TORINO – “Nell’arco di un campionato ci sono partite fondamentali, e quella contro il Parma è una di queste: per noi è un primo match ball per avvicinarci alla salvezza”. Parole nette, decise, che non lasciano spazio a interpretazioni. A pronunciarle è Roberto D’Aversa, allenatore di un Torino che si appresta a vivere una delle serate più delicate della sua stagione. Domani sera, allo stadio Olimpico Grande Torino, arriva un Parma che evoca dolci ricordi per il tecnico granata, ma il presente impone di cancellare ogni sentimentalismo.
PASSATO E PRESENTE: D’AVERSA CONTRO LA SUA CREATURA
Per Roberto D’Aversa, la partita contro il Parma non sarà mai una come le altre. Sulla panchina dei ducali ha vissuto il suo “miglior periodo da allenatore”, come lui stesso ha ammesso, protagonista di una cavalcata memorabile dalla Serie C alla Serie A tra il 2016 e il 2020. Un’impresa che ha lasciato un segno indelebile nella sua carriera e nel cuore dei tifosi gialloblù. “In Emilia ho vissuto il mio miglior periodo da allenatore”, ha ricordato in conferenza stampa, “ma non c’è spazio per le emozioni, è una partita da vincere”. Un concetto ribadito con forza, a sottolineare l’urgenza del momento per un Torino che naviga nelle zone basse della classifica e ha un disperato bisogno di punti per allontanarsi dalla zona retrocessione. La concentrazione è massima sull’obiettivo, perché come ha detto D’Aversa, “l’importanza di domani è fondamentale per la classifica”.
LE CHIAVI TATTICHE E LE SCELTE DI FORMAZIONE
Il tecnico granata sembra orientato a confermare il modulo 3-4-1-2 che ha caratterizzato le ultime uscite. In vista della sfida, D’Aversa ha però ammesso di avere diversi dubbi di formazione, sintomo di una squadra in crescita e di una maggiore competitività interna. Una delle tentazioni più grandi riguarda l’attacco, con la possibile inclusione dal primo minuto di Ché Adams, definito dal tecnico “molto tecnico” e in grado di “risolvere una gara come quella di domani”. Nonostante l’attaccante scozzese non abbia i 90 minuti nelle gambe, la sua presenza potrebbe essere cruciale, magari in una staffetta con Zapata o Simeone. In difesa, la solidità sarà fondamentale per arginare l’attacco parmense. A centrocampo, la coppia Gineitis-Prati sembra in vantaggio, ma le alternative non mancano. “Non bisogna avere la frenesia di vincerla, ci sono 95 minuti”, ha ammonito D’Aversa, indicando la pazienza e la qualità tecnica come elementi chiave per scardinare un avversario che concede pochi spazi.
UN GRANDE TORINO DESERTO: LA PROTESTA CONTINUA
A rendere il clima ancora più surreale e teso ci sarà l’assenza del cuore pulsante del tifo granata. Le due curve dello stadio rimarranno nuovamente vuote, come annunciato dai gruppi della tifoseria organizzata. La protesta contro la gestione del presidente Urbano Cairo prosegue senza sosta e si è intensificata nelle ultime settimane con striscioni e cartelli apparsi in varie zone della città, raffiguranti il presidente come un pagliaccio. Un dissenso che ormai si è esteso anche ad altri stadi d’Italia, dove i cori anti-Cairo sono diventati un triste ritornello. “La situazione è questa, ci darebbero una grande mano ma noi pensiamo al campo affinché un giorno tornino a dare il loro enorme contributo”, è stato il commento laconico di D’Aversa, consapevole di dover fare a meno di una spinta fondamentale in un momento così critico. Il gruppo Torino Hooligans ha annunciato che la protesta continuerà ad oltranza per tutte le restanti partite casalinghe, derby compreso, accusando la presidenza di aver “calpestato il glorioso passato” del club.
OBIETTIVO SALVEZZA: UNA VITTORIA PER RESPIRARE
La classifica attuale vede il Torino in una posizione precaria, con la necessità impellente di fare punti per non essere risucchiato nella lotta per non retrocedere. La partita contro il Parma assume quindi i contorni di uno spartiacque stagionale. Una vittoria permetterebbe ai granata di tirare un sospiro di sollievo e guardare con più fiducia al futuro. D’Aversa lo sa bene e per questo ha caricato i suoi, definendo la gara un “match ball”. Un’occasione da non fallire, per la classifica, per il morale e per cercare, almeno sul campo, di regalare una gioia a quei tifosi che, pur assenti fisicamente, faranno sentire il loro peso emotivo.
