Roma – L’impennata dei prezzi dei carburanti non accenna a placarsi, gettando un’ombra sulle economie di famiglie e imprese italiane. Le ultime rilevazioni, elaborate dalla Staffetta Quotidiana sui dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, disegnano un quadro a tinte fosche: il prezzo del gasolio in modalità self-service ha superato la soglia critica dei 2 euro al litro, attestandosi in media a 2,030 euro, con un incremento di 17 millesimi. Non va meglio per la benzina che, sempre in modalità self, raggiunge una media di 1,811 euro al litro, segnando un aumento di 9 millesimi.

La situazione si aggrava ulteriormente se si considera la modalità “servito”, dove i listini salgono vertiginosamente. Un litro di benzina arriva a costare in media 1,947 euro (+11 millesimi), mentre per il diesel si toccano i 2,159 euro (+19 millesimi). Anche gli altri carburanti non sono immuni dai rincari: il Gpl servito sale a 0,704 euro/litro, il metano a 1,494 euro/kg e il Gnl a 1,235 euro/kg.

Una Stangata che Percorre l’Autostrada

Viaggiare sulla rete autostradale è diventato un lusso per pochi. I prezzi medi praticati sono ancora più elevati: la benzina self tocca 1,902 euro/litro (che diventano 2,158 al servito), e il gasolio self schizza a 2,093 euro/litro, con picchi di 2,349 euro per chi sceglie il servizio al distributore. In alcune stazioni, come riportato dalle associazioni dei consumatori, il diesel servito ha addirittura superato la quota di 2,60 euro al litro.

Le Cause dei Rincari: tra Geopolitica e Mercati

Alla base di questa escalation di prezzi vi sono molteplici fattori. Le tensioni geopolitiche internazionali, in particolare la crisi nello Stretto di Hormuz, hanno un impatto diretto sulle quotazioni del petrolio, con il Brent che ha superato i 90 dollari al barile. A questo si aggiunge l’aumento dei prezzi dei prodotti raffinati nel Mediterraneo, con la benzina a 621 euro per mille litri e il diesel a 820 euro per mille litri. Tuttavia, le associazioni dei consumatori puntano il dito anche contro la speculazione. Si osserva infatti il fenomeno noto come “razzo e piuma”: i prezzi alla pompa reagiscono con estrema rapidità agli aumenti del greggio, mentre i cali vengono recepiti con notevole lentezza. Molto del carburante venduto in questi giorni, infatti, è stato acquistato dalle compagnie quando il prezzo della materia prima era significativamente più basso.

L’Allarme del Codacons e le Ripercussioni sull’Economia

Il Codacons ha lanciato un forte allarme, sottolineando come la corsa del gasolio, carburante principe per il trasporto merci, avrà inevitabili e rapide ripercussioni sui prezzi dei generi alimentari e di tutti i prodotti al dettaglio. L’associazione dei consumatori ha elaborato i dati regionali, evidenziando le aree più colpite dai rincari. Per il gasolio, i listini più alti si registrano nella provincia di Bolzano (2,072 euro/litro), in Friuli Venezia Giulia (2,061 euro/litro) e in Sicilia (2,053 euro/litro). Anche per la benzina, Bolzano guida la classifica con 1,863 euro/litro, seguita da Calabria e Basilicata.

Di fronte a questa situazione, il Codacons ha sollecitato con forza il Governo a intervenire, criticando quello che definisce un “ritardo inspiegabile” da parte dei tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel valutare un possibile taglio delle accise.

La Risposta del Governo: l’Ipotesi delle “Accise Mobili”

Dal canto suo, l’esecutivo sta monitorando la situazione. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che il governo sta valutando attentamente la situazione, ma ha anche sottolineato come un taglio delle accise generalizzato, come quello del 2022, sia stato “inefficace e troppo costoso”. L’ipotesi più accreditata sul tavolo è quella di ricorrere al meccanismo delle “accise mobili“. Questo strumento, già esistente, permette di ridurre le imposte sui carburanti quando si verifica un aumento significativo e stabile del prezzo del petrolio e, di conseguenza, un extra gettito IVA per lo Stato. Tuttavia, per l’attivazione è necessario un decreto interministeriale e al momento non sono stati presi provvedimenti concreti, una decisione che ha sollevato le critiche non solo dei consumatori ma anche delle opposizioni.

Mentre il dibattito politico e tecnico prosegue, gli automobilisti italiani continuano a fare i conti con un “caro-pieno” che pesa sempre di più sui bilanci, con la speranza di un intervento che possa alleggerire una pressione diventata ormai insostenibile.

Di davinci

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