PISA – Un’aria pesante, carica di tensione ma anche di un’orgogliosa voglia di riscatto. È quella che si respira in casa Pisa alla vigilia di una delle partite più delicate della stagione. Domani, all’Arena Garibaldi, arriva il Cagliari per uno scontro diretto che sa di ultima spiaggia per i nerazzurri, desolatamente ultimi in classifica e con l’obbligo categorico di conquistare i tre punti per alimentare le residue speranze di salvezza. A suonare la carica, nella consueta conferenza stampa pre-partita, è il tecnico Oscar Hiljemark, subentrato da cinque giornate all’esonerato Alberto Gilardino. Lo svedese, ex centrocampista con un passato in Italia tra Palermo e Genoa, non usa mezzi termini per descrivere il momento, ma allo stesso tempo cerca di infondere fiducia in un ambiente scosso dagli ultimi risultati negativi.
IL PESO DELLA SCONFITTA CON LA JUVENTUS E IL LAVORO SULLA MENTE
Le scorie della pesante sconfitta subita contro la Juventus si fanno ancora sentire. “Dopo la sconfitta con la Juventus è stata dura ripartire: abbiamo dovuto fare un lavoro mentale e adesso dobbiamo stare concentrati partita su partita, poi faremo i conti alla fine“, ha ammesso senza giri di parole Hiljemark. Il tecnico ha sottolineato come l’inizio della settimana sia stato particolarmente difficile, con un contraccolpo psicologico evidente nel gruppo. “Abbiamo vissuto un duro inizio di settimana. La sensazione non era positiva“, ha confidato ai giornalisti. Per questo, gran parte del lavoro si è concentrato sull’aspetto psicologico, nel tentativo di “cambiare atteggiamento” e ritrovare quella solidità mentale venuta a mancare. Contro i bianconeri, ha spiegato, “siamo durati cinquanta minuti“, un crollo che non dovrà ripetersi.
FUTURO IN BILICO E MESSAGGIO ALLA SQUADRA: “NESSUN POSTO GARANTITO”
Con una situazione di classifica così compromessa, le domande sul suo futuro sulla panchina del Pisa, anche in caso di retrocessione, sono inevitabili. Hiljemark, però, glissa con pragmatismo: “Non esiste la garanzia nel calcio, io penso solo a domani“. Parole che testimoniano la sua totale concentrazione sul presente, sull’impegno imminente che potrebbe decidere le sorti di un’intera stagione. Sebbene il suo contratto lo leghi al club anche per la prossima stagione, la sua permanenza non è scontata. Un messaggio chiaro, che si estende a tutta la rosa. L’allenatore svedese ha voluto mandare un avvertimento ai suoi giocatori, sottolineando come la meritocrazia sia l’unico criterio di scelta: “Nessuno ha il posto garantito, il calcio è così“.
Per esemplificare il concetto, ha citato alcuni casi specifici: “Touré ha iniziato a giocare tanto poi Leris ha fatto bene. Tramoni sa le cose che voglio, se fa le cose bene in allenamento ha possibilità di giocare come tutti. Akinsanmiro ha tante caratteristiche per il mio gioco, ma altri fanno meglio di lui al momento“. Un modo per tenere tutti sulla corda e stimolare una sana competizione interna, fondamentale per uscire da questo periodo buio.
LA RICERCA DELLA QUALITÀ IN ATTACCO E IL RISPETTO PER IL CAGLIARI
Il vero tallone d’Achille di questo Pisa sembra essere la fase offensiva. Un problema che Hiljemark ha identificato chiaramente e su cui sta lavorando incessantemente. “Abbiamo bisogno di maggiore qualità in attacco, perché continuiamo a non vincere e il nostro modo di giocare nei 90 minuti deve cambiare“, ha dichiarato. La mancanza di gol è un fardello pesante, che incide sui risultati e sul morale della squadra. Serve un cambio di passo, una maggiore incisività negli ultimi trenta metri per capitalizzare le occasioni create.
Infine, uno sguardo agli avversari di domani. Il Cagliari è una squadra temibile, soprattutto nel reparto avanzato. “È una buona squadra, in fase offensiva è sempre molto pericolosa. Abbiamo grande rispetto per loro come per tutti gli avversari“, ha affermato il tecnico nerazzurro. Tuttavia, il rispetto non si traduce in timore reverenziale. Hiljemark è convinto che il suo Pisa, se giocherà con la giusta intensità e organizzazione, abbia tutte le carte in regola per mettere in difficoltà i sardi, come già accaduto in passato contro avversari di alto livello come Milan e Bologna. “Se faremo bene potremo creargli tanti problemi“, è la chiosa finale, un grido di battaglia per una squadra che non ha ancora intenzione di arrendersi.
