TORINO – Una vittoria per respirare, per allontanare gli spettri e per rispondere sul campo, nel modo più fragoroso. Il Torino di Roberto D’Aversa schianta il Parma con un perentorio 4-1 nell’anticipo della 29ª giornata di Serie A e compie un balzo forse decisivo verso la salvezza. In un Olimpico Grande Torino semi-deserto per la protesta della tifoseria contro la presidenza, i granata hanno saputo soffrire, reagire e infine dilagare, trascinati da un Giovanni Simeone in stato di grazia e da un Nikola Vlasic ispiratore di ogni manovra offensiva. A macchiare una serata di festa sportiva, però, sono le dure parole del presidente Urbano Cairo, che a fine gara ha voluto condannare le vili minacce di morte ricevute nei giorni scorsi a Masio, suo paese d’origine in provincia di Alessandria.

LA CRONACA: UN TORO A DUE VELOCITÀ

D’Aversa, che aveva definito la sfida un “match ball salvezza”, sorprende inizialmente lasciando in panchina Zapata per dare spazio ad Adams al fianco di Simeone, con Vlasic a supporto. La scelta si rivela subito azzeccata: dopo neanche tre minuti, proprio un’azione insistita di Vlasic libera in area il Cholito, che con un destro fulmineo trafigge un incerto Suzuki sotto le gambe per l’immediato 1-0. Sembra l’inizio di una serata in discesa, ma il Parma di Cuesta, pur privo di pedine importanti e costretto a rinunciare a Cremaschi per infortunio dopo appena 11 minuti, non si scompone. I ducali alzano il baricentro e al 20′ trovano il meritato pareggio: Strefezza pennella un cross perfetto dalla sinistra per la testa di Mateo Pellegrino, che svetta più in alto di tutti e insacca alle spalle di Paleari. Per l’attaccante argentino si tratta di una sentenza, al suo quinto centro in tre partite contro i granata.

La prima frazione si chiude in equilibrio, con il Toro che fatica a ritrovare il bandolo della matassa. Ma è nella ripresa che la partita cambia volto. I granata rientrano dagli spogliatoi con un’altra determinazione, un’altra “cattiveria agonistica”, come sottolineerà poi Cairo. E in due minuti la pratica è archiviata. Al 54′ sugli sviluppi di un corner, una conclusione potente di Adams viene deviata da Ilkhan quel tanto che basta per beffare Suzuki. Passano appena 120 secondi e il Toro cala il tris: Simeone, lanciato in profondità, scarica un destro potentissimo che si stampa sulla traversa; sulla sfortunata ribattuta, il pallone carambola addosso a Mandela Keita e si insacca per il più beffardo degli autogol. È il colpo del k.o. per il Parma, che non riesce più a reagire.

Nel finale, c’è gloria anche per il subentrato Duván Zapata. Al 91′, il colombiano si inventa un destro imprendibile dal limite dell’area che si infila all’incrocio, fissando il risultato sul definitivo 4-1. Una rete spettacolare che chiude una serata perfetta per i colori granata.

ANALISI TATTICA: LA SVOLTA DI D’AVERSA NELL’INTERVALLO

Il 4-1 finale potrebbe far pensare a una partita a senso unico, ma non è stato così, specialmente nel primo tempo. Il Parma, schierato con un 3-5-2 compatto, ha messo in difficoltà il Torino, riuscendo a imbrigliare le fonti di gioco granata e a ripartire con pericolosità. La mossa di D’Aversa di schierare Adams e Simeone insieme, con Vlasic trequartista, mirava a dare più peso e imprevedibilità all’attacco. Se in avvio la scelta ha pagato con il gol lampo, col passare dei minuti i meccanismi si sono inceppati.

La vera mossa vincente del tecnico granata è arrivata durante l’intervallo. Il Torino è rientrato in campo con un’aggressività diversa, alzando la pressione e la velocità di circolazione della palla. Questa ritrovata intensità ha mandato in tilt la retroguardia del Parma, che ha commesso due ingenuità decisive in rapida successione. La capacità di D’Aversa di leggere la partita e correggere in corsa si è rivelata fondamentale, dimostrando come la sua guida stia iniziando a plasmare la squadra.

  • Possesso palla: Torino 52% – Parma 48%
  • Tiri totali: Torino 15 – Parma 8
  • Tiri in porta: Torino 7 – Parma 3

LE PAROLE DI CAIRO: “PARLIAMO DI CALCIO, NON DI GUERRE”

A fine partita, il presidente Urbano Cairo ha messo da parte la gioia per la vittoria per affrontare un tema ben più serio e doloroso. “Siamo contenti, ma voglio parlare d’altro: quelle scritte sono una roba veramente brutta”, ha esordito il patron granata. Il riferimento è alle minacce di morte apparse sui muri del cimitero di Masio, in provincia di Alessandria, paese d’origine dei suoi genitori. “Ci sono bambini che a Masio o a Quattordio leggono queste cose, mentre in giro ci sono guerre. Dobbiamo ricordarci che parliamo del gioco del calcio”, ha continuato Cairo con amarezza. “Prima o poi venderò il Toro, ma se questo è l’ambiente può cambiare davvero poco. Sono dispiaciuto per chi ha fatto quelle scritte, sono persone messe davvero male”. Un messaggio forte e chiaro contro un clima d’odio che non può e non deve trovare spazio nel mondo dello sport.

IMPLICAZIONI DI CLASSIFICA

Con questa vittoria, la seconda consecutiva in casa, il Torino sale a 33 punti in classifica, portandosi a +9 sulla Cremonese terzultima (con una partita in meno) e a una sola lunghezza proprio dal Parma. Un margine rassicurante che permette ai granata di guardare con più serenità al finale di stagione. Per il Parma, invece, si tratta di una brusca frenata dopo cinque risultati utili consecutivi, ma il vantaggio di 10 punti sulla zona retrocessione resta comunque confortante.

Di nike

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