INDIAN WELLS (USA) – Una vittoria sofferta, sudata, ma che vale oro. Novak Djokovic, numero 3 del ranking mondiale, ha dovuto attingere a tutte le sue risorse fisiche e mentali per avere la meglio sul tenace statunitense Aleksandar Kovacevic, numero 72 ATP, in un match valido per il terzo turno del BNP Paribas Open, primo Masters 1000 della stagione in corso sul cemento californiano. Il campione serbo si è imposto con il punteggio di 6-4, 1-6, 6-4 al termine di una maratona di oltre due ore di gioco, conquistando per la prima volta dal 2017 l’accesso agli ottavi di finale nel deserto della California. Un traguardo che mancava da tempo per il cinque volte campione del torneo, a testimonianza delle difficoltà incontrate nelle ultime edizioni.
Una battaglia punto a punto: la cronaca del match
L’incontro si è rivelato fin da subito più equilibrato del previsto. Djokovic, reduce da un’altra battaglia in tre set all’esordio contro il polacco Kamil Majchrzak, non è apparso nella sua forma migliore, mostrando segni di frustrazione e accusando anche un leggero fastidio fisico. Nel primo set, il serbo è riuscito a strappare il servizio all’avversario nel terzo gioco, un break che si è rivelato decisivo per chiudere il parziale sul 6-4.
La reazione di Kovacevic, tuttavia, non si è fatta attendere. Lo statunitense di origini serbe ha approfittato di un calo di concentrazione di Djokovic per dominare il secondo set. Con un parziale di 13 punti consecutivi vinti al servizio e due break, Kovacevic ha inflitto un pesante 6-1 al numero 3 del mondo, rimettendo tutto in discussione. Un set in cui Djokovic è apparso insolitamente falloso e poco incisivo, lasciando presagire un possibile colpo di scena.
Nel terzo e decisivo set, però, è emersa tutta l’esperienza e la classe del 24 volte campione Slam. Nonostante un momento di apprensione per un problema alla caviglia, Djokovic ha ritrovato solidità e concretezza, riuscendo a gestire i momenti cruciali del parziale. La svolta è arrivata nell’ultimo game, quando Kovacevic, tradito da qualche errore di troppo con la prima di servizio, ha concesso a Djokovic la palla break che il serbo ha prontamente sfruttato per chiudere l’incontro sul 6-4 finale.
Le parole dei protagonisti e le statistiche chiave
Al termine del match, Djokovic ha reso omaggio alla prestazione del suo avversario: “È stata una grande prestazione quella di Aleks. Ci conosciamo. Parliamo la stessa lingua, la sua famiglia è serba. Ha giocato un ottimo torneo finora e sapevo che se avesse servito bene e scelto bene i suoi punti, sarebbe stato difficile batterlo. Ed è proprio quello che è successo”. Le statistiche confermano le parole del serbo: Kovacevic ha messo a segno ben 16 ace, mettendo in seria difficoltà Djokovic in risposta.
Con questa vittoria, Djokovic ha raggiunto per la 113ª volta in carriera gli ottavi di finale in un torneo Masters 1000, superando Rafael Nadal (112) in questa speciale classifica. Inoltre, è diventato il secondo giocatore più anziano a raggiungere questo traguardo in un Masters 1000, dietro solo a Ivo Karlovic.
Prossimo ostacolo: il campione uscente Jack Draper
Agli ottavi di finale, Novak Djokovic se la vedrà con il britannico Jack Draper, campione in carica del torneo. Draper, numero 14 del ranking, ha superato l’argentino Francisco Cerundolo con il punteggio di 6-1, 7-5. Si preannuncia un match molto interessante, con Draper che cercherà di difendere il titolo conquistato lo scorso anno e Djokovic che punta a tornare a trionfare a Indian Wells dopo l’ultimo successo datato 2016.
La sorpresa del giorno: De Minaur eliminato da Norrie
La vera sorpresa della giornata è arrivata dal match tra l’australiano Alex De Minaur, testa di serie numero 6, e il britannico Cameron Norrie. Norrie, ex campione di Indian Wells nel 2021, ha disputato una partita tatticamente perfetta, imponendosi con un doppio 6-4. Per De Minaur si tratta di una battuta d’arresto inaspettata, che conferma il suo rapporto complicato con il torneo californiano, dove non è mai andato oltre il quarto turno. Norrie, invece, ha dimostrato di trovarsi a suo agio su questi campi e si candida come una delle possibili mine vaganti del torneo.
