ZAGABRIA – In un contesto economico globale ancora scosso dalle tensioni geopolitiche, il governo della Croazia interviene con decisione per proteggere il tessuto economico e sociale del paese. Il primo ministro Andrej Plenković ha annunciato oggi, durante una riunione dell’esecutivo, la proroga di un significativo pacchetto di misure volto a mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia su famiglie e imprese. L’intervento, del valore di circa 450 milioni di euro, estende fino al 30 settembre di quest’anno il regime di prezzi calmierati per carburanti, elettricità e gas. Si tratta del decimo pacchetto di aiuti varato dal governo dal 2020, portando il valore complessivo degli interventi a quasi dieci miliardi di euro.

Una risposta alle turbolenze internazionali

La decisione di Zagabria si inserisce in una strategia di lungo corso, avviata durante la pandemia di Covid-19 e proseguita dopo l’aggressione russa all’Ucraina nel 2022. Oggi, come sottolineato da Plenković, la principale fonte di preoccupazione deriva dalle tensioni in Medio Oriente, che hanno innescato una nuova spirale rialzista del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. “Il conflitto ha provocato un forte aumento del prezzo del petrolio, e il governo in tali circostanze vuole preservare la sicurezza dell’approvvigionamento e l’accessibilità dei prezzi”, ha affermato il premier. L’obiettivo primario è quello di “mantenere i posti di lavoro, l’attività economica e attenuare il più possibile la pressione sull’aumento dei prezzi, non solo dell’energia”.

L’impatto sui carburanti: prezzi alla pompa calmierati

Dal punto di vista pratico, le nuove disposizioni avranno un effetto diretto e immediato sui costi al distributore. Il governo ha agito su due leve principali: la riduzione delle accise e una limitazione parziale dei margini di guadagno per i distributori. Grazie a questo intervento, l’aumento dei prezzi sarà significativo ma contenuto rispetto a quello che si sarebbe verificato in un regime di mercato libero.

  • Diesel (Eurodiesel): Il prezzo al litro aumenterà dagli attuali 1,55 euro a 1,73 euro. Senza le misure governative, il costo sarebbe schizzato a 1,86 euro al litro.
  • Benzina (Eurosuper 95): Il prezzo massimo sarà di 1,62 euro al litro, rispetto agli attuali 1,50 euro. In assenza di intervento, avrebbe raggiunto 1,71 euro.
  • Diesel Blu (agricolo): Si registra un notevole rincaro anche per il gasolio agevolato per agricoltori e pescatori, che passa da 0,89 a 1,19 euro al litro.

È importante notare che questi prezzi calmierati, validi per le prossime due settimane e soggetti a revisione periodica, non si applicheranno alle stazioni di servizio situate lungo la rete autostradale, una scelta motivata dalla volontà di evitare flussi anomali di consumatori dai paesi vicini.

Scudo su elettricità e gas: bollette invariate fino a ottobre

Oltre ai carburanti, il cuore del pacchetto di aiuti riguarda le forniture di energia per famiglie e imprese. La scadenza delle sovvenzioni su elettricità e gas, inizialmente prevista per il primo aprile, è stata posticipata di sei mesi. Fino al 30 settembre, i prezzi rimarranno quindi invariati, garantendo stabilità e prevedibilità dei costi per cittadini e aziende. Il valore di questa specifica misura ammonta a 53 milioni di euro.

Un sostegno allargato all’economia

Il decimo pacchetto di aiuti non si limita al settore energetico. Il governo ha infatti previsto una serie di interventi trasversali per sostenere l’economia nel suo complesso. Tra le misure annunciate figurano:

  • Sostegni al trasporto pubblico: Aiuti e sovvenzioni per mantenere accessibili i costi per i pendolari e i cittadini.
  • Aiuti per agricoltori e pescatori: Un fondo da 28 milioni di euro per sostenere due settori strategici duramente colpiti dall’aumento dei costi operativi.
  • Supporto alle imprese: Una moratoria di sei mesi sui prestiti per le aziende e incentivi per gli investimenti nelle fonti di energia rinnovabile.
  • Sostegno agli studenti: Misure specifiche per aiutare gli studenti a far fronte al caro vita.

Queste azioni si inseriscono in un quadro di politica economica che, nonostante un tasso di inflazione superiore alla media UE, ha permesso alla Croazia di registrare una crescita del PIL sostenuta e di vedere il proprio rating di credito migliorare, come riconosciuto dalle agenzie internazionali. L’impegno del governo, come ribadito da Plenković, è quello di continuare a “preservare la coesione sociale e garantire il funzionamento dell’economia croata” in un periodo di prolungata incertezza globale.

Di davinci

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