LONDRA – In un mondo sempre più complesso, dove le decisioni economiche influenzano capillarmente la vita di ogni individuo, l’analfabetismo in materia può trasformarsi in una pericolosa vulnerabilità. È questo il monito e al contempo l’invito lanciato dall’ex ministra del Lavoro, l’economista Elsa Fornero, dalla prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra. In occasione della serata inaugurale della tappa britannica del XXV Festival del Libro Possibile, Fornero ha presentato il suo ultimo saggio, “Conoscere l’economia per scegliere meglio” (Laterza), scritto a quattro mani con la collega economista Anna Lo Prete.

Dialogando con il giornalista Luigi Ippolito, l’ex ministra ha delineato con lucidità il principio cardine che anima il volume: fornire ai cittadini gli strumenti concettuali di base per decifrare la realtà economica e, di conseguenza, operare scelte più consapevoli e libere. “Puoi anche non occuparti di economia, ma l’economia si occuperà di te”, ha esordito, citando un noto adagio per sottolineare come l’ignoranza in questo campo non sia una scelta neutrale, ma una rinuncia che lascia campo libero a chi governa di decidere per noi.

Un’arma contro il populismo dilagante

Secondo Fornero, l’alfabetizzazione economica non è solo una questione di finanza personale, ma un pilastro fondamentale della partecipazione democratica. In un’epoca segnata dall’ascesa di narrazioni populiste che offrono soluzioni semplicistiche a problemi complessi, la conoscenza dei meccanismi economici diventa un potente antidoto. “L’analfabetismo economico aggrava i nostri problemi”, ha affermato con vigore, “e consente a chi ci governa di scegliere per noi”. Per questo, ha aggiunto, “è necessario anche in campo economico impadronirsi di una conoscenza di base per orientare le nostre scelte”. Il libro si propone dunque come un manuale di “cittadinanza attiva”, volto a colmare un vuoto formativo che rende i cittadini più esposti alla demagogia.

Il Festival del Libro Possibile: un ponte culturale tra Puglia e Regno Unito

L’evento londinese segna l’apertura delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario del Festival del Libro Possibile, la rinomata kermesse culturale nata a Polignano a Mare e diretta con passione da Rosella Santoro. Per il secondo anno consecutivo, il festival ha scelto di inaugurare la sua edizione nella capitale britannica, in una tre giorni (10-12 marzo) realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, diretto da Francesco Bongarrà. Questa tappa internazionale, che si svolge in concomitanza con la London Book Fair, uno dei più importanti appuntamenti editoriali al mondo, testimonia la vocazione del festival a creare un dialogo fecondo tra la cultura italiana e il panorama globale. Il programma londinese ha visto la partecipazione di autorevoli voci nazionali e internazionali, tra cui gli scrittori Burhan Sonmez, Ali Smith, Geoff Dyer, e gli italiani Daria Bignardi, Paolo Taticchi e Mario Tozzi.

Disparità di genere e generazionali: una battaglia (anche) culturale

Una parte significativa dell’intervento di Elsa Fornero è stata dedicata a due nodi cruciali del mercato del lavoro italiano: le difficoltà incontrate dai giovani e la persistente disparità di genere. L’ex ministra ha evidenziato come, nonostante i progressi, nel mondo del lavoro esista ancora “il segmento molto protetto del maschio adulto”, a discapito delle nuove generazioni e, soprattutto, delle donne.

Per quanto riguarda le donne, Fornero ha puntato il dito contro un radicato problema culturale. “Resiste ancora la convinzione che la donna debba lavorare solo se necessario, altrimenti è meglio che si occupi della cura in famiglia”. Una visione anacronistica che, secondo l’economista, mina alla base l’autonomia femminile. “Il lavoro è fondamentale per l’autonomia economica e finanziaria delle donne”, ha scandito. “Se non sei autonoma, non sei libera di scegliere e c’è chi lo fa per te, esercitando su di te un potere che a volte si trasforma in violenza”. Un messaggio forte e chiaro che lega indissolubilmente l’indipendenza economica alla libertà personale e alla lotta contro la violenza di genere.

L’istruzione come investimento per il futuro

La chiave di volta per scardinare queste dinamiche e costruire una società più equa e prospera risiede, per Elsa Fornero, nell’investimento in formazione e istruzione. “La parte preponderante di ciò che succede dopo nella vita dipende da quanto riceviamo e quanto riusciamo ad assorbire prima”, ha dichiarato, sottolineando il valore dell’apprendimento come il più cruciale degli investimenti nel “ciclo di vita” di una persona. Un’istruzione di qualità non solo apre le porte a migliori opportunità professionali, ma fornisce anche quella capacità critica indispensabile per essere cittadini sovrani e consapevoli delle proprie scelte, economiche e non.

Di euterpe

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