi.

Renoir disegnatore: il rigore dietro la spontaneità

Perfettamente complementare alla prima, la mostra ‘Renoir dessinateur’, aperta fino al 5 luglio, getta una luce nuova su un aspetto meno noto ma fondamentale della produzione dell’artista. Per la prima volta, un’esposizione si concentra in modo sistematico sull’importanza delle arti grafiche nel processo creativo di Renoir, svelando il legame intimo che unisce dipinti e opere su carta. Attraverso un centinaio di lavori raramente esposti – tra disegni, pastelli, acquerelli e schizzi preparatori – provenienti da tutto il mondo, emerge un artista metodico e riflessivo.

Questa sezione, organizzata in collaborazione con la Morgan Library & Museum di New York, demolisce il mito di un Renoir puramente istintivo, mostrando come la sua celebre spontaneità pittorica fosse in realtà il frutto di uno studio rigoroso e di un’instancabile ricerca sulla forma e sulla struttura della figura. Particolarmente significativo è il periodo a partire dagli anni ’80 del XIX secolo, quando Renoir, allontanandosi progressivamente dall’Impressionismo, si dedica con nuovo vigore al disegno, ispirandosi ai maestri del Rinascimento come Raffaello. La sanguigna, con la sua capacità di modellare i corpi con una precisione sensuale, diventa una delle sue tecniche predilette, come testimoniato da studi che suscitarono l’ammirazione di artisti come Picasso.

Un anniversario in grande stile

Queste due mostre non sono solo un’occasione per riscoprire un gigante della storia dell’arte, ma rappresentano anche il culmine delle celebrazioni per il 40° anniversario del Musée d’Orsay. Inaugurato nel 1986, il museo è esso stesso un capolavoro, frutto della geniale visione dell’architetta Gae Aulenti, che seppe trasformare la Gare d’Orsay in uno scrigno d’arte, preservandone la maestosa struttura industriale e integrandola con un percorso espositivo innovativo. Per festeggiare questa importante ricorrenza, il museo ha previsto un ricco programma di eventi, tra cui uno spettacolare show immersivo nella navata centrale, che unisce arte, scienza e musica, trasformando l’architettura in un “teatro vivente”.

L’omaggio a Renoir si inserisce perfettamente in questo contesto celebrativo, offrendo ai visitatori un’esperienza culturale profonda e sfaccettata. Un’immersione totale nella bellezza, nella gioia di vivere e nella complessità di un artista che, come pochi altri, ha saputo catturare l’anima luminosa della modernità.

Di euterpe

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