Bergamo si prepara a una notte di Champions League con il cuore in gola e un punto in più in classifica, frutto di una rimonta che ha del clamoroso. L’Atalanta di Raffaele Palladino, sotto di due gol contro un’Udinese cinica e ben organizzata, trova la forza di reagire nell’ultimo quarto d’ora grazie al suo ariete, Gianluca Scamacca, autore di una doppietta di testa che fissa il punteggio sul 2-2 finale. Una partita dai due volti, che ha visto i friulani sognare l’impresa per poi subire il ritorno veemente di una Dea mai doma, spinta dall’orgoglio e dalla qualità dei suoi singoli in una New Balance Arena infuocata.

Primo tempo a tinte bianconere: Kristensen gela il Gewiss Stadium

L’avvio di gara è di marca atalantina, ma la supremazia territoriale degli uomini di Palladino si rivela sterile e compassata. Nonostante un possesso palla insistito, i nerazzurri faticano a trovare varchi nella solida retroguardia friulana, chiudendo la prima frazione senza effettuare nemmeno un tiro nello specchio della porta. La prima vera occasione è per Scamacca al 10′, che su suggerimento di Samardzic calcia alto da buona posizione. L’Udinese, sorniona e ben messa in campo dal tecnico Runjaic, attende il momento giusto per colpire e lo fa con precisione chirurgica. Al 39′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto dall’ex di turno Zaniolo, il difensore danese Thomas Kristensen svetta più in alto di tutti, anticipando un disattento Kossounou, e con un perentorio colpo di testa batte Carnesecchi, portando in vantaggio i suoi. Le proteste dei padroni di casa per una presunta trattenuta di Kabasele su Kolasinac e una spinta dello stesso Kristensen su Hien vengono ignorate dal direttore di gara, Antonio Rapuano di Rimini. Il primo tempo si chiude con l’Udinese meritatamente in vantaggio e un’Atalanta incapace di pungere.

La doccia fredda di Davis, poi la furia di Scamacca

La ripresa si apre con un’Atalanta più determinata, ma la sfortuna si accanisce subito sui nerazzurri. Al 50′, Scamacca, servito da Pasalic, colpisce un clamoroso palo interno con una splendida girata di destro. È il preludio al raddoppio ospite, che arriva puntuale al 55′. Kolasinac compie un doppio salvataggio miracoloso su un’incursione di Zaniolo e sul successivo tiro di Zarraga, ma non può nulla sul sinistro a giro di Keinan Davis, che si insacca all’angolino per il 2-0. Sembra la fine dei giochi per l’Atalanta, ma è qui che Palladino decide di rischiare il tutto per tutto: fuori Kossounou, Bellanova e Samardzic, dentro Zalewski, Zappacosta e Krstovic, ridisegnando la squadra con un audace 4-2-4 a trazione anteriore. La mossa si rivela azzeccata.

L’Udinese ha la palla del ko al 60′ con Kamara, che però spreca calciando sull’esterno della rete un assist al bacio di Davis. È l’episodio che scuote definitivamente l’Atalanta. Al 75′, il neo-entrato Zalewski pennella un cross morbido dalla sinistra per la testa di Gianluca Scamacca, che con una poderosa schiacciata a terra firma il gol che riapre la partita. Il Gewiss Stadium si infiamma e spinge i suoi beniamini. Passano appena quattro minuti e la scena si ripete: su un rinvio errato del portiere Okoye, Pasalic recupera palla, Krstovic si vede respingere il diagonale ma sulla ribattuta il più lesto è ancora lui, il centravanti romano, che con un altro colpo di testa imperioso firma il 2-2, facendo esplodere di gioia il pubblico di casa.

Finale incandescente e vista sul Bayern

Il finale è un assalto all’arma bianca. L’Atalanta cerca la vittoria con la forza della disperazione, sfiorandola all’84’ con Krstovic, il cui tiro viene salvato in angolo da un ottimo Okoye. Ma anche l’Udinese non sta a guardare e va vicina al nuovo vantaggio con un tiro dalla distanza di Atta che lambisce l’incrocio dei pali. L’ultima emozione è un calcio d’angolo non concesso all’Atalanta allo scadere, che scatena le proteste di un infuriato Palladino, il quale si è poi scusato con la terna arbitrale per i toni accesi. Il triplice fischio di Rapuano sancisce un pareggio che, per come si era messa la partita, sta stretto all’Udinese ma vale oro per l’Atalanta. Un punto che muove la classifica e, soprattutto, inietta una dose massiccia di fiducia in vista dell’imminente e prestigiosa sfida degli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco.

Di nike

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