Parigi – In una mattinata densa di significato, la grande sala delle conferenze dell’UNESCO ha vibrato all’unisono con le emozioni e le riflessioni di oltre 600 giovani studenti. Essi, provenienti da licei italiani e francesi, costituiscono la giuria del Prix Palatine 2025-2026, un’iniziativa binazionale che trasforma il cinema in uno strumento di dialogo e crescita. L’occasione è stata la proiezione in anteprima di “Un anno di scuola”, l’attesa opera seconda della regista italiana Laura Samani, un evento che ha suggellato il valore del progetto come ponte culturale tra le due nazioni.

Il Prix Palatine: un laboratorio di cittadinanza europea

Nato dalla collaborazione tra l’associazione francese Palatine e l’italiana Lutetia, il Prix Palatine si distingue nel panorama dei festival cinematografici per la sua formula unica e il suo alto valore formativo. Ogni anno, una selezione di tre film italiani viene sottoposta al giudizio di studenti francesi, mentre una giuria speculare di studenti italiani valuta tre pellicole francesi. Questo meccanismo non solo promuove la cinematografia contemporanea dei due paesi, ma stimola anche un confronto critico e uno scambio di prospettive tra le giovani generazioni. L’edizione di quest’anno vede coinvolti circa 3.000 studenti in oltre 60 proiezioni organizzate in entrambi i paesi.

Il progetto ha ottenuto il prestigioso patrocinio dell’UNESCO proprio per la sua capacità di promuovere la diversità culturale e di utilizzare il linguaggio universale del cinema come piattaforma per il dialogo interculturale, la formazione e la cooperazione europea. Un’iniziativa che, come sottolineato dall’Ambasciatrice francese presso l’UNESCO, Ahlem Gharbi, rappresenta uno dei migliori esempi di applicazione del Trattato del Quirinale nel campo della cooperazione educativa e culturale tra Francia e Italia.

“Un anno di scuola”: uno sguardo contemporaneo sull’adolescenza

Al centro dell’evento parigino, il film di Laura Samani, “Un anno di scuola”. Liberamente tratto dall’omonimo racconto del 1929 dello scrittore triestino Giani Stuparich, il film è stato presentato in anteprima alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Orizzonti, dove l’attore protagonista Giacomo Covi ha ricevuto il premio per la miglior interpretazione maschile. L’opera, ambientata a Trieste nel settembre del 2007, narra la storia di Fredrika, detta Fred, una diciassettenne svedese che si ritrova ad essere l’unica ragazza in una classe di un istituto tecnico maschile. Il suo arrivo sconvolge gli equilibri di un trio di amici inseparabili, mettendo a dura prova la loro amicizia e costringendoli a confrontarsi con sentimenti nuovi e dubbi esistenziali.

La regista, già acclamata per il suo film d’esordio “Piccolo corpo” (vincitore del David di Donatello), rilegge un classico della letteratura con sensibilità contemporanea, esplorando temi universali come la crescita, l’identità e le complesse dinamiche relazionali dell’adolescenza. La pellicola, una coproduzione tra Italia (Nefertiti Film con Rai Cinema) e Francia (Tomsa Films e Arte France Cinéma), uscirà nelle sale francesi a giugno 2026, distribuita da Arizona Films, mentre in Italia la distribuzione è curata da Lucky Red.

Le istituzioni al fianco della cultura

La proiezione-evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, a testimonianza dell’importanza attribuita al progetto. Erano presenti l’Ambasciatore Liborio Stellino, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’UNESCO, e la sua omologa francese, l’Ambasciatrice Ahlem Gharbi. Le due delegazioni diplomatiche hanno lavorato sinergicamente per ottenere il patrocinio dell’UNESCO e per ospitare l’evento nella sala più prestigiosa dell’Organizzazione.

Nel suo intervento, l’Ambasciatore Stellino ha toccato corde profonde, rivolgendosi direttamente ai giovani in sala: “Questo progetto esemplare tocca l’essenza stessa della convivenza umana: conoscersi meglio per comprendersi meglio e comprendere che esiste una sola umanità, sullo stesso pianeta, chiamata a risolvere le crisi globali.” Parole che riecheggiano la missione stessa dell’UNESCO e che sottolineano come la cultura sia un veicolo indispensabile per la pace e lo sviluppo.

Un dialogo che continua

Il momento più significativo della mattinata è stato forse il dialogo che ha seguito la proiezione. La regista Laura Samani si è intrattenuta a lungo con gli studenti, rispondendo alle loro domande e curiosità. Si è discusso di un’ampia gamma di tematiche, dalla rappresentazione del mondo della scuola sul grande schermo alle sfide e alle opportunità per le nuove generazioni che desiderano intraprendere una carriera nel mondo del cinema. Un confronto vivo e partecipato, che ha dimostrato ancora una volta come il cinema possa essere un catalizzatore di pensieri, un generatore di dibattito e, in definitiva, una scuola di vita.

L’esperienza del Prix Palatine, culminata in questo evento emblematico, si conferma così non solo un concorso cinematografico, ma un vero e proprio percorso educativo che arricchisce studenti, artisti e istituzioni, tessendo una trama sempre più fitta di comprensione e amicizia tra Italia e Francia, nel cuore dell’Europa.

Di euterpe

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