Una duplice offensiva per la sicurezza stradale e la legalità. Durante il recente question time alla Camera dei Deputati, il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha delineato i contorni di due interventi normativi destinati a incidere profondamente sulla vita degli automobilisti italiani: una radicale riorganizzazione del sistema di rilevamento della velocità e un’inedita stretta contro l’evasione dell’obbligo assicurativo RC Auto. Due fronti distinti ma convergenti verso un unico obiettivo: aumentare la sicurezza sulle strade, superando al contempo quelle che il Ministro ha definito “distorsioni” del sistema, come l’uso degli autovelox a scopo meramente sanzionatorio.

Autovelox: Fine della “Giungla”, Via alla Riforma dell’Omologazione

Il cuore della riforma annunciata da Salvini riguarda la delicata questione dell’omologazione degli autovelox, un tema che per anni ha alimentato contenziosi e incertezze normative. La nuova direttiva, fortemente voluta dal Ministero, intende porre fine alla confusione distinguendo nettamente tra approvazione e omologazione, un punto sollevato anche da recenti sentenze della Corte di Cassazione.

La linea tracciata è netta: “Tutti gli autovelox approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente coerenti con i requisiti di omologazione”, ha dichiarato il Ministro. Per gli apparecchi più datati, quelli approvati prima del 2017, la strada sarà invece più complessa: “potranno essere utilizzati solo se il relativo prototipo sarà adeguato ai nuovi requisiti tecnici”. Questa misura, di fatto, impone un aggiornamento tecnologico e procedurale per una vasta parte del parco strumenti attualmente in uso, con l’obiettivo dichiarato di “superare l’idea dell’autovelox usato solo per fare cassa e riaffermare che la sicurezza stradale viene prima di tutto”.

Questa riorganizzazione si inserisce in un quadro più ampio definito dal cosiddetto “Decreto Autovelox” dell’11 aprile 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024. Tale decreto ha già introdotto criteri più stringenti per l’installazione dei dispositivi, che dovranno essere adeguati entro il 12 giugno 2025. Tra le principali novità:

  • Posizionamento strategico: Gli autovelox potranno essere installati solo su tratti stradali autorizzati dal prefetto, caratterizzati da un elevato tasso di incidentalità negli ultimi cinque anni o dove sia impossibile la contestazione immediata.
  • Distanze minime: Vengono stabilite per la prima volta distanze minime tra un dispositivo e l’altro per evitare la “serialità” delle multe. Ad esempio, 3 km su strade extraurbane secondarie e 1 km su quelle locali.
  • Segnaletica chiara: La presenza dei rilevatori dovrà essere segnalata con almeno 1 chilometro di anticipo fuori dai centri abitati.
  • Limiti di velocità coerenti: Stop agli autovelox su tratti con limiti di velocità “eccessivamente ridotti”. Nelle strade extraurbane, ad esempio, il dispositivo potrà essere usato solo se il limite non è ridotto di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice della Strada per quella tipologia di arteria.

L’obiettivo è garantire che ogni postazione di controllo della velocità risponda a una reale esigenza di sicurezza e non a una logica di bilancio comunale, aumentando la trasparenza e la fiducia dei cittadini.

RC Auto: Contro i “Furbetti” una Nuova Legge entro l’Estate

Il secondo, ma non meno importante, fronte di intervento riguarda la lotta all’evasione dell’obbligo assicurativo. Un fenomeno che, come sottolineato da Salvini, ha raggiunto dimensioni preoccupanti. “Lo scorso anno su 1,5 milioni di veicoli controllati, la polizia stradale ha accertato circa 30mila violazioni dell’obbligo di assicurazione rc auto”, ha spiegato il Ministro. Stime più ampie indicano che in Italia circolano quasi tre milioni di veicoli senza copertura, un dato che ci posiziona tra i peggiori in Europa.

Per contrastare questa piaga, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), sta lavorando a un provvedimento legislativo specifico, il cui arrivo è previsto “entro la prossima estate”. La novità principale consisterà nel potenziamento dei controlli automatici da remoto.

La nuova norma mira a rendere pienamente operativo il controllo a distanza tramite la lettura delle targhe, sfruttando la tecnologia già esistente e in uso per altri scopi, come:

  • Telecamere ai varchi delle Zone a Traffico Limitato (ZTL)
  • Sistemi di rilevamento della velocità (Autovelox e Tutor)
  • Altri dispositivi di lettura automatica delle targhe

L’incrocio in tempo reale tra le targhe rilevate e le banche dati delle compagnie assicurative permetterà di individuare istantaneamente i veicoli non in regola, facendo scattare l’accertamento della violazione. Il processo legislativo vedrà il coinvolgimento dell’IVASS (l’istituto di vigilanza sul settore assicurativo) e del Garante per la protezione dei dati personali, per assicurare che le procedure di controllo rispettino pienamente la privacy dei cittadini. I dati dei veicoli in regola, infatti, dovranno essere cancellati immediatamente.

L’obiettivo è duplice: da un lato, ridurre drasticamente il numero di veicoli che circolano senza assicurazione, con evidenti benefici per la sicurezza di tutti gli utenti della strada; dall’altro, alleviare la pressione sui premi assicurativi pagati dagli automobilisti onesti, che oggi si fanno carico anche dei costi derivanti dai sinistri causati da veicoli non assicurati.

Di davinci

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