TESERO (TRENTO) – Una medaglia voluta, sudata, conquistata con il cuore e con i muscoli. Giuseppe “Beppe” Romele ha regalato all’Italia l’ennesima gioia di queste Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, conquistando uno splendido bronzo nella 20 km sitting di sci di fondo. Sulle nevi difficili del Centro del Fondo di Tesero, in Val di Fiemme, l’atleta camuno ha sfoderato una prestazione di incredibile tenacia, gestendo le energie in una delle gare più dure del programma e chiudendo in 53’17″1. Un risultato che porta a 15 il bottino complessivo della spedizione azzurra, un patrimonio di successi che testimonia la forza di un movimento in continua crescita.

La medaglia di Romele, la seconda per lui a livello paralimpico dopo il bronzo nella 10 km di Pechino 2022, è arrivata al termine di una gara estenuante. L’azzurro ha saputo resistere al ritorno degli avversari, superando anche una caduta al quarto giro che non ha scalfito la sua determinazione. “Sono stati i dieci giorni più complessi della mia carriera, sognavo questa medaglia in casa sin da Pechino, tutto quello che abbiamo fatto è andato a buon fine, più di così non potevo fare“, ha dichiarato a caldo un emozionato Romele ai microfoni della Rai. “Ho dimostrato di non mollare“. E non ha mollato davvero, spingendo fino all’ultimo centimetro di quei ventimila metri, come sottolineato anche dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

L’elogio del Ministro Abodi: “Esempio di determinazione e resilienza”

Immediato e sentito è arrivato il plauso del Ministro Andrea Abodi, che attraverso un post su X ha celebrato l’impresa dell’atleta bresciano: “Sono 15! Il bronzo di Giuseppe Romele nella 20km sitting nello sci di fondo aumenta il patrimonio di medaglie paralimpiche dell’Italia. Che spettacolo Giuseppe; hai rincorso questo podio, l’hai voluto con tutto te stesso, te lo sei sudato e proprio nella competizione più faticosa è arrivato“.

Le parole di Abodi hanno evidenziato le qualità umane e atletiche di Romele: “Oggi hai confermato il tuo essere esempio di determinazione, resistenza e resilienza, hai lottato e stretto i denti, sei caduto e ti sei rialzato, non hai mollato mai e hai dato fondo a ogni tua energia, fisica, mentale e morale“. Il Ministro ha inoltre ricordato la polivalenza di Romele, capace di esprimersi ad altissimi livelli anche nel triathlon, disciplina in cui ha partecipato alle Paralimpiadi estive di Parigi 2024. “Grazie Giuseppe!“, ha concluso Abodi, facendosi portavoce dell’orgoglio di un’intera nazione.

Una carriera multiforme all’insegna della passione

La storia di Giuseppe Romele è un inno alla perseveranza. Nato a Pisogne nel 1992 con un’ipoplasia femorale bilaterale, una rara patologia congenita che non permette il pieno sviluppo degli arti inferiori, non si è mai arreso. La sua carriera sportiva è un viaggio attraverso diverse discipline, sempre alla ricerca di nuove sfide.

  • Nuoto: I primi successi arrivano in piscina, dove nel 2006 vince il titolo italiano nei 50 metri stile libero.
  • Triathlon: Una disciplina che richiede una resistenza straordinaria e in cui Romele ha sfiorato la qualificazione per Rio 2016, per poi centrare l’obiettivo di Parigi 2024.
  • Sci di fondo: L’amore per la neve è scoccato nel 2016. Da lì è iniziata una scalata che lo ha portato ai vertici mondiali, con due ori iridati e ora due bronzi paralimpici.

Amo molto gli sport di fatica, che richiedono grande resistenza“, ha raccontato lo stesso Beppe, spiegando come il triathlon sia stato fondamentale anche per la preparazione invernale. Vincere una medaglia in casa, a Milano Cortina, era il suo “sogno sportivo più grande“, un sogno diventato splendida realtà.

Una gara tattica e di carattere

La 20 km di Tesero ha visto il trionfo del russo Ivan Golubkov (51’55″0), seguito dal cinese Mao Zhongwu. Romele ha condotto una gara tatticamente perfetta, gestendo il ritmo e mantenendo la concentrazione anche nei momenti più difficili. “Dal terzo giro in poi ho continuato a pensare che doveva arrivare e poi all’ultimo giro mi sono sbloccato“, ha spiegato l’azzurro, che dopo il quarto posto beffa nella 10 km per soli due decimi, cercava un riscatto. Un riscatto arrivato con gli interessi, davanti a un pubblico in delirio che lo ha spinto fino al traguardo.

L’Italia chiude così delle Paralimpiadi da record, con un medagliere finale di 16 podi (7 ori, 7 argenti e 2 bronzi), superando lo storico risultato di Lillehammer 1994. Un successo frutto del talento di atleti straordinari come Giuseppe Romele, capaci di trasformare la fatica in trionfo e di ispirare con la loro incredibile forza di volontà.

Di nike

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