CORTINA D’AMPEZZO – Ci sono medaglie che pesano più di altre. Non solo per il metallo di cui sono fatte, ma per la storia che raccontano, per le emozioni che condensano. L’argento conquistato da Renè De Silvestro nella combinata alpina, categoria sitting, alle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 è una di queste. Una medaglia forgiata nella rabbia di due podi sfiorati e trasformata in gioia pura da una prestazione di carattere e talento cristallino sulle nevi di casa, all’Olympia delle Tofane. “Questa medaglia mi ha dato grande serenità, perché avevo due quarti posti. Avevo dentro una rabbia incredibile, oggi sono riuscito a sfogarmi e sono contento”, sono state le sue prime, viscerali parole ai microfoni, che racchiudono l’essenza di un’impresa sportiva e umana.
La genesi di un capolavoro: da due quarti posti alla redenzione
Per comprendere appieno il valore di questo argento, bisogna fare un passo indietro. Nelle gare precedenti, la discesa libera e il superG, Renè De Silvestro aveva assaporato l’amaro sapore della “medaglia di legno”. Due quarti posti che bruciavano, che lasciavano dentro quella frustrazione che solo un atleta che si gioca tutto in una manciata di centesimi può capire. Ma i campioni, si sa, sanno trasformare la delusione in carburante. E De Silvestro, classe 1996, originario di San Vito di Cadore, lo ha dimostrato. La rabbia accumulata non lo ha bloccato, ma lo ha spinto a superare i propri limiti nella disciplina a lui più congeniale: lo slalom.
Dopo aver chiuso la manche di Super-G in terza posizione, l’atleta delle Fiamme Oro ha disegnato una seconda manche tra i pali stretti semplicemente perfetta. Con aggressività, precisione e una voglia feroce di riscatto, ha fatto segnare il miglior tempo di manche, completando una rimonta entusiasmante. Il cronometro finale di 1’56″44 lo ha posizionato alle spalle dell’olandese Jeroen Kampschreur per soli 11 centesimi, una distanza infinitesimale che lascia un pizzico di rammarico per l’oro, ma che nulla toglie alla grandezza della sua performance. “Ho anche sperato nell’oro visto il tempo che avevo fatto, pensavo di essere davanti per centesimi. Ma onore all’olandese che ha vinto meritatamente”, ha dichiarato con la sportività che lo contraddistingue.
Un atleta poliedrico, un simbolo di resilienza
La carriera di Renè De Silvestro è un inno alla resilienza. Vittima di una caduta in allenamento nel 2013 che gli ha causato una lesione midollare, non ha mai abbandonato l’amore per lo sci e per la velocità. Due anni dopo era già su un monosci, pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua vita sportiva nel mondo paralimpico. Un percorso che lo ha visto crescere costantemente, fino a diventare uno dei pilastri della nazionale italiana di sci alpino paralimpico.
Il suo palmarès parla da solo: prima di questo argento “casalingo”, De Silvestro aveva già conquistato due medaglie alle Paralimpiadi di Pechino 2022 (argento in gigante e bronzo in slalom), sei medaglie mondiali (tra cui due ori) e due Coppe del Mondo di specialità. Un atleta completo, capace di eccellere in diverse discipline, dal superG allo slalom, dimostrando una versatilità e una determinazione fuori dal comune.
Sguardo al futuro: il gigante e lo slalom nel mirino
L’argento in combinata non è un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio. La serenità ritrovata e l’iniezione di fiducia sono il viatico migliore per le prossime sfide che lo attendono sulle nevi di Cortina. L’analisi della sua gara è lucida: “Sono veramente molto soddisfatto della mia seconda manche in slalom”. E proprio sullo slalom e sul gigante si concentrano le sue prossime ambizioni.
“Puntiamo sul gigante”, ha affermato, lasciando intendere come la disciplina più tecnica sia uno dei suoi obiettivi principali. Ma è nello slalom di domenica che le aspettative sono più alte: “Posso dire la mia, posso veramente andar forte”. Parole che suonano come una promessa, per sé stesso e per i tifosi italiani che lo sostengono con calore. Con la rabbia trasformata in energia positiva, Renè De Silvestro è pronto a regalarci altre, indimenticabili, emozioni.
