Come un ponte gettato tra le rive del passato e quelle incerte del futuro, l’M9 – Museo del ‘900 di Mestre (Venezia) inaugura una nuova, audace rotta nel suo viaggio narrativo. Nasce “M9 Contemporaneo”, non uno spazio fisico definito, ma un’identità progettuale diffusa, un contenitore di idee destinato ad accogliere le espressioni artistiche del nostro tempo. Questa iniziativa si propone di tessere un dialogo fecondo tra la memoria del secolo scorso, cuore pulsante dell’esposizione permanente del museo, e le urgenze, le domande e le visioni del presente.

Il debutto di questo ambizioso progetto, visitabile dal 13 marzo al 12 aprile 2026, si articola in due percorsi espositivi complementari, due sguardi convergenti sulla nostra epoca che abitano differenti spazi del museo. Un’apertura che segna un’evoluzione significativa per l’istituzione mestrina, rafforzando il suo ruolo di osservatorio attivo sulla contemporaneità, come sottolineato dalla direttrice Serena Bertolucci. “M9 è un museo che, per vocazione, interroga il passato per offrire chiavi di lettura sul presente”, ha dichiarato Bertolucci. “M9 Contemporaneo nasce dalla necessità di formalizzare questa tensione costante, guardando ai linguaggi odierni dell’arte quali estensione naturale del racconto del Novecento che portiamo avanti nella esposizione permanente”.

Risonanze Invisibili: Michelangelo Penso e l’arte che svela la scienza

Nella sala M9 Orizzonti, al primo piano, prende forma l’universo poetico e sensoriale di Michelangelo Penso con la sua personale dal titolo “Risonanze invisibili”. Curata da Leo Lecci, professore di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Genova, e realizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane, la mostra presenta tre imponenti installazioni site specific che traducono la complessità della ricerca scientifica in esperienza estetica. L’artista veneziano, classe 1964, esplora da anni le connessioni tra arte e scienza, rendendo visibile l’invisibile, dal mondo della microbiologia alle molecole di DNA.

Il percorso espositivo si apre con Cronòtopo, un’opera ispirata al concetto fisico di spazio a quattro dimensioni e all’estetica dell’osservatorio gravitazionale VIRGO. Attraverso una struttura di campane di vetro e gomma che rappresentano gli otto pianeti del sistema solare, l’installazione reagisce alla presenza del visitatore: la massa corporea attiva sensori che innescano suoni e luci, rendendo udibili le frequenze orbitali dei pianeti. Segue Magnetic Nanoparticles Genesis, frutto della collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che trasforma in un’esperienza multisensoriale le ricerche mediche sulle nanoparticelle magnetiche. Infine, Sirtuine, già esposta al Palais de Tokyo di Parigi, traspone in forma macroscopica le proteine responsabili della riparazione del DNA attraverso una complessa architettura di cerchi metallici e fibre sintetiche.

La serena inquietudine del territorio: il paesaggio veneto in trasformazione

Parallelamente, lo spazio M9 Passaggi, nel corridoio del secondo piano, ospita la mostra collettiva “La serena inquietudine del territorio”, con il sottotitolo Into the Land. L’esposizione è l’emanazione di un progetto omonimo nato nel 2016 come laboratorio virtuale su iniziativa del fotografo Giovanni Cecchinato. Evolutosi in una piattaforma interdisciplinare che coinvolge fotografi, scrittori, architetti e giornalisti, il laboratorio indaga con costanza i mutamenti del paesaggio.

Realizzata con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Venezia e la collaborazione dell’architetto Alessandro Angeli, la mostra presenta una selezione di opere estratte da progetti fotografici più ampi che esplorano le trasformazioni silenziose e le tensioni della geografia veneta contemporanea. La narrazione visiva oscilla tra un’interpretazione poetica e una tensione documentaria, seguendo a tratti la tradizione dei “New Topographics” americani nell’analisi rigorosa del rapporto tra intervento umano e ambiente. In altri casi, prevale uno sguardo autoriale capace di trasfigurare artisticamente il paesaggio osservato, offrendo così una profonda riflessione sulla nostra identità territoriale.

Un museo come ecosistema culturale

Con “M9 Contemporaneo”, il museo di Mestre, inaugurato nel 2018 come avanguardistico centro multimediale dedicato al Novecento italiano, compie un passo decisivo. Sotto la guida di Serena Bertolucci, in carica dal gennaio 2024, l’istituzione mira a consolidarsi come un luogo di cultura inclusivo e accessibile, un “terzo luogo” dove la storia si intreccia con la sensibilità contemporanea per aiutarci a decifrare le complessità del mondo in cui viviamo. Questa nuova progettualità si inserisce in una visione che intende l’arte e la fotografia come fonti privilegiate di interpretazione tanto della storia quanto del nostro presente, creando un ponte dialogico continuo tra l’esposizione permanente e le proposte temporanee. L’ingresso alle mostre di “M9 Contemporaneo” è incluso nel biglietto del museo o acquistabile separatamente al costo di 5 euro.

Di euterpe

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