NAPOLI – Una serata dalle emozioni forti, contrastanti, come solo il calcio sa regalare. Dal gelo di uno svantaggio immediato al calore di una rimonta orchestrata dal genio purissimo di Kevin De Bruyne. Dalla gioia per una vittoria fondamentale alla paura che gela il sangue nelle vene per un avversario che si accascia al suolo. Il Napoli di Antonio Conte batte il Lecce 2-1, prosegue la sua marcia verso un posto nella prossima Champions League, ma l’immagine che resta impressa nella mente è quella dei soccorsi a Lameck Banda, che hanno tenuto con il fiato sospeso l’intero stadio “Diego Armando Maradona”. Fortunatamente, le notizie post-partita hanno allontanato gli incubi peggiori.
UN LECCE CORAGGIOSO GELA IL MARADONA
Chi si aspettava un Napoli arrembante e un Lecce remissivo è stato servito. La squadra di Eusebio Di Francesco si presenta a Fuorigrotta con un piano tattico audace e una personalità spiccata, mettendo in grave difficoltà i padroni di casa sin dalle prime battute. Dopo appena due minuti, il risultato è già sbloccato: da un calcio d’angolo battuto da Gallo, il difensore Siebert svetta più in alto di tutti, compreso Anguissa, e con un perentorio colpo di testa trafigge Meret. È lo 0-1 che ammutolisce il pubblico e manda in confusione la retroguardia azzurra. Per tutto il primo tempo, il Napoli appare irriconoscibile: lento, prevedibile, incapace di trovare varchi nella solida e organizzatissima difesa salentina. Il pressing alto degli uomini di Di Francesco imbriglia la costruzione dal basso dei partenopei, con i centrocampisti costantemente schermati e gli esterni offensivi, Politano e Alisson, isolati e inefficaci. Il Lecce, tutt’altro che pago del vantaggio, continua a spingere, collezionando calci d’angolo (saranno sei nella prima frazione) e creando apprensione ogni volta che la palla arriva in area di rigore. In un’azione fotocopia di quella del gol, è Gabriel a staccare indisturbato, ma la sua incornata finisce alta di poco. L’unico vero squillo del Napoli arriva solo nel finale di tempo, con una conclusione di Politano che si spegne sul fondo, dando solo l’illusione del gol.
LA SVOLTA DI CONTE: ENTRA DE BRUYNE E CAMBIA LA MUSICA
Al rientro dagli spogliatoi, Antonio Conte non perde tempo e ridisegna la sua squadra. Fuori un impalpabile Anguissa e un deludente Elmas, dentro la fisicità di McTominay e, soprattutto, la classe cristallina di Kevin De Bruyne. Una mossa che si rivela decisiva e che cambia radicalmente l’inerzia della partita. Al belga, rientrato da un lungo infortunio alla gamba che lo ha tenuto lontano dai campi per cinque mesi, bastano pochi secondi per accendere la luce. Dopo appena 50 secondi, un suo movimento a creare spazio favorisce la verticalizzazione di Gilmour per Politano; l’esterno italiano mette al centro un pallone teso e preciso su cui si avventa Rasmus Hojlund, che anticipa Siebert e deposita in rete il gol del pareggio. È l’1-1 che scuote il Napoli e il suo pubblico.
Con De Bruyne in cabina di regia, la manovra azzurra acquista fluidità, velocità e imprevedibilità. Il fuoriclasse belga detta i tempi, inventa traiettorie impensabili e mette costantemente i compagni nelle condizioni di far male. Alisson, nullo nel primo tempo, viene servito due volte dal compagno e sfiora il gol in entrambe le occasioni. Il Lecce, che aveva controllato la partita con maestria, ora è in affanno, costretto ad abbassare il proprio baricentro sotto i colpi di un Napoli trasformato.
IL GOL VITTORIA E LA GRANDE PAURA PER BANDA
Il gol del sorpasso è nell’aria e arriva puntuale al 21′ della ripresa. Ancora una volta, lo zampino è quello di De Bruyne. Il suo calcio d’angolo velenoso viene deviato di testa da Gandelman; sul secondo palo, appostato come un falco, c’è Matteo Politano, che con un preciso rasoterra insacca il pallone del 2-1, completando la rimonta.
La partita sembra ormai indirizzata, ma i minuti finali sono segnati da un evento che trascende l’agonismo sportivo. All’87’, lontano dall’azione, l’attaccante del Lecce Lameck Banda si accascia improvvisamente a terra, portandosi le mani al petto. Sul campo e sugli spalti cala un silenzio surreale, carico di angoscia. Tra i primi a rendersi conto della gravità della situazione c’è proprio Antonio Conte, che si precipita in campo per richiamare l’attenzione dei soccorritori. L’intervento dello staff medico è immediato. Dopo attimi di grande apprensione, il giocatore viene portato fuori in barella, tra gli applausi di incoraggiamento di tutto lo stadio.
Le parole dei due allenatori nel post-partita contribuiscono a rasserenare gli animi. “Banda ha preso una botta al petto, credo forte, non ce ne eravamo accorti: lui stesso si è messo paura, ma credo che tutto si risolva per il meglio,” ha dichiarato Di Francesco a DAZN, spiegando che il colpo non ha interessato la parte del cuore. Anche Conte ha espresso la sua preoccupazione e il suo sollievo: “Mi sono preoccupato molto quando ho visto che si portava le mani al petto. Gli auguriamo il meglio, anche perché la moglie aspetta un bambino”. Il giocatore è stato poi trasportato in ospedale per accertamenti, ma le prime notizie confermano che è cosciente e le sue condizioni non destano gravi preoccupazioni.
Il Napoli porta a casa una vittoria sofferta ma preziosissima. Tuttavia, il successo più importante della serata è il sospiro di sollievo per la salute di un avversario, un promemoria di come, al di là dei colori e della rivalità, l’umanità e il rispetto vengano sempre prima di tutto.
