Dalle vette del motorsport a ruote coperte alle complesse sfide della Formula 1, il 2025 della Ferrari si è dipinto con i colori contrastanti del trionfo e della riflessione. A delineare questo scenario a due facce è John Elkann, presidente della casa di Maranello, nella sua annuale e attesa lettera agli azionisti di Exor, la holding della famiglia Agnelli. Un’analisi lucida che celebra i successi storici e, al contempo, non nasconde le difficoltà incontrate nella massima serie automobilistica, indicando una via maestra ispirata direttamente dal fondatore, Enzo Ferrari: quella dell’apprendimento attraverso l’errore.
Un 2025 da incorniciare nel Mondiale Endurance
Il capitolo più luminoso del 2025 ferrarista è senza dubbio quello scritto nel Campionato del Mondo Endurance (WEC). Elkann ha definito “straordinario” l’anno della Scuderia, un aggettivo ampiamente giustificato dai risultati. La Ferrari ha infatti conquistato una doppietta memorabile, aggiudicandosi sia il titolo Costruttori che quello Piloti. Un’impresa che riporta Maranello sul tetto del mondo delle corse di durata a più di mezzo secolo di distanza dall’ultimo alloro mondiale.
Il successo più prestigioso è arrivato ancora una volta sul mitico Circuit de la Sarthe, con la terza vittoria consecutiva alla 24 Ore di Le Mans. Un filotto di trionfi che non si vedeva dagli anni ’60 e che ha permesso alla Ferrari di conservare per sempre il trofeo della vittoria, un onore riservato a chi si impone per tre edizioni di fila. A completare un’annata eccezionale, si aggiunge anche la vittoria nella GT3 World Cup a Macao.
Elkann ha sottolineato come questi risultati siano il frutto di uno “straordinario spirito di squadra che unisce tutti coloro che sono coinvolti, dai meccanici in pit lane agli ingegneri e ai piloti”. Una coesione nata da una decisione coraggiosa, presa durante il difficile periodo della pandemia: quella di tornare a competere nella classe regina dell’Endurance. Una scelta che oggi, alla luce dei trionfi, appare quanto mai lungimirante.
Formula 1: ambizioni mancate e la lezione del “Drake”
Se il WEC ha regalato immense soddisfazioni, la stagione di Formula 1 ha lasciato l’amaro in bocca. Elkann, con onestà intellettuale, ha ammesso che nella massima competizione “non è riuscita a raggiungere le ambizioni”. Un 2025 difficile, che ha visto la scuderia lontana dalla lotta per i titoli mondiali, nonostante le grandi aspettative.
Tuttavia, è proprio di fronte a queste difficoltà che il presidente di Exor evoca l’insegnamento più profondo della cultura Ferrari, citando direttamente il suo fondatore. “La Ferrari ha sempre capito che correre significa imparare tanto quanto vincere”, ha scritto Elkann. Un principio che trasforma ogni insuccesso in una lezione preziosa per il futuro.
Il richiamo è alla filosofia del “museo degli errori“, un concetto caro a Enzo Ferrari. Il “Drake” era solito conservare in una stanza a Maranello i pezzi rotti e i componenti che avevano ceduto in gara, non come monito di fallimento, ma come oggetto di studio per comprendere, analizzare e progredire. Un archivio fisico di sbagli da cui ripartire per costruire l’eccellenza. “Questa mentalità rimane essenziale ancora oggi: responsabilità e determinazione a tornare più forti”, ha chiosato Elkann, indicando la rotta per il futuro della Gestione Sportiva.
Prospettive future: tra responsabilità e determinazione
Le parole di John Elkann non sono una semplice cronaca sportiva, ma una dichiarazione d’intenti. La lettera agli azionisti traccia un percorso chiaro: celebrare e consolidare il dominio nell’Endurance, e allo stesso tempo, affrontare le carenze in Formula 1 con un metodo rigoroso, basato sull’analisi critica e sulla volontà di miglioramento continuo.
Il 2025 si chiude quindi come un anno di “trionfi e insegnamenti”. I successi della 499P Hypercar dimostrano che quando visione strategica, competenza tecnica e spirito di squadra si allineano, la Ferrari è capace di imprese leggendarie. Le difficoltà in Formula 1, d’altro canto, servono da promemoria su quanto sia arduo mantenere l’eccellenza ai massimi livelli in ogni disciplina. La sfida, ora, è trasferire la stessa alchimia vincente anche nel mondo dei Gran Premi, facendo tesoro delle lezioni impartite dal “museo degli errori” per tornare a scrivere pagine di storia anche a ruote scoperte.
